Fiesa. Corte di Giustizia UE, denominazioni latte formaggio yogurt: è riservata ai prodotti lattieri di origine animale

Si informa che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con Sentenza del 14 giugno u.s., ha fornito la corretta interpretazione dell’art. 78 paragrafo 2 e dell’all. VII parte III Regolamento UE n. 1308/2013 (Organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli), nel senso che l’uso delle denominazioni “latte”, “panna”, “burro”, “formaggio” e “yogurt” deve essere riservato unicamente ai prodotti lattiero-caseari di origine animale.
In particolare la stessa Corte di Lussemburgo, interpellata al riguardo in via pregiudiziale da un Tribunale tedesco cui si è rivolta un’Associazione di settore nei confronti dell’Azienda “Tofu Town”, che produce e commercializza cibi vegani e vegetariani indicandoli erroneamente come “formaggio” e “burro”, ha disposto che gli alimenti di origine vegetale non devono recare in etichetta la denominazione riservata ai soli prodotti di origine animale (ad es. il latte ed i “latticini”).
Pertanto, si reputa illegittimo poiché ingannevole per i consumatori l’uso di denominazioni commerciali quali “Latte di soia”, “Latte di riso”, “Formaggio di tofu” e “Crema di riso spalmabile”, ritenute dalla Corte di Giustizia Europea non più utilizzabili dagli operatori in sede di etichettatura di prodotti vegani e vegetariani poiché in netto contrasto con le sopra citate disposizioni comunitarie.
Dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE sul divieto di utilizzare per prodotti vegetali termini come latte e latticini, la Commissione Europea dovrebbe intervenire per fare chiarezza anche sui “salumi” vegan. Lo chiedono gli Eurodeputati Paolo De Castro e Giovanni La Via con un’interrogazione all’Esecutivo UE. “Come annunciato nei giorni scorsi – ha detto De Castro in una nota – questa mattina insieme al collega Giovanni La Via abbiamo presentato un’interrogazione prioritaria alla Commissione chiedendo che, in base alla sentenza della Corte UE di mercoledì, la Commissione adotti misure armonizzate per porre fine alla confusione generata dall’utilizzo di denominazioni tipiche di prodotti a base di carne per cibo vegetariano o vegan”.
Il Presidente Fiesa Confesercenti, Gianpaolo  Angelotti, ha sottolineato che è giusto fare chiarezza e dare informazione corretta ai consumatori.

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