Comunicati stampa

 

Nonostante l’aumento dei controlli e delle azioni di contrasto dell’abusivismo commerciale sulla costa, il fenomeno continua a prosperare. Confesercenti Emilia Romagna chiede azioni più efficaci e risolutive per il 2006

 

 

 

Bologna, 08 Settembre 2005

 

 


Secondo la consueta indagine annuale effettuata da Confesercenti Emilia-Romagna presso le proprie associazioni territoriali, nella stagione turistica 2005 è stata stimata la presenza di circa 3000 venditori abusivi, un dato che conferma sostanzialmente i numeri dell’anno scorso, fatta eccezione per alcune località in cui un’azione di contrasto continuativa ha dato risultati soddisfacenti.

Le postazioni fisse rappresentano ben il 75% del totale, mentre il restante 25% è rappresentato da abusivi “itineranti”.

Il volume d’affari complessivo è stimato in circa 70 milioni di euro con una gamma merceologica dell’abusivismo che è sempre più variegata, con prodotti e servizi più diversi: abbigliamento, borse e pelletteria, bigiotteria, orologi, Cd e DVD, occhiali, teli da mare, parei e costumi, biancheria per la casa, massaggi e tatuaggi e quest’anno anche bibite.

L’incasso medio giornaliero per abusivo viene stimato in circa 300€ e il fenomeno purtroppo è sempre più organizzato arrivando addirittura a creare un sistema di sorveglianza e controllo che segnala tempestivamente (tramite cellulare) l’arrivo delle Forze dell’Ordine e a creare una vera e propria gestione degli spazi di vendita sulla spiaggia. Tra le modalità sempre più diffuse nell’organizzare l’attività commerciale abusiva è stata riscontrata quest’anno la vendita su ordinazione, per sfuggire al sequestro della merce.

La situazione dell’abusivismo nella stagione 2005 si è caratterizzata da un aumento dei controlli e dei sequestri di merce, ma si tratta ormai di una attività illecita talmente strutturata e radicata che è sempre più difficile debellare in maniera definitiva anche se l’azione decisa e continuativa effettuata  in alcune località ha portato ad una riduzione del fenomeno.

È evidente, comunque, che solo effettuando in maniera costante il presidio del territorio sulle spiagge e agendo sulle strutture organizzative a monte si potranno ottenere risultati generalizzati e significativi, evitando la semplice migrazione momentanea del fenomeno nelle altre località.

Occorre inoltre più convinzione nell’applicazione delle leggi regionali e nazionali in materia di sequestro e distruzione delle merci abusive e contraffatte nonché delle nuove sanzioni della Legge 80/2005 rivolte a coloro che acquistano merce contraffatta, la cui applicazione potrebbe avere maggiori risultati se ridotta nell’entità e applicata in maniera più diffusa.

Riteniamo inoltre doveroso ringraziare tutte le Forze di Polizia per l’impegno profuso, ma nello stesso tempo chiedere alle stesse di approntare per il 2006 piani di intervento contro l’abusivismo più efficaci, continuativi e risolutivi rispetto all’entità del fenomeno considerato anche il suo rilievo per l’ ordine pubblico e non solo come un problema di natura amministrativa e di concorrenza sleale.

La lotta all’abusivismo commerciale è una battaglia per la legalità che va combattuta sia sul piano del contrasto che sul piano della consapevolezza; cultura che deve essere diffusa al massimo tra i cittadini facendo prendere coscienza che il fenomeno abusivo non fa altro che alimentare le attività della criminalità organizzata e dello sfruttamento del lavoro e di altri fenomeni degenerativi sul piano sociale gravemente dannosi per la convivenza civile. È quindi un dovere di tutti i cittadini non contribuire ad alimentare questo tipo di commercio.