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Si è svolta ieri l’udienza conoscitiva convocata dalla
Commissione Politiche Economiche per presentare il progetto di legge per
regolamentare le attività degli operatori non professionali su aree
pubbliche, i cosiddetti “Hobbisti”.
Soddisfazione da parte di Anva-Confesercenti
Emilia Romagna che già da alcuni anni, con la rapida crescita del
fenomeno che pesa anche sul sistema del commercio su aree pubbliche, si è
impegnata a proporre e sostenere una ipotesi di una normativa specifica
per disciplinare il settore.
Una regolamentazione dei mercatini degli “hobbisti” - si
legge in una nota di ANVA-Confesercenti Emilia Romagna - è utile e necessaria per due
motivi:
– consente di dare una regolamentazione ad un settore
fino ad ora privo di regole, di quantificarlo e di organizzarlo al meglio
nel principio della qualità commerciale e della tutela del consumatore;
– consente di limitare nel tempo un esercizio di
attività che produce reddito e che, se oggettivamente remunerativo, deve
favorire l’entrata nel mondo dell’ impresa con il rispetto di tutte le
regole previste dalla legislazione in materia.”
Il progetto di legge prevede che i comuni disciplinino
la partecipazione degli hobbisti con criteri di rotazione, non più con il
riconoscimento di priorità ottenute per la presenza ad edizioni
precedenti. I comuni devono, quindi, a redigere un elenco dei
partecipanti a ciascuna manifestazione. Per partecipare gli hobbisti
devono richiedere al proprio comune di residenza, pagando 200 euro, un
tesserino che consente la partecipazione a cinque manifestazioni
all’anno, per un massimo di due anni nell’arco di ogni quinquennio.
Il provvedimento stabilisce inoltre che nei mercatini
gli hobbisti possono vendere beni per un importo inferiore a 250 euro,
esponendo, secondo la normativa vigente, i prezzi al pubblico.
«Il nostro sindacato –dichiara il
vicepresidente regionale Dario Domenichini - non si vuole sottrarre
al proprio ruolo e comprende le modifiche e le dinamiche commerciali in
atto, e vuole favorire nuove iniziative commerciali che rilancino i
centri storici; in ogni caso riteniamo che nuove norme nel settore
commercio non debbano diventare la scorciatoia per uscire da principi di
legalità consolidati e certi nel tempo, quindi invitiamo la Regione a proseguire
su questa strada e a non assecondare proposte e suggerimenti tesi a
indebolire o stravolgere il provvedimento.»
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