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La stagione turistica in Emilia-Romagna è
partita sotto i migliori auspici grazie anche ai ponti ben posizionati in
calendario che hanno fatto registrare dati molto positivi sin dalla
primavera.
L’indagine di Assoturismo-Confesercenti Emilia Romagna
sulla stagione turistica 2006 effettuata presso le proprie Associazioni
territoriali mostra che, da parte degli operatori turistici, c’è
soddisfazione per i risultati ottenuti nei mesi estivi, dove si registra
un mese di luglio che ha stupito tutti e che quest’anno segna percentuali
di crescita fino al +5%; in parte per gli effetti delle azioni specifiche
di marketing, in parte per il bel tempo.
Le condizioni meteo, invece, non sono state
altrettanto d’aiuto ad agosto, partito in sordina e ripresosi solo nella
seconda metà del mese, registrando comunque una crescita dall’1% al +3%.
L’indagine analizza nel dettaglio i risultati per zone
e per settori e dimostra che il settore ricettivo (alberghi, campeggi e
appartamenti) sulla costa ha registrato segnali di ripresa
invertendo così il trend negativo degli anni precedenti, con percentuali
di crescita media del 3%.
In aumento gli stranieri, soprattutto francesi, russi
e in parte i tedeschi.
Particolarmente buona è stata l’estate per il turismo
all’aria aperta (luglio dal +3 al +10%), e in ripresa sono anche gli
appartamenti per i quali il 2005 era stato un anno nero.
Gli stabilimenti balneari, i più penalizzati in caso
di maltempo, hanno avuto difficoltà solo nelle prime settimane di agosto, mese che rappresenta,
ovviamente, nei bilanci delle imprese un periodo fondamentale, mentre è
andata bene a luglio e nei week-end in generale per tutto il periodo
estivo.
Anche il settore dei pubblici esercizi, e in
particolare quello della ristorazione, chiude la stagione con un bel
segno più: in particolare sono stati premiati dai consumatori i
ristoranti di qualità e di fascia di prezzo medio alta, non solo sulla
costa, ma anche nelle città d’arte.
Lievi incrementi per il settore alberghiero delle
città, e buone performance per l’extra-alberghiero, dato che conferma la
riscoperta, da parte dei turisti, delle città d’arte minori della
nostra Regione e l’interesse crescente, nel panorama nazionale, per le
città d’arte cosiddette “minori”.
Dai risultati dell’indagine, anche sull’Appennino gli operatori hanno un
atteggiamento di ottimismo, giudicando complessivamente soddisfacente la
stagione: la buona attività di promozione turistica, un ricco panorama di
eventi, un’articolata offerta di percorsi turistici legati a sport, arte,
natura ed enogastronomia hanno contribuito al buon esito della stagione.
Gli operatori, tuttavia, indicano la necessità di investire di più in
qualità ambientale (parchi, percorsi ecologici, isole pedonali…).
Anche per il settore termale l’indagine mostra una
sostanziale tenuta, tuttavia con dati a livello regionale non omogenei:
gli operatori segnalano una diminuzione di italiani, mentre sono in
aumento gli stranieri, segno che politiche mirate di promozione hanno
portato dei risultati sui mercati esteri. L’innovazione e la
trasformazione delle strutture termali in centri benessere, inoltre
consentono alle località termali dell’Emilia-Romagna di ottenere buone
performance in un clima nazionale non positivo.
La propensione alla spesa resta comunque bassa e si fa
particolarmente sentire nel settore del commercio soprattutto
nell’extra-alimentare, che a fronte di piccoli incrementi non recupera le
perdite passate e da preoccupazioni per il futuro.
I costi aziendali in generale poi vanno sempre più
aumentando, erodendo così la redditività aziendale e riducendo la
capacità di effettuare investimenti.
« Pur in una situazione congiunturale positiva e in
una stagione buona, manteniamo un atteggiamento cauto nei confronti di
questi risultati. -
dichiara Claudio Della Pasqua, presidente regionale degli
albergatori di Asshotel-Confesercenti – I problemi strutturali del
nostro prodotto e della nostra offerta restano, a cominciare dalla
mancanza di risorse sufficienti per una promozione efficace, ai costi
eccessivi e non competitivi del sistema Italia (IVA per le imprese
turistiche, energia, benzina etc…), passando poi per la necessità di
migliorare i collegamenti viari e i servizi annessi, nonché il
rinnovamento continuo del nostro prodotto».
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