Campeggi Riccione, tra incognite e progetti intervista a Monica Saielli

La situazione "campeggi" a Riccione rimane critica: prima la chiusura del Camping ex-Fontanelle, poi la riapertura solo parziale e provvisoria e il ricorso, rigettato lo scorso 14 giugno. Nell' intervista a Monica Saielli, presidente di Assocamping-Confesercenti, che da anni gestisce il camping Adria di Riccione, l' imprenditrice racconta le difficoltà e lo stato dell' arte delle realtà dei camping in città, lo spettro della chiusura, i progetti. L' INTERVISTA Ultimamente i campeggi di Riccione sono spesso sulle pagine della cronaca locale, cosa sta succedendo ? Non le nascondo che anche noi siamo sorpresi e preoccupati. I campeggi sul mare di Riccione, essenzialmente per complesse vicende legate alla precedente proprietà Ceschina, sono rimasti immutati da trenta anni fino ad oggi, perché mai si era concluso l' iter amministrativo dei condoni edilizi; per questa ragione non era neppure immaginabile ipotizzare un percorso di ammodernamento e riqualificazione delle strutture. Nonostante questa impossibilità a rinnovarsi, i campeggi, in tutti questi lunghi anni, hanno comunque svolto pienamente il loro ruolo, accogliendo centinaia di migliaia di turisti, stagione dopo stagione, nell' interesse, non solo dei gestori, ma dell' intera città di Riccione. Questo fino allo scorso anno quando, grazie al cambio di proprietà dei terreni ed all' interesse dell' amministrazione comunale, la situazione si è sbloccata e finalmente ci si è messi in moto per la trasformazione complessiva di un' area indubbiamente strategica per il turismo riccionese. Purtroppo, in seguito alla caduta della giunta comunale, si è attivato un meccanismo burocratico che rischia di pregiudicare gravemente strutture che sono presenti sul territorio da decenni e svolgono per il sistema ricettivo un ruolo altamente significativo. Come si esce da questa situazione rimasta bloccata così a lungo e che sembra essersi oggi ulteriormente complicata? Onestamente, quello che sta succedendo mi amareggia molto: per trenta anni queste strutture ricettive sono andate bene a tutti così come erano ed oggi che, di fatto nulla è cambiato, ed al contrario, finalmente esistono progetti di investimento e di riqualificazione che si ripropongono di superare definitivamente i problemi esistenti e di rilanciare l' intero settore del turismo all' aperto a Riccione, queste stesse strutture rischiano la chiusura. E' un triste paradosso che dovrebbe far riflettere tutti. In questo modo si scoraggia e si distrugge ogni forma di investimento e le conseguenze economiche negative ricadono sull' intera comunità. In fondo dovrebbe bastare la volontà di trovare soluzioni condivise e la collaborazione fra tutti gli attori coinvolti: imprenditori e proprietari dei terreni, amministrazione comunale, soprintendenza ed ogni altra autorità pubblica. Voi, tra l' altro, dopo diverse vicissitudini siete finalmente riusciti ad acquistare il campeggio, vero? Fino all' estate scorsa sembrava una cosa quasi impossibile Sì in effetti, con molta determinazione e coraggio, nel dicembre scorso abbiamo acquistato il terreno del campeggio Adria che gestiamo già da molti anni ed ora, con grande entusiasmo, stiamo studiando e proponendo significativi investimenti per una sua innovazione complessiva e un suo rilancio sul mercato nazionale ed estero. Quindi, state già lavorando a un progetto? Con la precedente Amministrazione stavamo mettendo a punto un programma di lavoro comune. Prevedeva l' avvio di un processo di rigenerazione urbana ed edilizia. Ciò avrebbe comportato una totale demolizione dell' esistente e la ricostruzione degli stessi volumi, con standard al passo con i tempi e con una maggiore attenzione verso l' ambiente ed al rispetto delle caratteristiche naturali del luogo. Avremmo risolto così anche i problemi di carattere amministrativo che la vecchia proprietà ci ha lasciato in eredità. Purtroppo, come anticipato, tutto si è fermato a causa della caduta della giunta. Quindi, ora dovete aspettare i risultati del ballottaggio e ripartire dal 26 Giugno? Sì! Dobbiamo infatti attendere i risultati delle elezioni e confrontarci con il nuovo Sindaco per riprendere, in qualche modo, il discorso interrotto e trovare insieme una soluzione che, ripeto, interessa per l' indotto economico che il settore genera, l' intera comunità riccionese. Vi attende un grande impegno imprenditoriale! Davvero grande! Ci stiamo impegnando al massimo sul piano economico e professionale; siamo un gruppo di sei amici, tra i 40 e 50 anni, che da sempre opera nel campo dell' accoglienza turistica, avendo alle spalle l' esperienza dei nostri genitori e la certezza che il nostro turismo ha enormi potenzialità di sviluppo se sapremo coniugarlo con una Città ospitale nel suo insieme. Non vi siete fatti tentare dalla voglia di andare a intraprendere all' estero? Viste le difficoltà che si incontrano ogni giorno, qualche dubbio viene, ma noi ci sentiamo fortemente legati alla nostre radici ed alla nostra storia e vogliamo, con questo progetto, non solo scommettere sul nostro futuro ma contribuire a realizzare, in un rapporto di reciproco interesse, una Riccione migliore. Un progetto privato che, conferendo qualità (anche in termini occupazionali) al contesto generale, trae da quest' ultimo ulteriore valore. Non ci svela qualcos' altro sul nuovo campeggio? Dal punto di vista strutturale, abbiamo in mente architetture innovative fuse a un contesto urbanistico di grande qualità, con forte prevalenza di verde e specchi acquei e decisa marginalizzazione delle auto a favore di percorsi pedonali e ciclabili continuamente arricchiti da mete, punti di interesse e d' incontro. Poi, come dicevo saranno strutture fortemente ancorate all' identità del luogo ed espressione di un turismo tradizionale in versione 2.0. Vogliamo proporre un nuovo modo di fare vacanza, dove turisti e locali siano fortemente connessi e ad entrambi venga data la possibilità di utilizzare servizi di alta qualità e, perché no, confrontare valori, culture e scambiare esperienze, divertimenti, sport, gioco, arte. Non solo, il mio sogno sarebbe quello di pensare a tutta l' area come ad una comunità solidale, fortemente motivata e caratterizzata, dove i diversi imprenditori oltre a quelli dei campeggi (bagnini, albergatori, commercianti, ecc..) promuovano progetti comuni, ovviamente, condivisi con l' Amministrazione. Un modello che, chissà, potrebbe diventare un marchio esportabile ovunque. Un progetto ambizioso, che tempi prevedete? Come detto c' erano stati degli incontri interlocutori che, come primo risultato, avevano portato, da parte della precedente Amministrazione, ad una bozza di master plan di tutta l' area. Su tale progetto generale si andavano ad innestare i progetti specifici di ogni campeggio. Tutto dipenderà, quindi, da quello che deciderà la nuova Amministrazione che potrà confermare il percorso iniziato ovvero prevederne uno diverso. Noi ovviamente abbiamo tutto l' interesse che i tempi siano rapidi quale sia la soluzione che verrà concretamente individuata. Sappiamo che ricopre una veste istituzionale in quanto presidente nazionale di Assocamping Confesercenti, cosa auspica per il futuro della categoria che rappresenta? Da diversi anni come categoria stiamo lavorando alla promozione del nostro settore turistico e, recentemente, sono impegnata con diversi organi istituzionali regionali e nazionali per chiarire e migliorare il quadro normativo che regolamenta la nostra specifica attività. Anche a tale proposito, purtroppo, l' incertezza giuridica è una grave minaccia per il futuro delle nostre imprese. Se si vogliono incentivare investimenti l' operare in un contesto normativo chiaro e preciso diventa una condizione imprescindibile.

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