
24 Febbraio 2026
Si è svolto presso la Sala “Taormina” di Ager Borsa Merci della... segue
09 Febbraio 2026
Si è tenuta la prima riunione della Presidenza nazionale della Fiepet, l’Associazione... segue
Serve al più presto un Governo che affronti i problemi delle piccole e medie imprese e che eviti l’aumento dell’Iva.
Infatti, secondo una simulazione condotta da Confesercenti, se dovessero scattare gli aumenti dell’IVA imposti dalle clausole di salvaguardia, questi avrebbero un grave impatto sui consumi, portandoci a perdere nel prossimo triennio 23 mld di euro di spesa (quasi 2 mld in Emilia Romagna) circa 885 euro a famiglia, con la conseguenza di rallentare anche il Pil, con una riduzione di 1,1 punti sulla crescita stimata del prodotto interno lordo tra il 2019 e il 2021. Il primo passo per disinnescare le clausole sarebbe l’inserimento di un intervento di “sterilizzazione” già nel prossimo Documento di economia e finanza (Def) che dovrà essere presentato all’Europa in aprile.
Altri interventi urgenti che dovrà affrontare il nuovo Governo ad avviso di Confesercenti Emilia Romagna, riguardano la difficile situazione delle piccole e medie imprese soprattutto del settore terziario, alle prese da anni con oneri fiscali, tariffari, burocratici e di costo degli affitti che ne stanno portando molte a chiudere i battenti.
L’altra grande priorità è la sicurezza delle città e del territorio, assieme al dilagare dell’abusivismo commerciale, dell’illegalità e della concorrenza sleale a tutti i livelli, compresa quella delle grandi piattaforme dell’online.
“Occorre scongiurare l’aumento dell’IVA – sostiene Dario Domenichini, presidente Confesercenti Emilia Romagna – perché rischierebbe di portare ad uno stop la fragile ripresa in atto. La pressione fiscale sui consumi, tra IVA, accise, bolli, tariffe per i servizi e altri oneri in Italia è già molto alta. Alzare ancora il livello di imposizione porterebbe inevitabilmente ad un’ulteriore frenata, lasciando sul campo tante piccole imprese ancora in difficoltà e spesso lasciate a se stesse a combattere la sfida impari della competizione globale”.
Preoccupazione per i dati emersi dall’indagine di Unioncamere E.R. sulla congiuntura del commercio nella nostra regione, che evidenzia il persistere di una ripresa altalenante e delle difficoltà in cui continua a trovarsi la piccola distribuzione, è stata espressa dal presidente della Confesercenti E.R. Dario Domenichini che ha dichiarato quanto segue:
“L’indagine di Unioncamere, nonostante registri un lieve aumento delle vendite complessive dello 0,1% nel quarto trimestre, rileva come il 2017 si chiuda ancora con una flessione dello 0,5% e come le problematicità maggiori riguardino soprattutto le piccole imprese. Ciò significa che finora non sono state fatte adeguate politiche di sostegno ai piccoli imprenditori che si trovano penalizzati da un confronto impari con alla grande distribuzione, da una crescita esponenziale dell’e-commerce, da una concorrenza sleale frutto del persistere di molte forme di abusivismo e da una tassazione e da affitti non più sostenibili dai piccoli commercianti. La riduzione delle ditte individuali è il segno di come sia in crisi il modello di autoimpresa e come non ci siano azioni adeguate per agevolare e incentivare l’autoimprenditorialità. Ci aspettiamo che il nuovo Governo ponga fra le proprie priorità il rilancio e il sostegno di queste forme di impresa, necessarie alla qualità e alla sicurezza delle nostre città e allo sviluppo economico dell’intero Paese.”
Confesercenti regionale ritiene positivo l’accordo preliminare siglato oggi tra Governo e Regione Emilia Romagna assieme a Lombardia e Veneto in merito all’Intesa per il riconoscimento di una maggiore autonomia e nuove funzioni, in capo alle Regioni firmatarie, in base all’art. 116 della Costituzione.
“Si tratta di un’iniziativa – sostiene Dario Domenichini, presidente Confesercenti Emilia Romagna – che vede la condivisione della nostra associazione perché in prospettiva sarà in grado di portare benefici anche al tessuto imprenditoriale della Regione, aumentando l’efficacia delle politiche territoriali, rilanciando il regionalismo e l’ammodernamento dello Stato nel suo complesso, senza ovviamente metterne in discussione in alcun modo l’unitarietà”.
Le imprese al femminile In Emilia-Romagna nel complesso resistono e registrano addirittura un lieve incremento. Anzi, la crisi passata sembra averle toccato meno rispetto a quelle maschili (2.833 in meno, con uno -0,9 per cento).
E’ quanto emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.
Al 31 dicembre 2017 le imprese attive femminili sono risultate 85.108, pari al 21 per cento del totale delle imprese regionali, con un lieve incremento (+77 unità, pari allo 0,1 per cento), rispetto alla fine dell’anno precedente.
Ma i dati non sono omogenei in tutti i settori di impresa: nel settore del commercio al dettaglio risultano negativi, con -292 unità (-1,7 per cento), cosi come in agricoltura (-290 unità, -2,2%) e nelle costruzioni (-0,9%), mentre crescono le imprese dell’insieme dei servizi (+0,6 per cento, +377 unità), grazie soprattutto all’incremento delle aziende dei servizi alla persona (+183 unità, +1,9 per cento), delle attività per le funzioni d'ufficio e di supporto alle imprese (+95 unità, +8.5 per cento) e al boom della sanità e assistenza sociale (+79 unità, +9,5 per cento).
Il lieve ampliamento nel numero delle imprese femminili è da attribuire alle società di capitale, che sono sensibilmente aumentate (+512 unità, pari a un +3,7 per cento), anche per effetto dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Questa ha contribuito alla sensibile riduzione delle società di persone (-310 unità, -2,4 per cento), alla quale si è affiancata una lieve flessione delle ditte individuali (-151 unità, -0,3 per cento). Le cooperative e i consorzi continuano a fare registrare una discreta crescita (+2,0 per cento).
Il calo delle imprese del commercio fa parte della diminuzione complessiva delle imprese dell’insieme del commercio (-267 unità, -1,2 per cento), per esclusivo effetto del calo del dettaglio (- 292 unità, -1,7 per cento), pressato dalla restrizione del credito e dalle variazioni delle abitudini di consumo, e che, a causa della ripresa in corso, beneficia di una minore spinta alla crescita della base imprenditoriale derivante dallo sviluppo delle forme di auto impiego.
“I dati sulle imprese al femminile nella nostra Regione - afferma Paola Morselli Coordinatrice Imprenditoria Femminile di Confesercenti E.R. - segnalano le difficoltà che incontrano le donne imprenditrici soprattutto nel commercio al dettaglio. Alle problematiche della congiuntura economica si sommano, infatti, ancora oggi, le difficili condizioni del contesto in cui operano le donne imprenditrici.
La giornata dell’8 marzo – continua Morselli - è perciò un’occasione non solo per fare gli auguri alle donne imprenditrici, ma anche per richiedere alle Istituzioni una maggiore attenzione alle donne imprenditrici che hanno bisogno di strumenti e risorse per stare sul mercato con pari opportunità.”

Il tema della desertificazione delle città , inteso come forte diminuzione della presenza degli esercizi commerciali di più piccole dimensioni, i cosiddetti "esercizi di vicinato", si è evidenziato da tempo in molti paesi europei e sta portando da un lato alla riduzione del servizio diffuso ai consumatori e dall'altro alla eccessiva standardizzazione e omologazione dell'offerta commerciale nella maggior parte delle città , con insegne tutte uguali e con il rischio di perdere l'identità e la tipicità che caratterizza i nostri territori. Di questo si è parlato oggi a Barcellona in uno degli incontri periodici di Vitrines d'Europe, il raggruppamento cui Ancestor-Confesercenti aderisce e di cui fanno parte associazioni di diversi paesi europei, che ha evidenziato come per tanti anni le stesse politiche urbanistiche abbiano portato ad uno sviluppo abnorme delle grandi strutture commerciali localizzate a livello extraurbano riducendo inevitabilmente la centralità del commercio urbano; ciò assieme ai problemi di accessibilità dei centri urbani, alle carenze dei trasporti pubblici , delle aree di sosta e delle limitazioni al traffico privato ha portato a significativi mutamenti dei consumi e dei comportamenti di spesa delle famiglie, causati non da una sana concorrenza, come sarebbe naturale, ma da cause esterne che favoriscono determinati stakeholder a scapito di altri, spesso rappresentati dal commercio indipendente.
Per il presidente di Vitrines d'Europe -Stefano Bollettinari - riferendosi anche alla situazione italiana, "La situazione delle pmi di vicinato è ormai giunta al livello di guardia, occorrono al più presto politiche efficaci per rilanciare il commercio urbano, a partire da quelle urbanistiche, da norme per il contenimento dei canoni commerciali anche attraverso la cedolare secca, dalla riduzione della pressione fiscale e della burocrazia, da norme più efficaci per combattere l'illegalità l'abusivismo e la concorrenza sleale e ancora un più forte sostegno all'innovazione soprattutto per le micro e piccole imprese anche per quanto riguarda il commercio online e la digitalizzazione , che non può essere appannaggio solamente dei grandi player mondiali e che devono essere al più presto soggetti allo stesso trattamento fiscale delle altre imprese, cosa che ora non sta affatto avvenendo creando uno svantaggio competitivo inaccettabile per le mpmi . Anche per queste ragioni è ormai ineludibile l'attuazione concreta e integrale in tutti i paesi dell'Unione dei principi contenuti nello Small Business Act, la carta europea dei diritti per le piccole e medie imprese".
Nella foto il presidente di Vitrines d’Europe Stefano Bollettinari e il segretario generale di Vitrine d’Europe Lluís Llanas i Rigol
Altri articoli...
- Dichiarazione di Filippo Donati, Presidente Assohotel Confesercenti ER sui risultati del turismo nell’anno 2017 diffusi oggi dalla Regione Emilia-Romagna
- E-Commerce: successo di partecipazione alla terza edizione dell’incontro dedicato alle opportunità e alle strategie del commercio on-line. L’obiettivo di Confesercenti è di renderlo accessibile anche alle piccole imprese
- Dati Unioncamere E.R sulla consistenza delle imprese: la posizione di Confesercenti E.R.
- Federfranchising: si aggiorna la rete dei Franchising Point presso le sedi Confesercenti in Emilia Romagna
