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L’andamento dello sciopero della spesa in
Emilia-Romagna che non ha avuto nessun riflesso sulle vendite delle
piccole imprese della distribuzione e dei pubblici esercizi e ha fatto
registrare solo una lieve flessione delle vendite nella media
distribuzione alimentare in alcune città, testimonia ancora una volta che
non è con gli atteggiamenti punitivi che si risolvono i problemi.
Evidentemente i consumatori non identificano i piccoli
commercianti come i principali nemici da combattere, ma hanno compreso
che essi rappresentano solo l’ultimo anello della filiera distributiva,
che subisce, più che determinare l’aumento dei prezzi.
Confesercenti
Emilia-Romagna ritiene invece più utile un approccio costruttivo al
problema ricercando una collaborazione tra commercianti e consumatori per
dar vita ad iniziative capaci di dare un contributo al rilancio dei
consumi.
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