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Le piccole e medie imprese dei settori del commercio e del turismo della nostra regione hanno sempre più la necessità di essere competitivi sul mercato nazionale e internazionale.
In particolare, la capacità di gestire un sito di e-commerce sta diventando indispensabile per far conoscere la propria attività anche oltre i confini locali. Come emerge, infatti, da un’indagine svolta dal Politecnico di Milano e da Netcomm, l’e-commerceB2c in Italia cresce del 18% e sfiora i 20 miliardi di euro nel 2016; nel solo settore turistico della nostra regione, secondo il Centro Studi Turistici di Firenze, nel trimestre giugno-agosto 2016 la quota percentuale di prenotazioni inoltrate via web è stata pari al 55,1%, in crescita rispetto alla stagione estiva precedente.
Le imprese che si dedicano all’e-commerce sono in crescita a livello esponenziale anche in Emilia Romagna e sono passate dalle 660 del 2009 a 1.405 nel 2016, ma è un dato destinato ad aumentare progressivamente nei prossimi anni.
Inoltre, una recente indagine di Confesercenti nazionale/SWG vede il 55% dei 400 imprenditori commerciali intervistati, convinti che l’e-commerce sia una importante opportunità per dare slancio all’economia.
Ma non è solo la digitalizzazione che aiuta ad essere maggiormente competitivi; vi sono voci come la sostenibilità della propria attività che consente il contenimento dei costi e la rende più attrattiva verso una clientela sempre più attenta ai risparmi energetici e permettono di vendere i propri prodotti al di fuori dei confini nazionali.
Su questi tre “filoni”, digitalizzazione, internazionalizzazione, e sostenibilità, il Nuovo Cescot E.R. – il centro di formazione della Confesercenti - ha organizzato, cofinanziati dal Fondo sociale europeo, a partire da febbraio, numerosi corsi di formazione destinati agli imprenditori del turismo e del commercio del nostro territorio.
76 corsi coinvolgeranno circa 500 partecipanti, a cui si aggiungeranno 1600 ore di consulenza personalizzata riguardanti circa 200 imprese. Tutto ciò anticipato da 14 seminari informativi.
Più in dettaglio, per quanto riguarda il turismo, si svolgeranno 10 corsi sull’internazionalizzazione, 21 sulla digitalizzazione e 6 sulla sostenibilità; rivolti al commercio invece si terranno 7 corsi sull’internazionalizzazione e 32 sulla digitalizzazione. Le provincie coinvolte sono in tutto otto: a Parma si terranno 4 corsi, a Reggio Emilia 4, a Modena 7, a Bologna, 16, a Ferrara 5, a Forlì/Cesena 6, a Ravenna 10, a Rimini 15.
Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al Nuovo Cescot E.R., via Don Bedetti, 26 Bologna. Tel. 0516380350
Le piccole e medie imprese dei settori del commercio e del turismo della nostra regione hanno sempre più la necessità di essere competitivi sul mercato nazionale e internazionale.
In particolare, la capacità di gestire un sito di e-commerce sta diventando indispensabile per far conoscere la propria attività anche oltre i confini locali. Come emerge, infatti, da un’indagine svolta dal Politecnico di Milano e da Netcomm, l’e-commerceB2c in Italia cresce del 18% e sfiora i 20 miliardi di euro nel 2016; nel solo settore turistico della nostra regione, secondo il Centro Studi Turistici di Firenze, nel trimestre giugno-agosto 2016 la quota percentuale di prenotazioni inoltrate via web è stata pari al 55,1%, in crescita rispetto alla stagione estiva precedente.
Le imprese che si dedicano all’e-commerce sono in crescita a livello esponenziale anche in Emilia Romagna e sono passate dalle 660 del 2009 a 1.405 nel 2016, ma è un dato destinato ad aumentare progressivamente nei prossimi anni.
Inoltre, una recente indagine di Confesercenti nazionale/SWG vede il 55% dei 400 imprenditori commerciali intervistati, convinti che l’e-commerce sia una importante opportunità per dare slancio all’economia.
Ma non è solo la digitalizzazione che aiuta ad essere maggiormente competitivi; vi sono voci come la sostenibilità della propria attività che consente il contenimento dei costi e la rende più attrattiva verso una clientela sempre più attenta ai risparmi energetici e permettono di vendere i propri prodotti al di fuori dei confini nazionali.
Su questi tre “filoni”, digitalizzazione, internazionalizzazione, e sostenibilità, il nuovo Cescot E.R. – il centro di formazione della Confesercenti - ha organizzato, cofinanziati dal Fondo sociale europeo, a partire da febbraio, numerosi corsi di formazione destinati agli imprenditori del turismo e del commercio del nostro territorio.
76 corsi coinvolgeranno circa 500 partecipanti, a cui si aggiungeranno 1600 ore di consulenza personalizzata riguardanti circa 200 imprese. Tutto ciò anticipato da 14 seminari informativi.
Più in dettaglio, per quanto riguarda il turismo, si svolgeranno 10 corsi sull’internazionalizzazione, 21 sulla digitalizzazione e 6 sulla sostenibilità; rivolti al commercio invece si terranno 7 corsi sull’internazionalizzazione e 32 sulla digitalizzazione. Le provincie coinvolte sono in tutto otto: a Parma si terranno 4 corsi, a Reggio Emilia 4, a Modena 7, a Bologna, 16, a Ferrara 5, a Forlì/Cesena 6, a Ravenna 10, a Rimini 15.
Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al Nuovo Cescot E.R., via Don Bedetti, 26 Bologna. Tel. 0516380350
Confesercenti Emilia Romagna lancia l’allarme sulla situazione delle imprese commerciali dopo il dato diramato oggi dall’ufficio studi di Unioncamere che conferma la riduzione del numero di imprese attive a livello regionale anche nel 2016 (-687 unità).
Soprattutto le piccole aziende continuano a chiudere i battenti: sia ditte individuali che società di persone e certamente la stagnazione dei consumi incide significativamente su questo trend, ma secondo l’Associazione oltre a continuare a mettere in campo politiche di assistenza tecnica e di incentivi al credito e all’innovazione, occorre una pianificazione urbanistica che limiti lo sviluppo incontrollato delle grandi strutture di vendita che possono contare già oggi su una quota di mercato che supera il 60%.
La nuova Legge urbanistica regionale attualmente in corso di definizione può rappresentare una importantissima occasione per coniugare, esigenze di contenimento dell’uso del suolo, qualità ambientale, attrattività delle città ed equilibrio tra le tipologie distributive.
Confesercenti Emilia Romagna rilancia quindi con forza l’esigenza di una disciplina ad hoc per il commercio nell’ambito della nuova Legge urbanistica regionale.
“Gli ambulanti che oggi, nel corso della manifestazione anti-Bolkestein, si sono resi protagonisti di minacce e lancio d’oggetti, non fanno parte delle nostre associazioni. Noi non abbiamo preso parte in alcun modo all’organizzazione della mobilitazione e ci dissociamo quindi completamente da questa, condannandone con forza i toni e soprattutto gli episodi di violenza”.
A dichiararlo, in una nota congiunta, sono Anva Confesercenti e Fiva Confcommercio, le maggiori associazioni di categoria del commercio pubblico in Italia, di cui rappresentano il 70% delle imprese, e le sole che fanno parte dell’Unione Europea del Commercio Ambulante.
“Dobbiamo tutti dire no a questo clima d’odio, che non può che danneggiare il settore, e non solo perché ne lede gravemente l’immagine. Gli ambulanti non sono questo: oggi in piazza abbiamo visto all’opera pochi facinorosi che non rappresentano nessuno. Di certo non rappresentano la maggioranza degli imprenditori in regola del commercio su aree pubbliche: il sospetto che abbiamo è che molti di questi non siano nemmeno veri ambulanti.”
“E, cosa ancora più grave, parte della politica sembra disposta ad ascoltare, ormai, solo chi grida più forte. E’ impensabile che pochi scalmanati tengano in scacco le istituzioni ed un settore fatto da 200mila imprenditori: l’intervento contenuto nel mille proroghe non soddisfa completamente nemmeno noi, ma tutela le imprese in regola e garantisce gli imprenditori onesti. Per noi deve essere il punto di partenza per impostare il superamento definitivo della Bolkestein”.

.... vendita a partire dalla fase transitoria e serve una disciplina ad hoc per il commercio
In relazione alla proposta di nuova Legge urbanistica regionale attualmente in fase di elaborazione, Confesercenti Emilia Romagna nel preannunciare la propria condivisione agli obiettivi generali della bozza del provvedimento, in particolare per quanto riguarda il contenimento dell’uso del suolo, le politiche di rigenerazione urbana e di attrattività delle città, nonché di tutela e valorizzazione del territorio e dell’ambiente, manifesta nel contempo la propria forte preoccupazione su alcuni aspetti che rischiano di modificare ulteriormente l’equilibrio tra le tipologie distributive a ulteriore vantaggio delle grandi strutture di vendita, aumentando ulteriormente l’attuale trend di chiusura dei piccoli negozi che ha già causato in alcune aree delle città e del territorio fenomeni di desertificazione commerciale. Peraltro tale fenomeno vanificherebbe anche il raggiungimento dell’obiettivo principale della legge, del contenimento del consumo di suolo.
In particolare la fase transitoria di 3 anni (prima dell’avvio della formazione dei nuovi strumenti normativi), solo per l’effetto “annuncio”, sta già portando in diverse città della Regione ad accelerare la programmazione e progettazione di nuovi insediamenti di grande distribuzione, visto che l’attuale pianificazione contiene previsioni molto ampie; senza contare che tutto ciò che viene realizzato in questa fase non rientrerebbe nel computo del 3% di consumo complessivo del suolo.
Così come non sarebbero computati a regime, agli stessi fini, gli interventi di ampliamento e ristrutturazione di fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa per le attività economiche già insediate che, nel caso di grandi strutture commerciali avrebbero un forte impatto sulla rete di vendita.
Confesercenti Emilia Romagna ritiene indispensabile quindi una regolamentazione più stringente per quanto concerne gli insediamenti delle grande distribuzione ormai arrivata in Emilia Romagna ad una quota di mercato di oltre il 60% con la superficie di vendita delle grandi strutture alimentari che è aumentata del 14% tra il 2007 e il 2014 e addirittura del 52% nel settore non alimentare, mentre i piccoli negozi continuano a chiudere i battenti (quasi 2.000 imprese attive in meno in Regione tra il 2011 e il 2016) e la loro quota di mercato è calata di circa il 14% negli ultimi 15 anni.
Ad avviso di Confesercenti Emilia Romagna, vista la peculiarità del settore, si rende necessaria una disciplina ad hoc nell’ambito della nuova Legge urbanistica per ciò che concerne l’insediamento o l’ampliamento di grandi e medie superfici commerciali, che ne eviti l’espansione incontrollata, visto anche il superamento nella nuova normativa di strumenti come i PTCP e i POC.
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