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09 Febbraio 2026
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Il presidente della Fiba regionale Confesercenti è soddisfatto dell’esito dell’incontro tra Regione Comuni costieri, le associazioni di categoria e sindacati che anticipa l’apertura degli stabilimenti balneari il 18 maggio prossimo e che prevede 12 metri quadri di distanziamento tra gli ombrelloni.
“Ora è necessario - spiega Rustignoli - che le linee guida siano emanate non più tardi di domani, per consentire agli operatori di allestire in tempo gli spazi e consetire di riaprire il 18.
Il protocollo condiviso con i rappresentanti di categoria, è il giusto equilibrio tra la garanzia della salute dei clienti, che va primariamente tutelata, e la sosteniblità economica degli operatori.”
L’annunciato spostamento ad agosto dell’avvio dei saldi estivi 2020 è accolto con favore da Confcommercio e da Confesercenti Emilia Romagna. “Spostare l’avvio dei saldi estivi può rappresentare una scelta giusta in un anno devastante come il 2020 per il settore dell’abbigliamento – si legge in una nota diffusa dalle associazioni – ma se questa misura non viene accompagnata dalla soppressione del divieto di svolgere le vendite promozionali nei trenta giorni precedenti la data d’avvio si può trasformare in un terribile boomerang per il settore che rischia di allungare ulteriormente il periodo di blocco delle vendite”.
Il settore dell’abbigliamento è uno di quelli che ha subito i danni maggiori dal lungo stop e rischia di veder completamente andare a vuoto tutta la stagione estiva dopo aver già perso quella primaverile. A questo si aggiunge anche una diminuita capacità di spesa dei cittadini che devono fare i conti con cassa integrazione e perdita del lavoro. “Per queste motivazioni – conclude la nota – è impensabile riaprire le attività senza prevedere promozioni ad hoc e pertanto abbiamo chiesto alla Regione di eliminare il divieto alle vendite promozionali per il 2020. Invito che torniamo a ribadire con forza ora che la data d’avvio dei saldi sembra sia stata fissata ad agosto”.
Le organizzazioni Confesercenti, FilcamsCGIL, FisascatCisl e Uiltucs dell’Emilia Romagna hanno sottoscritto un nuovo accordo in favore dei dipendenti delle imprese del commercio e del turismo dell’Emilia-Romagna che aderiscono a EBTER (l’Ente bilaterale per i due settori costituito dalle quattro organizzazioni) e che applicano integralmente i Contratti Collettivi nazionali di lavoro di riferimento.
L’accordo cerca di dare una risposta e un aiuto concreto alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno subito o subiranno riduzione del proprio reddito mensile a causa dell’ applicazione di ammortizzatori sociali, a causa delle misure contenitive del contagio di COVID 19.
In particolare l’Accordo prevede che al lavoratore, titolare di mutuo prima casa o locatore di un immobile di residenza o in cui è domiciliato, quale lavoratore fuorisede con residenza oltre 100 km dal luogo di lavoro, verrà corrisposto, per un massimo di 2 mesi, un contributo lordo fino a 200 euro mensili per riduzione dell’orario di lavoro tra il 60% e l’80% e di 250 euro mensili per riduzione dell’orario di lavoro tra il 81% ed il 100%. Tale contributo potrà essere erogato compatibilmente alle disponibilità delle risorse complessivamente destinate da Ebter anche per un ulteriore mese.
Inoltre, ai lavoratori, che hanno la necessità, a seguito della chiusura straordinaria delle scuole di ogni ordine e grado, di assentarsi dal lavoro per occuparsi del figlio minore naturale/affidato/adottato di età non superiore ai 14 anni e che non abbiano residui di ferie e permessi retribuiti maturati al 31/12/2019, verrà erogato un contributo pari al 50% della normale retribuzione (come determinata dai CCNL Terziario Distribuzione e Servizi e Turismo) lorda persa per un periodo massimo pari a 30 giorni lavorativi complessivi per nucleo familiare nel periodo intercorrente dal 24/02/2020 sino al 31/05/2020. Tali giorni si aggiungono a quanto previsto dalla legislazione emergenziale COVID 19.
È da sottolineare come le due prestazioni integrano quelle di welfare e sostegno al reddito già previste da EBTER, nonché quelle previste dall’accordo straordinario del 2 marzo che interviene per il sostegno al reddito dei lavoratori al termine dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti dalle normative vigenti.
Si prevede, per sostenere le nuove iniziative finalizzate al contenimento del COVID-19 nei settori del commercio e del turismo, un finanziamento straordinario da parte di EBTER di circa un milione di euro.
Pertanto, in questo modo, le organizzazioni sottoscrittrici del protocollo, hanno ulteriormente arricchito le prestazioni in favore dei lavoratori della regione Emilia Romagna per i settori del commercio e del turismo particolarmente colpiti, nell’ottica di essere al fianco di lavoratori ed imprese e contribuire al superamento di questo particolare momento di difficoltà.
“Confesercenti e organizzazioni sindacali – afferma il Presidente regionale di Confesercenti, Dario Domenichini – ancora una volta si schierano a fianco di imprese e lavoratori del settore, con strumenti concreti e grande senso di responsabilità; cercando di mantenere i livelli occupazionali in attesa di una ripartenza rapida delle attività”.
Secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs "è dovere delle parti sociali e del sistema della bilateralità stare in prima linea per rispondere alle esigenze del settore del commercio, del turismo e dei servizi, che vede un numero elevatissimo di lavoratori occupati in difficoltà. Questo protocollo conferma EBTER quale Ente Bilaterale capace di dare risposte rapide e concrete al mondo del Turismo, del Commercio e dei Servizi. Le parti sociali di settore hanno dimostrato con la sottoscrizione di questo protocollo la capacità di scelte veloci ed efficaci per il bene della collettività e del settore. Nello specifico, garantire una parte di reddito perso ai lavoratori nonché stare accanto in modo concreto ai genitori in difficoltà è il modo piu’ efficace per dare il nostro contributo ad un Paese che è impegnato ad agganciare al più presto la necessaria ripresa economica”.
Il 9 maggio è la festa dell'Europa che celebra la storica dichiarazione di Robert Schuman del 1950 a Parigi. Nell’ambito della ricorrenza si svolgerà la giornata europea del commercio di vicinato che Vitrines d’Europe celebrerà con un evento virtuale trasmesso in diretta sul sito www.radiocomerc.cat. Il ruolo del commercio di vicinato, il suo futuro all’interno dei diversi Paesi dell’Europa e le diverse politiche di sostegno attuate saranno l’oggetto dell’evento che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle associazioni di imprenditori del commercio di Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Germania e Italia. Per l’Italia parteciperà la Confesercenti dell’Emilia Romagna.
Anche in questo periodo di blocco delle attività, Vitrines d’Europe non ha mai cessato di svolgere la propria attività, organizzando incontri in videoconferenza per monitorare e valutare la difficilissima situazione venutasi a creare per le imprese commerciali e turistiche dopo la diffusione della pandemia causata dal covid 19 e il conseguente lockdown. Per Confesercenti Emilia Romagna in questo momento esprime anche il Presidente di Vitrines d’Europe, nella persona di Stefano Bollettinari.
“Questa pandemia – afferma Bollettinari - oltre a rappresentare, purtroppo, un dramma per la vita e la salute delle persone, si potrebbe trasformare in un danno irreversibile per il tessuto delle p.m.i commerciali e turistiche, un terzo delle quali potrebbero non riaprire più. Ecco allora che diventa fondamentale un intervento straordinario anche dell’Unione Europea, non solo per sostenere queste imprese, la gran parte delle quali col lockdown hanno azzerato il fatturato, ma anche per aiutarle nella fase di ripartenza che avrà costi organizzativi di adeguamento rilevanti e nel caso del turismo, comporterà probabilmente tempi più lunghi; senza contare la difficoltà ad affrontare un mercato e una domanda che, dopo questa terribile emergenza, è prevedibile subisca cambiamenti anche rilevanti e necessiterà di imprese flessibili e preparate ad affrontarli. La nostra associazione tenta, anche con l’iniziativa del 9 maggio, di ribadire l’importanza delle tante micro e piccole imprese commerciali anche per la vita sociale oltre che economica delle città europee, rivendicando politiche di sostegno e sviluppo sostenibili”.
“Riapriamo l’Italia in sicurezza” è il titolo della petizione lanciata on line dalla Confesercenti Emilia Romagna per chiedere al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la riapertura programmata delle micro, piccole e medie imprese del commercio, del turismo, dei pubblici esercizi e dei servizi.
“Da oltre due mesi – si legge nell’accorato appello degli imprenditori dei diversi settori - abbiamo imparato a convivere con un’emergenza a cui non eravamo preparati. Ci siamo organizzati, affrontato con disciplina e senso di responsabilità la limitazione della nostra libertà e la chiusura delle nostre attività e del nostro lavoro. Il prolungamento di questa situazione crea ansia, paura e preoccupazione per il destino di tante famiglie. Quello che è stato perso dalle nostre attività non verrà più recuperato mentre i costi non si sono mai fermati e tanti incentivi promessi non sono arrivati se non costringendo le nostre imprese a indebitarsi ulteriormente.
Prolungando la chiusura oltre il 4 maggio molte delle nostre imprese e attività potrebbero chiudere definitivamente!
Negozi, bar, ristoranti, tutte le attività turistiche, mercati, piccole attività artigiane sono pronte a riaprire in assoluta sicurezza, rispettando i protocolli concordati e concordandone di nuovi se necessario.
Ci rivolgiamo a Lei, quindi, Presidente:
CI PERMETTA DI RIAPRIRE E TORNARE AD ESSERE PADRONI DEL NOSTRO DESTINO!”
Confesercenti accompagna l’appello al Presidente Conte alle richieste già avanzate per ottenere interventi urgenti per dare liquidità immediata alle imprese, per cancellare e ridurre le imposte nazio¬nali e locali, per recuperare il fatturato perso e dare contributi a fondo perduto per finanziare la riapertura. “
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