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Secondo
una prima indagine promossa da Assoturismo-Confesercenti Emilia-Romagna presso le proprie associazioni
territoriali, la stagione turistica del 2002 si è rivelata difficile per
tutte le imprese del settore, con dati inferiori alle previsioni e
tendenzialmente in flessione rispetto al 2001.
In
particolare per le presenze alberghiere sulla costa, dopo un inizio che
faceva ben sperare, abbiamo avuto dei risultati inferiori alle previsioni
con un dato di flessione più marcato nel mese di luglio e comunque con un
risultato inferiore alla stagione passata considerando che neanche agosto
è riuscito a recuperare.
In
leggera flessione il comparto degli appartamenti.
Particolarmente
difficile la situazione degli stabilimenti balneari con un forte calo di
attività in luglio e agosto con punte del –20%.
Anche
per le attività di ristorazione è stato un anno deludente con un
consistente calo di attività che si attesta sul –10/-15%. Si registra,
invece, una tenuta complessiva del comparto bar.
In
controtendenza i campeggi che fanno registrare un leggero aumento di
presenze rispetto alla stagione 2001.
Le
attività commerciali nelle località turistiche fanno registrare una diminuzione generalizzata nelle
vendite, soprattutto nel settore extra-alimentare, con punte del –20% nel
settore abbigliamento/calzature.
Flessione,
anche se più contenuta, per il commercio su aree pubbliche.
I motivi
delle difficoltà sono da ricercare nella recessione economica nazionale e
internazionale, nella ridotta capacità di spesa della clientela, nella
diminuzione dei turisti dell’area tedesca, nella situazione metereologica
sfavorevole e nell’accentuazione del trend, già verificatosi nelle
passate stagioni, di fare vacanze più brevi e legate al week-end.
Nel
quadro regionale si registrano segnali di difficoltà complessiva anche
nelle località appenniniche sia per le strutture ricettive che
commerciali.
Per
quanto riguarda le terme si registra una flessione del termalismo
tradizionale e un incremento del “Benessere”, ma un consuntivo più
preciso si potrà fare a fine stagione, sperando in un recupero a
settembre e prima metà di ottobre.
Situazione
diversificata per le città d’arte della Regione che insieme a dati
soddisfacenti nella prima parte dell’anno fanno registrare una flessione
nelle città più significative nei mesi di giugno e luglio
“È
venuta a mancare sulla Costa una parte della nostra clientela
tradizionale e specialmente il mercato tedesco – afferma Claudio Della Pasqua, Presidente di
Asshotel-Confesercenti Emilia-Romagna – e su questo bisogna fare una riflessione per le
strategie promozionali del 2003. Anche il tema ambientale, che ha una valenza
strategica, mi sembra largamente sottovalutato, così come quello della
mobilità.”.
“Dopo
molte stagioni turistiche positive anche l’Emilia-Romagna si trova a fare
i conti con una stagione estiva difficile e con la sfavorevole situazione
economica italiana ed europea,
che riduce la capacità di spesa dei turisti – sostiene Stefano Bollettinari, Segretario regionale della
Confesercenti - è necessario affrontare il problema del rilancio
della nostra offerta turistica attraverso una strategia di alto profilo
con tre direttrici di fondo: innovazione, ambiente e infrastrutture e con
una forte unità di intenti pubblico-privato”.
Assoturismo-Confesercenti
Emilia-Romagna ribadisce la necessità della piena attuazione della legge
di riforma del turismo e dell’attivazione dei relativi finanziamenti,
nonché dell’esigenza del massimo impegno da parte del Governo nazionale e
regionale per il rilancio del settore.
Nelle prossime
settimane, con spirito costruttivo da parte di tutti, sarà necessario
attivare le sedi di confronto più idonee per valutare, senza
pregiudiziali (compresa l’innovazione dell’ organizzazione della
spiaggia, piscine incluse), le misure da adottare per il rilancio del
turismo della Costa e degli altri prodotti turistici dell’Emilia-Romagna;
Assoturismo regionale ritiene utile in tal senso prevedere anche la
convocazione straordinaria di una “Conferenza Regionale sul Turismo” che
coinvolga tutti gli “attori” interessati al suo sviluppo, per costruire
assieme il futuro di questo settore economico fondamentale per la nostra
Regione, attraverso un nuovo “patto” tra Associazioni di categoria e
Istituzioni.
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