Comunicati stampa

 

“Commercio e vivibilità delle città dell’Emilia-Romagna”

 

 


Bologna, 3 Ottobre 2001

 

 

 

Martedì 2 ottobre alle ore 15,00 a Parma la Confesercenti dell’Emilia-Romagna ha svolto un Convegno sul tema del ruolo delle città, dello sviluppo del territorio, della qualità del modello sociale, collegati al futuro della piccola e media impresa commerciale e al quale sono intervenute numerose autorità isituzionali tra cui  il Presidente della Giunta regionale Vasco Errani e l’Assessore al Commercio e Turismo Guido Pasi.

Confesercenti ritiene maggiormente innovativo e lungimirante, un “progetto di città” che punti alla riqualificazione e valorizzazione dell’ambiente urbano, dei servizi pubblici e privati, con maggiore sicurezza e qualità della vita e una distribuzione commerciale di qualità e diffusa sul territorio, rispetto ad un modello orientato alla forte “concentrazione” della distribuzione che ha già portato in diversi Paesi a fenomeni di desertificazione commerciale.

 

Ma i “centri commerciali naturali” per essere veramente tali e per competere con i “centri commerciali integrati”, hanno bisogno di un livello di integrazione e organizzazione molto più accentuati, con progetti, società di gestione e regole definite tra le imprese che vi partecipano e soprattutto puntare ad una “gestione coordinata con i centri urbani” tra tutti gli “attori”, pubblici e privati, che in essi hanno un ruolo.

 

Più complessivamente si può affermare che i centri urbani necessitano di un piano di intervento unitario che affronti sia gli aspetti infrastrutturali, urbanistici e di sviluppo del territorio, che quelli socio-economici, attivando strumenti di pianificazione urbanistica e utilizzando nel contempo tutte le possibilità fornite dal DLgs 144/98 di riforma e dalle normative regionali e locali di attuazione, unitamente ad altre opportunità.

 

Quindi il rilancio della piccola e media impresa commerciale nelle città, passa attraverso una strategia che deve essere ben più ampia di sviluppo del territorio, oltre che di politiche attive per le imprese e di strumenti di attuazione della riforma del commercio, e quindi in termini di:

  • forte strategia di investimenti per la riqualificazione territoriale e il potenziamento infrastrutturale nei centri urbani e nelle altre aree a vocazione commerciale per un rilancio concreto dei centri commerciali naturali;
  • sviluppo equilibrato della rete distributiva, valorizzando la p.m.i. ed evitando la proliferazione indiscriminata delle grandi strutture di vendita;
  • definizione in tutti i Comuni della Regione dei progetti di valorizzazione commerciale e degli altri strumenti previsti dalle leggi regionali di attuazione della riforma (ci risulta purtroppo che i fondi regionali stanziati al riguardo siano praticamente inutilizzati);
  • sostegno ai programmi dei Centri di Assistenza Tecnica alle imprese e loro finanziamento in una logica di “rete” regionale;
  • rifinanziamento della L.R. 41/97 con un nuovo programma pluriennale e implementazione della normativa inserendo il settore “servizi”;
  • rafforzamento della collaborazione pubblico/privato e programmazione negoziata;
  • utilizzo del recente trasferimento alle Regioni di competenze più ampie in materia di credito e agevolazione alle imprese.