Da sabato 4 luglio, per i successivi sessanta giorni, in Emilia Romagna i saldi estivi saranno un’ottima opportunità per acquistare capi d’abbigliamento, calzature e altri numerosi articoli a prezzi scontati.

Si tratta di una buona occasione, soprattutto per quanti, costretti dalla crisi a non acquistare a prezzo intero, desiderano comunque prodotti di qualità a prezzi accessibili.

Per il presidente di Confesercenti E.R. Roberto Manzonibenché si ripetano gli annunci della fine delle recessione, le famiglie italiane fanno ancora fatica ad arrivare alla fine del mese. Soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento, da tempo l’abito ha perso la sua valenza simbolica, per cui si aspetta di acquistare nel periodo dei saldi per trovare un buon rapporto qualità prezzo. Aspettiamo, dopo la ripresa dell’export e i primi timidi segnali di ripresa, che ripartano i consumi interni. I commercianti restano comunque in affanno: speriamo che i saldi contribuiscano a recuperare le perdite causate dal calo dei consumi, dall’aumento delle tasse e dei costi di gestione”.


ANNO 2014 Esercizi commerciali in sede fissa per specializzazione e provincia

(Osservatorio nazionale del commercio)

provincia

Prodotti tessili

Articoli di abbigliamento

Calzature e articoli in pelle

BO

291

1.628

389

FE

83

647

127

FO

135

805

164

MO

170

1.242

277

PC

90

558

126

PR

148

869

190

RA

121

776

162

RE

144

685

148

RN

155

1.137

312

Regione

1.337

8.347

1.895


Marco Mascagni, 44 anni, già presidente ECO-BIO Confesercenti Bologna, è stato nominato presidente nazionale ECO-BIO Confesercenti, un’associazione nata per rappresentare e promuovere le attività commerciali e turistiche legate al mondo del biologico, naturale ed eco-sostenibile; lo ha sancito l’Assemblea costitutiva tenutasi oggi all’EXPO di Milano, Teatro della Terra, Parco della Biodiversità, che ha visto la partecipazione tra gli altri del responsabile Area Commercio della Confesercenti nazionale Stefano Bollettinari, del direttore della Confesercenti Bologna Loreno Rossi, e del presidente di Confesercenti Milano Andrea Painini.

A seguire si è svolto inoltre il convegno “Le prospettive e le opportunità del settore biologico e naturale” cui hanno partecipato, oltre al neo presidente Mascagni, Paolo Carnemolla presidente nazionale Federbio, Roberto Pinton segretario nazionale Assobio, Massimo Govoni segretario AssispeBio e la giornalista Silvia Pessini.

Abbiamo voluto dar vita a ECO-BIO Confesercenti – afferma Marco Mascagni neo presidente nazionale dell’associazione – ponendoci l’importante obiettivo di sostenere e promuovere a tutti i livelli un settore che ha notevoli prospettive di crescita in un mercato in cui i consumatori sono alla ricerca di qualità, sicurezza alimentare e benessere; tutte caratteristiche che si ritrovano nei prodotti biologici. Intendiamo inoltre collaborare con le Istituzioni e le altre associazioni della filiera”.

Confesercenti crede fermamente nel progetto di avere al proprio interno una federazione di categoria del commercio di prodotti biologici e naturali – sostiene Stefano Bollettinari responsabile Area Commercio di Confesercenti nazionale – per dare rappresentanza e voce a un settore emergente, innovativo e in continua crescita dal punto di vista delle vendite; inoltre i 1.300 punti vendita specializzati ad oggi esistenti in Italia, si confermano come il primo canale di commercializzazione al dettaglio del biologico. Questo è davvero un settore di eccellenza del made in Italy, importante anche dal punto di vista dell’offerta del turismo enogastronomico e come tale merita la massima valorizzazione”.


Si è svolto oggi il passaggio di consegne al vertice della Fipac-Confesercenti (Federazione Italiana Pensionati attività commerciali.)

Nel corso dell’Assemblea elettiva che si è tenuta all’Hotel Relais Bellaria di Bologna, Paola Pisi, dopo quindici anni di presidenza, ha consegnato nelle mani di Sergio Ferrari la direzione dell’associazione regionale davanti ad un folto numero di partecipanti.

Nel corso dell’incontro si è svolto inoltre il convegno dal titolo “Il ruolo della terza età nel welfare di oggi e di domani in Emilia Romagna” a cui hanno partecipato, tra gli altri, la vicepresidente e assessore alle politiche di Welfare Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini, il presidente nazionale Confesercenti Massimo Vivoli, il presidente della Confesercenti Emilia Romagna, Roberto Manzoni e Lino Busà direttore Fipac. Tra i temi affrontati, la verifica dell’associazione delle intenzioni della Regione di rimanere “virtuosa” nelle politiche destinate agli anziani, mantenendo le risorse destinate al welfare, e continuando sulla strada del sostegno al Fondo per la non autosufficienza.

Sergio Ferrari, che ha scelto di offrire le sue competenze e il suo tempo anche al sostegno dei pensionati del commercio, nella Confesercenti ha già svolto il ruolo di vicepresidente nazionale, di presidente regionale e di Bologna ed è tutt’ora componente di giunta della Camera di Commercio.

L’ufficio economico di Confesercenti Emilia Romagna ha svolto una indagine presso le proprie Associazioni territoriali sui primi effetti della riforma del lavoro (jobs act e legge di stabilità) con riferimento a un campione di imprese associate del commercio, del turismo e dei servizi.

Da questa analisi risulta che i contratti di lavoro attivati dal 1 gennaio di quest’anno al 30 aprile a livello regionale dal sistema Confesercenti, che hanno usufruito della decontribuzione triennale prevista dalla normativa, sono stati 759 (33% nel turismo,58% nel terziario e per il 9% nei servizi), mentre i contratti a tutele crescenti attivati dall’entrata in vigore del jobs act (7 marzo) al 30 aprile 2015 sono stati 270.

Per quanto riguarda invece i contratti a progetto e a tempo determinato,trasformati nello stesso periodo in contratti a tempo indeterminato, sono stati 305.

La stessa indagine ha rilevato che, considerate anche le chiusure di contratti intervenute nello stesso periodo si è comunque creata,fino ad aprile di quest’anno, nuova occupazione nel settore con un saldo positivo di 276 unità.

“I primi dati che emergono sugli effetti della riforma del lavoro nel terziario e nel turismo in Emilia Romagna sono positivi- commenta Stefano Bollettinari direttore Confesercenti Emilia Romagna - è un monitoraggio effettuato dai nostri uffici dell’area lavoro e si riferisce ad aziende del sistema Confesercenti, ma il trend è complessivamente favorevole con un saldo positivo di nuova occupazione per 276 addetti e sono ben 759 i contratti di lavoro attivati tra gennaio ed aprile 2015, che hanno usufruito della decontribuzione introdotta con la legge di stabilità. Ma la prosecuzione del trend positivo, prosegue Bollettinari, dipenderà soprattutto dal consolidarsi di una vera ripresa economica che nel commercio e nel turismo stenta ancora ad avviarsi. E’ inoltre necessario che la riduzione del costo del lavoro e quindi del cuneo fiscale diventi strutturale e occorre più attenzione al lavoro stagionale e a tempo determinato che nel nostro settore sono fattori di competitività fondamentale anche con riferimento all’economia turistica e non va assolutamente penalizzato”.

L’economia regionale mostra qualche segnale di ripresa ma il commercio non ha ancora percepito l’inversione di tendenza.

Infatti, tra gennaio e aprile del 2015, secondo l’Osservatorio Confesercenti, hanno abbassato la serranda in Emilia Romagna 1.192 attività, mentre le nuove aperture sono state 575, per un saldo finale di -617 negozi, solo leggermente migliore rispetto allo stesso periodo del 2014, quando il saldo negativo arrivò a 662 attività.

Anche il commercio ambulante in Regione, a differenza del dato nazionale dove invece è l’unico settore che aumenta, mostra un trend ancora in flessione: 182 aperture, 253 cessazioni, per un saldo negativo di 71 attività (nel primo quadrimestre 2014 erano 121, quindi il dato anche in questo caso migliora leggermente).

Per quanto riguarda gli intermediari del commercio, settore collegato alle dinamiche del retail, la tendenza è la stessa dell’anno scorso, 638 iscrizioni, 883 cessazioni con un saldo negativo di 245 attività.

Prosegue inoltre anche in Emilia Romagna nel primo quadrimestre 2015 il ridimensionamento, in atto da alcuni anni, sia della rete di distribuzione carburanti (saldo negativo di 45 attività), sia dei punti vendita di riviste, giornali e periodici (con un saldo negativo di 25 attività), entrambi alle prese inoltre con un forte calo della redditività.

“E’ naturale che non possiamo che essere contenti quando sentiamo annunci che finalmente la tanto attesa ripresa è arrivata - spiega Roberto Manzoni presidente di Confesercenti Emilia Romagna. Ma quando ci confrontiamo con i dati forniti dall’Osservatorio e con la realtà quotidiana dei nostri associati, questi annunci suonano piuttosto delle piccole percezioni di miglioramento nell’economia virtuale, che non toccano ancora, purtroppo, la realtà del piccolo e medio commercio.

Siamo ancora in attesa di politiche per il rilancio dell’economia e dei consumi, di tasse più sostenibili, di norme sulla concorrenza sleale e sull’abusivismo, di minori spese da parte dei gestori di servizi, di sburocratizzazione. Sono questi i veri annunci che stiamo aspettando.”

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