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LA PROTESTA DEI GESTORI E' RIVOLTA CONTRO IL GOVERNO, CHE NON INTENDE CONFERMARE
I PROVVEDIMENTI FISCALI DI TUTELA DELLE ATTIVITA' DELLA CATEGORIA; CONTRO
SOCIETA' AUTOSTRADE ED ANAS, CHE STANNO STRAVOLGENDO I CONTENUTI DELLE
INTESE FIRMATE AL MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE IL 4 DICEMBRE
SCORSO E SPINGENDO LA CATEGORIA AI MARGINI DELLA DISTRIBUZIONE IN QUESTO
SEGMENTO DI RETE; CONTRO L'INDUSTRIA PETROLIFERA CHE ATTRAVERSO CONTRATTI
ANOMALI, GESTIONI DIRETTE ED INGIUSTIFICATI RITARDI SULLA CONCLUSIONE
DELLA CONTRATTAZIONE, CONTINUA AD IMPOVERIRE I GESTORI TOGLIENDO LORO OGNI
MARGINE DI INIZIATIVA.
Impianti
chiusi su strade ed autostrade il prossimo 6 novembre: sulla
viabilità ordinaria la protesta avrà inizio alle ore 19.00' del giorno 5
e terminerà alle ore 7 del giorno 7 novembre; sulle autostrade la
chiusura avrà inizio alle ore 6 del giorno 6 ed avrà termine alle ore 6
del giorno 7.
Ne danno
notizia, in un comunicato, le organizzazioni dei gestori degli impianti
stradali ed autostradali di distribuzione carburanti Faib/Aisa
Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, che intendono
sottolineare, in tal modo, lo stato di grave disagio della categoria che
rivendica, nei confronti del Governo, la conferma dei provvedimenti
fiscali già adottati dal Governo nel 1998 e nel 2000. Il mantenimento di
questi provvedimenti -che non rappresentano una diminuzione del gettito
fiscale per l'Erario- sono essenziali per la sopravvivenza dei gestori e
per il ruolo che questi svolgono, a favore della collettività, di vero e
proprio presidio (e servizio) nel territorio. Anche nelle località più
svantaggiate.
La protesta
dei gestori è, inoltre, rivolta contro Autostrade ed Anas che stanno
facendo di tutto per svuotare di contenuti l'intesa raggiunta al
Ministero delle Attività Produttive il 4 dicembre scorso.
Nello
specifico:'Anas SpA non ha provveduto a promuovere le assegnazioni delle
nuove concessioni sulle tratte di sua competenza lasciando che permanga
una situazione di pericolosità e di fatiscenza delle strutture (per le
quali, comunque, ha chiesto un aumento di royalties anche per gli anni
passati) che verranno "rinnovate" fino alla fine del 2004 in
attesa che vengano definite nuove procedure; Autostrade per l'Italia SpA
ha emanato nuovi bandi di gara che, attraverso un meccanismo di
"punteggi" sviliscono l'impegno assunto, in sede ministeriale,
sulla garanzia della continuità della gestione, che, di fatto,
determinano le condizioni per non affidare ai gestori le attività non oil
(anche di ristoro veloce) svolte sotto "pensilina" e consentite
da una legge dello Stato; che "impongono"un controllo del
prezzo di durata decennale senza che il gestore -unico soggetto titolato
ad intervenire sulla materia- sia stato neppure consultato; che intendono
intervenire direttamente al pubblico riservandosi la subconcessioni per
20/30 Aree di servizio sulla cui "missione" non c'è alcuna
chiarezza; che si stanno attivando a restringere tutte le autonomie
commerciali attraverso l'individuazione di una rete di negozi
(dall'elettronica di consumo all' abbigliamento alle sale riunioni) ed
attività in esclusiva che tagliano fuori i gestori.
Infine, conclude il
comunicato, le organizzazioni di categoria intendono, con la protesta,
stigmatizzare il comportamento dell'industria petrolifera che insiste
nella discesa diretta al pubblico attraverso contratti anomali, le
gestioni dirette, con conseguente espulsione dei gestori dalle loro
attività, nonché la conclusione di una contrattazione che dovrebbe
disciplinare rapporti economico-normativi fermi da circa 4 anni.
La protesta conclude la nota, in assenza di risposte credibili e di fatti
concreti, verrà riproposta, ed inasprita, nelle settimane a venire.
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