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Secondo la
consueta indagine annuale effettuata da Confesercenti
Emilia-Romagna presso le proprie associazioni territoriali, nella
stagione turistica 2005 è stata stimata la presenza di circa 3000
venditori abusivi, un dato che conferma sostanzialmente i numeri
dell’anno scorso, fatta eccezione per alcune località in cui un’azione di
contrasto continuativa ha dato risultati soddisfacenti.
Le postazioni fisse rappresentano ben il 75%
del totale, mentre il restante 25% è rappresentato da abusivi
“itineranti”.
Il volume d’affari complessivo è stimato in
circa 70 milioni di euro con una gamma merceologica
dell’abusivismo che è sempre più variegata, con prodotti e servizi più
diversi: abbigliamento, borse e pelletteria, bigiotteria, orologi, Cd e
DVD, occhiali, teli da mare, parei e costumi, biancheria per la casa,
massaggi e tatuaggi e quest’anno anche bibite.
L’incasso medio giornaliero per abusivo viene
stimato in circa 300€ e il fenomeno purtroppo è sempre più organizzato
arrivando addirittura a creare un sistema di sorveglianza e controllo che
segnala tempestivamente (tramite cellulare) l’arrivo delle Forze
dell’Ordine e a creare una vera e propria gestione degli spazi di vendita
sulla spiaggia. Tra le modalità sempre più diffuse nell’organizzare
l’attività commerciale abusiva è stata riscontrata quest’anno la vendita
su ordinazione, per sfuggire al sequestro della merce.
La situazione dell’abusivismo nella stagione
2005 si è caratterizzata da un aumento dei controlli e dei sequestri di
merce, ma si tratta ormai di una attività illecita talmente strutturata e
radicata che è sempre più difficile debellare in maniera definitiva anche
se l’azione decisa e continuativa effettuata in alcune località ha portato ad una riduzione del
fenomeno.
È evidente, comunque, che solo effettuando in
maniera costante il presidio del territorio sulle spiagge e agendo sulle
strutture organizzative a monte si potranno ottenere risultati
generalizzati e significativi, evitando la semplice migrazione momentanea
del fenomeno nelle altre località.
Occorre inoltre più convinzione nell’applicazione
delle leggi regionali e nazionali in materia di sequestro e distruzione
delle merci abusive e contraffatte nonché delle nuove sanzioni della
Legge 80/2005 rivolte a coloro che acquistano merce contraffatta, la cui
applicazione potrebbe avere maggiori risultati se ridotta nell’entità e
applicata in maniera più diffusa.
Riteniamo inoltre doveroso ringraziare tutte le
Forze di Polizia per l’impegno profuso, ma nello stesso tempo chiedere
alle stesse di approntare per il 2006 piani di intervento contro
l’abusivismo più efficaci, continuativi e risolutivi rispetto all’entità
del fenomeno considerato anche il suo rilievo per l’ ordine pubblico e
non solo come un problema di natura amministrativa e di concorrenza
sleale.
La lotta all’abusivismo commerciale è una
battaglia per la legalità che va combattuta sia sul piano del contrasto
che sul piano della consapevolezza; cultura che deve essere diffusa al
massimo tra i cittadini facendo prendere coscienza che il fenomeno
abusivo non fa altro che alimentare le attività della criminalità
organizzata e dello sfruttamento del lavoro e di altri fenomeni
degenerativi sul piano sociale gravemente dannosi per la convivenza
civile. È quindi un dovere di tutti i cittadini non contribuire ad
alimentare questo tipo di commercio.
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