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Passaggio
di consegne, stamattina, al vertice del Tavolo regionale dell’imprenditoria.
Roberto
Manzoni, presidente di Confesercenti, sarà da
oggi il nuovo coordinatore del TRI al posto di Guglielmo
Garagnani, presidente di
Confagricoltura Emilia-Romagna.
Il cambio di coordinamento si è svolto
a Bologna, presso il Belpoggio Hercolani, alla presenza, fra gli altri del
Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani e del neo Presidente
di Unioncamere Emilia-Romagna, Carlo Alberto Roncarati
ai quali le Associazioni del Tavolo hanno sottoposto i principali
problemi all’attenzione del mondo imprenditoriale e dell’economia
regionale.
Il Tavolo Regionale dell’Imprenditoria
(TRI) si è costituito nel gennaio del 1995, con lo scopo, tra gli altri,
di rappresentare le esigenze e gli interessi delle imprese aderenti alle
Organizzazioni presenti al Tavolo nei diversi livelli istituzionali e di
perseguire, nell’interesse delle imprese associate, e in più in generale
del sistema regione, iniziative
mirate che consentano di favorire lo sviluppo e la crescita del territorio,
nel pieno rispetto della sostenibilità economica, sociale ed ambientale.
Il Tavolo, istituito da 15 Organizzazioni sindacali
rappresentative dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio, della
cooperazione, dell’industria, del turismo e dei servizi, rappresenta circa
350.000 imprese e 1 milione di addetti in regione pari all’80% nel
tessuto economico Regionale.
Del TAVOLO
REGIONALE IMPRENDITORIA (TRI) fanno parte 15 associazioni (Agci, Casartigiani, Cia,
Claai, CNA, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio,
Confcooperative, Confesercenti, Copagri, Legacoop, Confapi, Unci).
Roberto Manzoni
nel ringraziare il Presidente uscente Guglielmo Garagnani per il lavoro
svolto e tutte le Associazioni per il contributo portato al funzionamento
e alla capacità di proposta del Tavolo ha ribadito il suo impegno per
“affermare in modo sempre più incisivo il valore dell’impresa diffusa che
oltre a creare occupazione e reddito contribuisce in modo determinante a
elevare il livello della qualità della vita e della coesione sociale del
territorio emiliano-romagnolo”.
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