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09 Febbraio 2026
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“Nella nostra regione esistono per la legge cittadini/ turisti di serie A e di serie B – sostiene Amalio Guerra, Presidente nazionale e regionale di Assoviaggi - I primi utilizzando le imprese turistiche (agenzie di viaggio e tour operator) come ad esempio le “Agenzie Sicure” riconosciute della nostra Regione, per la scelta dei loro viaggi, con le dovute tutele assicurative e della professionalità degli operatori del settore, mentre gli altri rivolgendosi a associazioni non professionali o alle Onlus che organizzano viaggi turistici senza ottemperare a tutti gli obblighi e controlli a cui sono soggette le agenzie viaggi o Tour operator, sono privi di tutela . Ora a fronte di queste problematiche dagli incontri avuti in questi giorni con le Associazioni di categoria, sembra emergere da parte dell’Assessorato Regionale al Turismo l’intenzione di non modificare la normativa al fine di limitare il notevole abusivismo che esiste nella nostra Regione. Così facendo – prosegue Amalio Guerra – verrebbe completamente ignorata la legge nazionale (art. 4 e art. 5 del Codice del turismo ) dove si evidenza che chi svolge attività economica, organizzata per la produzione e commercializzazione di prodotti e servizi è un’impresa e come tale deve essere assoggettata ai criteri previsti per le imprese cioè alle autorizzazioni e alle garanzie previste. Nel caso delle associazioni, chi non vuole diventare un’impresa deve utilizzare le agenzie di viaggio regolarmente autorizzate.
La revisione della normativa regionale, ad avviso di Assoviaggi Confesercenti Emilia Romagna, è quindi l’occasione per salvaguardare le imprese delle agenzie viaggi regolari e contrastare la concorrenza sleale e le attività non professionali.
L’ANVA-Confesercenti dell’Emilia-Romagna, la maggiore organizzazione di rappresentanza dei commercianti su area pubblica chiede alle Amministrazioni Comunali di applicare la normativa regionale che regolamenta lo svolgimento dei mercati dei cosiddetti hobbisti.
“La normativa – afferma il presidente ANVA, Dario Domenichini – è entrata in vigore lo scorso primo gennaio e introduce alcuni elementi di garanzia a tutela del consumatore e di progressiva regolamentazione di un settore che sottrae quote di PIL, produce evasione fiscale e alle volte rappresenta un canale di commercializzazione di merce di dubbia provenienza. A fine gennaio, tuttavia, a fronte di numerosi Comuni che correttamente hanno provveduto a predisporre i necessari atti di adeguamento normativo, riscontriamo come ve ne siano ancora alcuni che ignorano l’esistenza della normativa o, peggio, tentino di aggirarla inventandosi improbabili mercatini del riuso che ancora attendono, per essere realizzati, le previste linee guide nazionali”.
Questa situazione – a giudizio dell’ANVA – vanifica lo sforzo compiuto dalla Regione, con il consenso unanime di tutte le forze politiche e delle parti sociali, di regolarizzare un settore che, a fianco dei numerosi e autentici hobbisti vede la presenza di venditori di professione, provenienti anche da realtà fuori dall’Emilia Romagna, che operano in assenza di qualunque adempimento fiscale, “molti colleghi, infatti, - continua Domenichini - stanchi di subire la concorrenza sleale di questi operatori hanno preferito, in questi anni, abbandonare l’attività magari per rientravi come hobbisti. È una situazione che non poteva più essere tollerata e che si accompagna a una crisi senza precedenti che sta colpendo anche la categoria dei commercianti su area pubblica che sono calati nel corso del 2013 di 146 unità sul territorio regionale con punte a Modena (-47), Bologna (-35), Parma (-22), Reggio Emilia (-20) e Piacenza (-19). A questo punto i Comuni devono applicare la normativa e a fine 2013, come prevede la legge, potremo sederci attorno a un tavolo e valutare assieme le modifiche che valuteremo necessarie per migliorarla”.
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Imprese registrate al 31-12-2013, iscrizioni e cancellazioni nel 2013 delle imprese del commercio ambulante |
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Province e regioni |
Totale provincia |
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Imprese registrate |
Iscrizioni |
Cancellate |
Saldo |
Variazioni percentuali delle imprese registrate |
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Ottobre 2013/Dicembre 2013 |
Dicembre 2012/Dicembre 2013 |
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Piacenza |
677 |
26 |
45 |
-19 |
-0,1 |
-1,2 |
|
Parma |
687 |
26 |
48 |
-22 |
-0,6 |
-0,3 |
|
Reggio nell'Emilia |
903 |
43 |
63 |
-20 |
0,6 |
-1,3 |
|
Modena |
1.360 |
57 |
104 |
-47 |
-1,4 |
-2,0 |
|
Bologna |
1.857 |
112 |
147 |
-35 |
-0,3 |
-0,7 |
|
Ferrara |
786 |
51 |
50 |
1 |
-0,4 |
0,4 |
|
Ravenna |
1.207 |
67 |
67 |
0 |
0,8 |
0,3 |
|
Forlì-Cesena |
947 |
61 |
68 |
-7 |
-0,2 |
-0,2 |
|
Rimini |
1.212 |
73 |
72 |
1 |
0,9 |
-6,6 |
|
EMILIA-ROMAGNA |
9.636 |
516 |
664 |
-148 |
-0,1 |
-1,5 |
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Fonte: Confesercenti Emilia Romagna |
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(*) I dati sono relativi alle attività economiche rientranti nel gruppo 478 della Classificazione delle Attività Economiche Ateco 2007 |
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Confesercenti E.R. esprime la propria solidarietà al territorio modenese che sembra non avere pace, colpita nuovamente dopo il sisma di due anni fa, dall’alluvione dei giorni scorsi, e i cui danni non sono ancora stimati. I cittadini di questa terra già così provata e ferita nel patrimonio, nell’economia, stava con tenacia provando a rialzarsi, molto spesso con le sole proprie forze.
Anche molte piccole e medie imprese di questa zona, comprese quelle del commercio e del turismo, per una seconda volta, si trovano a dover ricominciare da capo. E se ora non trovano risposte immediate ed efficaci da parte delle istituzioni, rischiano di scomparire per sempre, con gravi conseguenze sul tessuto economico e sociale di queste zone.
Per il presidente di Confesercenti E.R. Roberto Manzoni, “bisogna prendere in considerazione interventi immediati e a lungo a termine; in primo luogo occorre prevedere una fiscalità di vantaggio e mettere a diposizione di chi ha subito danni i fondi necessari per poter rimettere in moto al più presto le proprie attività. Devono essere subito sospese le rate dei mutui in corso, alleggerita la burocrazia, e devono essere attivate misure straordinarie di credito agevolato.
Ma superata l’emergenza, bisogna finalmente prendersi cura di un territorio devastato, avviare piani di prevenzione e di tutela del territorio. Altrimenti saremmo periodicamente costretti a rivedere le stesse drammatiche scene. Perciò abbiamo appreso favorevolmente la notizia che il presidente Errani si è recato a Roma per chiedere lo stato di calamità e la sospensione per almeno sei mesi di ogni adempimento fiscale e tributario. Ci sembra un atto dovuto per andare incontro ad un territorio la cui gente, si forte e tenace, ma non indistruttibile, non si deve sentire abbandonata, e che deve vedere che le ingenti tasse che versa allo Stato, almeno vengono utilizzate per ricostruire la loro quotidianità.”

Il Comune di Cesena accoglie la richiesta di Fiepet-Confesercenti Cesenate (la federazione dei pubblici esercizi) per la riduzione della tassa di occupazione del suolo pubblico a vantaggio dei pubblici esercizi che non tengono al proprio interno giochi d’azzardo. Un patto che Confesercenti Cesenate ha proposto al Comune di Cesena per contrastare la ludopatia.
La Fiepet-Confesercenti Cesenate, dopo aver aderito al tavolo di lavoro istituito dal Comune per il contrasto al gioco patologico, ha proposto un patto che prevede iniziative per opporsi a questo drammatico fenomeno e per sostenere i pubblici esercizi che fanno, o hanno già fatto, la scelta, prima di tutto etica, di non tenere nel proprio locale né slot machine né qualsiasi altro tipo di gioco d’azzardo.
La proposta prevedeva di rimodulare fortemente il canone della tassa di occupazione del suolo pubblico, a vantaggio dei locali che non hanno mai avuto slot machine (o simili) e giochi d’azzardo al loro interno o che decidono di eliminarli. A seguito di una condivisione sul tema, l’amministrazione comunale ha accolto la proposta, dichiarandosi disponibile a prevedere, già dalla prossima primavera, la diminuzione consistente della Cosap ai bar e ristoranti che non detengono nel proprio esercizio strumenti di gioco d'azzardo.
“Siamo molto soddisfatti – commenta Luca Collini, presidente della Fiepet-Confesercenti Cesenate - abbiamo avanzato una proposta significativa per svolgere azioni comuni con la nostra Amministrazione per il bene dei nostri concittadini ed anche per rilanciare un settore, quello dei pubblici esercizi, che da sempre è il fulcro vitalizzante della città, anche grazie ai tavoli che vengono posti davanti ai locali. Tramite questo patto, che metteremo a punto meglio nei prossimi giorni, Cesena si rivelerà ancora una volta come un esempio virtuoso per le realtà del territorio regionale”.
"Gli interventi sul canone di occupazione di suolo pubblico - aggiunge il Sindaco Paolo Lucchi - sono fra le azioni più sollecitate negli ultimi tempi e se ne è parlato anche al primo incontro della cabina di regia del centro storico. Oggi Confesercenti ci ha avanzato una proposta che coniuga le esigenze delle imprese cesenati alla necessità di perseguire un interesse sociale particolarmente elevato, che è il contrasto forte alla ludopatia. L’idea ci piace molto ed è velocemente attuabile attraverso un intervento diretto sui canoni. Ne parleremo anche al prossimo incontro della cabina di regia, approfondendo la questione dal punto di vista tecnico e numerico e dei tempi relativi alla sua applicazione”.
La Confesercenti Emilia Romagna ha condotto una rilevazione su un campione di negozi di abbigliamento e calzature della nostra regione, per conoscere l’andamento delle vendite nel primo weekend dei saldi (4-6 gennaio) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Il 35% degli interpellati evidenzia un aumento delle vendite e il 32% una stabilità delle stesse, mentre il restante 33% una diminuzione.
Per quanto riguarda lo scontrino medio, il 32% degli operatori lo indica in aumento, il 40% stabile e il 28% in diminuzione rispetto all’anno precedente.
Il valore medio dello scontrino si attesta sui 61 euro e la percentuale di sconto applicato in modo prevalente in questa prima fase di saldi, va dal 20 al 50%.
Gli operatori che hanno tenuto aperta l’attività domenica 5 e lunedì 6 gennaio sono stati complessivamente circa il 70% del totale, prevalentemente nei centri delle città.
Questi dati forniscono un quadro abbastanza soddisfacente della situazione (dato il momento economico che stiamo vivendo) mettendo in evidenza che, nonostante il depotenziamento che i saldi hanno subito per effetto di promozioni continue che si svolgono in corso d’anno, essi mantengono una loro validità.
Non resta che auspicare dopo questo inizio abbastanza positivo, un mantenimento dell’interesse da parte dei consumatori anche nei prossimi giorni, vista l’offerta di prodotti ancora molto interessante e conveniente.


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