
24 Febbraio 2026
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09 Febbraio 2026
Si è tenuta la prima riunione della Presidenza nazionale della Fiepet, l’Associazione... segue
Il conflitto in Iran sta mettendo a dura prova i flussi turistici anche nella nostra regione.
Numerose agenzie di viaggio, secondo una prima stima del Centro Studi Confesercenti E.R., hanno avuto quasi il 100% di annullamenti per le destinazioni del Medio Oriente.
Per i paesi limitrofi all'area del conflitto il 15% di annullamenti e più della metà delle richieste sono state riconvertite con cambi di destinazione. Si segnalano meno annullamenti per l'Asia e il Sud-Est asiatico (9%) e tutti rimodulati con destinazioni alternative. Ma comunque è generale un forte rallentamento delle prenotazioni per i prossimi mesi.
Come spiega il presidente di Assoviaggi Confesercenti E.R. Amalio Guerra: “Il turismo organizzato globale sta navigando in acque agitate. L’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ormai interessa direttamente l'area del Golfo e l'Iran, ha innescato un terremoto nelle prenotazioni. Se da un lato l'Italia si conferma un "porto sicuro", dall'altro il sistema economico regionale, e in particolare quello emiliano-romagnolo, inizia a mostrare le prime crepe dovute alla crisi geopolitica. Le mete storiche del turismo di lusso e degli scali internazionali vivono un momento drammatico. Dubai, Abu Dhabi e il Qatar registrano cali nelle prenotazioni che sfiorano il 100%. La cancellazione di oltre 40.000 voli nell'area ha paralizzato gli hub mediorientali, trasformando quello che era il "centro del mondo" in una zona da evitare. A pesare non è solo la paura, ma la logistica: la chiusura degli spazi aerei impone rotte più lunghe, facendo lievitare i costi del carburante e, di conseguenza, i prezzi dei biglietti aerei. In questo scenario, i flussi turistici si stanno spostando verso destinazioni percepite come protette: Italia, Spagna e Nord Europa. Tuttavia, per il Belpaese è un successo a metà. Se il turismo di massa tiene, il segmento Luxury è in crisi nera.”
Per le imminenti vacanze di Pasqua 2026, le città d’arte segnalano cancellazioni fino all'80% da parte di turisti provenienti dal Golfo e dal Sud-est asiatico, che percepiscono l’intero bacino del Mediterraneo come instabile.
L’Emilia-Romagna è, dopo la Toscana, la seconda regione italiana per esposizione economica a questa crisi. Nonostante un 2025 da record (chiuso con 44,1 milioni di presenze), il 2026 si apre con forti incertezze.
Per la Riviera Romagnola: Il caro carburanti (con il diesel che ha superato la soglia psicologica dei 2€ al litro a marzo) minaccia il turismo di prossimità per Pasqua, frenando chi solitamente raggiunge le coste in auto o bus.
Per le città d’Arte: Si registra un brusco rallentamento del turismo d'affari. Le fiere internazionali legate al settore energetico risentono del clima di instabilità.
Per nodo di Ravenna, la preoccupazione maggiore riguarda il porto. Il blocco o il forte rallentamento nello Stretto di Hormuz sta facendo impennare i costi di noleggio navale e i noli marittimi, colpendo direttamente la logistica e l'indotto crocieristico e commerciale ravennate.
Per affrontare questo delicato momento di crisi per il settore, di cui non è prevedibile la durata, le associazioni del Turismo Organizzato hanno partecipato nei giorni scorsi al tavolo convocato dal Ministro del Turismo, Daniela Santanchè.
Nel corso dell’incontro, le associazioni hanno ribadito un punto chiave: il Turismo Organizzato continua a garantire assistenza, professionalità e tutela del viaggiatore anche in una fase segnata da forte instabilità, cancellazioni, riprotezioni e aumento dei costi.
Gli effetti economici delle emergenze internazionali continuano a gravare in misura prevalente su Agenzie di Viaggio e Tour Operator e ciò determina una situazione insostenibile per le imprese.
Il presidente di Assoviaggi Confesercenti E.R, Amalio Guerra, raccomanda di diffidare dalle tante ‘notizie’ più o meno veritiere che circolano in rete: il Ministero degli Esteri, con il portale Viaggiare Sicuri, è l’unica fonte di informazioni certificate.

Si è svolto presso la Sala “Taormina” di Ager Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna, l’evento conclusivo dei progetti finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del “Bando per l’assegnazione di contributi per il sostegno di progetti promozionali e di valorizzazione del pane e dei prodotti da forno”.
L’iniziativa, dal titolo “Pane fresco artigianale: filiera, ricerca, innovazione e prospettive”, ha rappresentato un momento di confronto tra mondo della ricerca, istituzioni e rappresentanze dell’artigianato alimentare, con l’obiettivo di valorizzare il pane fresco quale prodotto identitario, nutrizionalmente rilevante e strategico per l’economia regionale.
Ad aprire i lavori è stata la Regione Emilia-Romagna, sottolineando l’importanza del sostegno alle filiere agroalimentari locali e al pane fresco artigianale come presidio di qualità e tradizione.
A seguire, le ricercatrici Anna Maria Mastrangelo e Daniela Pacifico del CREA – Centro di ricerca cerealicoltura e colture industriali, hanno approfondito il tema “La Filiera Grano-Pane tra ricerca e innovazione”, evidenziando le prospettive di miglioramento varietale, sostenibilità e qualità delle produzioni cerealicole.
Il professor Sergio Gatti (UNICATT Piacenza – UNIPR Parma) ha affrontato il tema “Nutrizione e qualità nella filiera grano-pane: il ruolo del pane fresco”, mettendo in luce il valore nutrizionale del pane artigianale fresco all’interno di una dieta equilibrata.
Il professor Vincenzo Brandolini (Università di Ferrara), nel suo intervento su “Nutrizione e chimica degli alimenti”, ha sottolineato l’importanza delle evidenze scientifiche a supporto della qualità del pane fresco e ha richiamato l’attenzione sull’esperienza promossa dai panificatori di Confesercenti Ferrara con la nascita del PanPera – iniziativa che punta a rafforzare l’identità, la tracciabilità e la qualità del pane artigianale attraverso un percorso condiviso di filiera e comunicazione al consumatore.
È seguita, poi, una tavola rotonda fra i soggetti che hanno realizzato i progetti:
Antonio Di Benedetto, in rappresentanza dell’Associazione Panificatori di Bologna e provincia; Glauco Bianchi, dei Dolciari e Panificatori CNA; Davide Cupioli, di Confartigianato Imprese di Rimini; Alessandro Partigiani, di Assopanificatori Confesercenti Ferrara e per Confesercenti Emilia Romagna; Valerio Filetti, di A.G.E.R. Borsa Merci Bologna
Nel suo intervento, Alessandro Partigiani, ha sottolineato come “il pane fresco artigianale non sia soltanto un alimento quotidiano, ma un patrimonio culturale, economico e sociale delle comunità locali.” Si è soffermato, poi, sul valore del progetto “PanPera”, un pane innovativo, creato proprio da Assopanificatori Ferrara, nato per rispondere alle esigenze nutrizionali moderne. Un alimento di alta qualità che si distingue per la sua ricetta unica, sviluppata con il supporto di tecnici alimentaristi e docenti universitari e pensata per ottenere un prodotto salutare e nutriente. “Con il PanPera – ha detto Partigiani - abbiamo voluto affermare con forza l’identità del pane artigiano, la trasparenza verso il consumatore e il valore di una filiera che parte dal grano e arriva al banco del forno. Investire in qualità, ricerca e innovazione significa garantire futuro alle nostre imprese e tutelare un mestiere che rappresenta un presidio fondamentale per i territori.”
“Per Confesercenti Emilia-Romagna, sostenere questi progetti – afferma il Direttore regionale Marco pasi – non è altro che ribadire il proprio impegno nel sostenere le imprese del settore, promuovendone la competitività, la qualificazione dell’offerta e la consapevolezza dei consumatori rispetto al valore del pane fresco artigianale.”
L’evento ha confermato come il dialogo tra ricerca scientifica, istituzioni e associazioni di categoria rappresenti la strada maestra per affrontare le sfide future della filiera grano-pane, coniugando tradizione e innovazione.
Nelle foto: due momenti della presentazione del “PanPera”



Si è tenuta la prima riunione della Presidenza nazionale della Fiepet, l’Associazione Italiana che rappresenta e tutela le imprese della ristorazione, trattorie, pizzerie, sale da ballo, gelaterie e pasticcerie, locali di intrattenimento e spettacolo, internet caffè, videobar, pub della Confesercenti nel corso della quale è stata nominata la nuova Giunta Nazionale in rappresentanza delle varie realtà regionali.
È entrato a far parte della Giunta Nazionale il Presidente regionale Fiepet Emilia Romagna, Cristian Lertora, ristoratore di Piacenza.
La Presidenza ha anche definito i temi su cui si concentrerà l’attività della Fiepet nei prossimi mesi:
1. Rimodulazione della TARI per i pubblici esercizi della ristorazione
2. Contrasto all’abusivismo e alla concorrenza sleale
3. Revisione della normativa sulle manifestazioni temporanee
4. Dehor e semplificazione nelle zone tutelate
5. Finanziamenti mirati e accessibili alle micro e piccole imprese
6. Reperimento personale e lavoro
7. Formazione professionale

I ritardi nella consegna dei libri da parte dei corrieri alle librerie, sta creando diversi problemi ai punti vendita che ancora sono presenti in Emilia-Romagna. in regione sono oltre 300 (332) le librerie che ancora svolgono un ruolo essenziale per la diffusione della cultura sul territorio incentivando la lettura anche verso le nuove generazioni. Le piccole librerie sono costrette ad affrontare problemi sempre più rilevanti, strette da margini imposti, concorrenza sfrenata da parte delle vendite online e costi di gestione sempre in aumento. Conservano tuttavia un alto gradimento fra i lettori, infatti, una recente indagine condotta in Emilia-Romagna ha fatto emergere come i lettori dell’Emilia-Romagna prediligano il libro stampato (75% dei libri letti negli ultimi 12 mesi) e considerino le librerie indipendenti un presidio culturale del quartiere e della città (a pensarla così è il 49% dei lettori), un luogo di incontro e discussione (41%) e di educazione alla lettura (39%). Tra le ragioni di scelta della libreria indipendente come canale di acquisto, la maggioranza degli users individua la comodità dovuta alla vicinanza della libreria seguita dalla tipologia di assortimento offerto (quest’ultima indicata nel complesso dal 53% degli users). Gli aspetti più apprezzati di questa tipologia di libreria riguardano la competenza del personale e la varietà di libri in assortimento, indicati quali punti di forza dal 76% dei lettori.
Nicolò Maserati, presidente del Sil Confesercenti E.R. (Sindacato Italiano Librai) ha commentato così la situazione dei ritardi nella consegna dei libri da parte dei corrieri:
“Quello dei ritardi delle consegne da parte dei corrieri, questione sollecitata da un nostro associato, è un problema su cui stiamo lavorando da tempo, e che riguarda tutti i settori del commercio e non solo i librai.
Fino a circa due anni fa le consegne avvenivano al massimo in due giorni. Soprattutto da settembre a dicembre, le consegne si sono fatte molto più dilatate, con una ricaduta importante soprattutto per le librerie indipendenti: non solo non siamo stati in grado di fornire un servizio adeguato nel periodo scolastico in cui gli studenti acquistano i libri di testo, ma i clienti, soprattutto all’uscita di una novità editoriale, non trovandola, viene indotta a rivolgersi alle grandi librerie o ad acquistarla online. Ci tengo a sottolineare che ciò che caratterizza le librerie indipendenti è il rapporto di fiducia tra un libraio professionalmente competente e il cliente, che conta su un servizio di alta qualità.”
“Accogliamo con favore la pubblicazione del bando x il finanziamento dell’attività degli hub urbani e di prossimità che può diventare un aiuto concreto contro il fenomeno della desertificazione commerciale che molto preoccupa la nostra associazione “. È quanto afferma Dario Domenichini, Presidente di Confesercenti Emilia Romagna a commento della pubblicazione del bando della Regione che mette a disposizione degli hub 14 milioni di euro per le attività di promozione e valorizzazione dei percorsi commerciali e dei centri urbani. “È una misura che aspettavamo - continua Domenichini - che la nostra associazione chiedeva da tempo e su cui ha collaborato per la stesura. Il tema della valorizzazione delle imprese di vicinato è un’urgenza nazionale e la perdita di queste funzioni rischia di impoverire anche le nostre realtà regionali. Situazione che denunciamo da tempo e ora speriamo che questo sia solo un primo passo per la la tutela e promozione del valore sociale che gli esercizi di vicinato rappresentano contribuendo a rendere i nostri centri più belli, vivibili e sicuri “.
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