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L’approvazione delle modifiche alla L.R. 7/98,
deliberata oggi dalla Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna
rappresenta, ad avviso della Confesercenti Regionale, un’ulteriore
occasione di sviluppo del sistema turistico regionale, anche perché parte
da un impianto legislativo di base ancora valido e innovativo che ha
consentito la realizzazione di strategie promozionali efficaci e una
buona collaborazione pubblico-privato nel settore turistico.
Confesercenti Emilia Romagna condivide in particolare
l’elemento di novità più importante di questo provvedimento che è la
previsione dei “Sistemi Turistici locali”, come contesti turistici
caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali ed ambientali e
di attrazioni turistiche compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e
dell’artigianato locale e dalla presenza diffusa di imprese turistiche.
“I Sistemi Turistici locali completano in
maniera appropriata la legislazione turistica regionale – sostiene
Stefano Bollettinari Segretario regionale della Confesercenti –
perché è vincente la logica dell’offerta turistica integrata e la valorizzazione dei prodotti,
dei territori e delle eccellenze e significa aumentare la competitività,
intercettando una domanda turistica sempre più alla ricerca di una
molteplicità di motivazioni quando sceglie una destinazione”.
“Occorrono però alcune condizioni essenziali – continua
Bollettinari – per realizzare gli obiettivi indicati nella nuova
legge regionale per quanto riguarda i Sistemi Turistici locali: la
disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive, anche nazionali e la
chiarezza nelle finalità,
che devono riguardare particolarmente, valorizzazione del
territorio, interventi infrastrutturali di riqualificazione dell’offerta,
di sostegno all’aggregazione e alla riqualificazione delle imprese
turistiche e non diventare di fatto strumenti di mera promozione per
evitare sovrapposizioni con gli strumenti esistenti, privilegiando una
visione dei Sistemi Turistici locali come “progetti” e non come
“strutture” e minimizzando quindi i costi organizzativi”.
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