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Stop ai ticket dal
prossimo aprile in tutti i pubblici esercizi e gli alimentaristi aderenti
alla Confesercenti. O in alternativa listini differenziati per chi paga
con buoni pasto.
Gli esercenti dichiarano
guerra alle società emettitrici di buoni pasto che per aggiudicarsi
l'ultima gara indetta dalla Consip hanno presentato offerte con
percentuali di ribasso fino al 16-17% ricaricate però, una volta avuto
l'appalto, sulle commissioni applicate agli esercenti passate dal 5%
medio al 9% con punte del 10%.
"Si tratta di un aggravio
che i pubblici esercizi e gli alimentaristi non sono in grado di
sostenere - ha spiegato il presidente nazionale della
Fiepet-Confesercenti, Ermes Anigoni, nel corso di un incontro con la stampa
- se non ritoccando verso l'alto i prezzi o inserendo listini
differenziati per la clientela che usa buoni pasto. Una misura che non
vogliamo prendere per non penalizzare i consumatori e per non dare
ulteriormente adito alla campagna denigratoria nei confronti dei
commercianti, accusati di essere i principali responsabili dell'aumento
dei prezzi. Per questo abbiamo messo a punto una proposta di legge per
disciplinare in maniera corretta e sostenibile l'uso dei buoni pasto in
grado di rispettare gli interessi delle società emettitrici, tutelando
però le esigenze degli esercenti e prima ancora dei consumatori".
Quello dei buoni pasto è un
mercato in forte crescita: quasi 5 milioni di persone pranzano fuori casa
ogni anno, consumando oltre 925 milioni di pasti, e la tendenza è di un
incremento del 2-3% annuo. La stragrande maggioranza di queste
consumazioni viene effettuata in bar, ristoranti, pub, pizzerie e fast
food: 350 milioni di buoni annui per un giro d'affari di 2 miliardi di
euro spesi da circa un milione e 850 mila persone, il 50% in più rispetto
a tre anni fa. Il 40% delle persone che pranzano fuori casa utilizza
buoni pasto.
"Dal prossimo aprile i
nostri associati non accetteranno più ticket - spiega Anigoni - a meno
che il Governo non intervenga, cosa che abbiamo chiesto già un anno fa ai
ministri Marzano e Tremonti senza avere risposte, si riapra il confronto
con le società emettitrici e si stabiliscano nuove regole per
disciplinare questo mercato. La nostra vuole essere soprattutto una provocazione,
un modo per riavviare il dibattito e lo abbiamo voluto spiegare con
chiarezza anche ai clienti, chiedendo loro anzi di collaborare facendosi
portatori di questa vertenza presso gli enti e le società per le quali
lavorano".
"Le normali regole
di mercato - ha sottolineato il Presidente nazionale della Fiesa, Renzo
Grassi - per non ripercuotersi in modo traumatico sul consumatore finale
hanno bisogno di una regolamentazione equa che solo il legislatore può
introdurre. Intanto - ha aggiunto - registriamo con favore l'adesione
alla nostra iniziativa legislativa da parte di due parlamentari di
schieramenti opposti, il Ds Carlo Carli, e Gianantonio Arnoldi di Forza
Italia". Questi ultimi, intervenendo alla conferenza stampa, hanno
assicurato l'impegno del Parlamento a riaffrontare l'annosa questione dei
buoni pasto. Arnoldi, in particolare, ha sottolineato la necessita' di un
forte ridimensionamento della Consip.
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