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Assoturismo-Confesercenti Emilia Romagna, che ha riunito a Bologna il coordinamento
regionale, ribadisce la forte contrarietà delle imprese turistiche
all’applicazione dell’imposta di soggiorno nei Comuni dell’Emilia
Romagna.
Pur conoscendo le difficoltà di bilancio delle
Amministrazioni locali causata dai tagli ai trasferimenti di risorse da
parte dello Stato, Assoturismo ritiene dannosa
e inopportuna l’adozione di questo provvedimento che comprometterebbe la
competitività dell’offerta turistica anche a livello internazionale,
particolarmente in una Regione come l’Emilia Romagna che ha fatto del
rapporto qualità-prezzo uno dei suoi principali punti di forza, molto
apprezzato dal turismo delle famiglie, specialmente in una fase di crisi
economica come l’attuale.
Proprio in questa situazione il turismo non va
appesantito con ulteriori balzelli e tasse, ma ne va accentuato il suo
ruolo di volano per la ripresa economica.
Non dimentichiamo inoltre che già il settore è gravato
da un’IVA più alta rispetto a quella dei nostri diretti competitori
stranieri.
L’imposta inoltre interesserebbe solo il comparto
ricettivo, gravando le imprese di un’ulteriore onere burocratico, in
quanto le stesse dovrebbero provvedere alla riscossione e al successivo
versamento del tributo, con tutte le problematiche di gestione connesse.
Assoturismo-Confesercenti rinnova quindi l’invito alle Amministrazioni
comunali dell’Emilia Romagna a non applicare l’imposta di soggiorno,
anche in considerazione di un quadro di norme fiscali nazionali che il
nuovo Governo sta definendo anche in riferimento alla finanza locale.
“Oltre
alla richiesta fatta ai Comuni di non applicare l’imposta, al nuovo
Esecutivo – dichiara Claudio Della Pasqua, Presidente Asshotel-Confesercenti
Emilia Romagna – chiediamo di
rimediare a questa ingiustizia togliendo un’imposta che scarica
sull’economia turistica i problemi della finanza locale, che andrebbero
invece affrontati, ad esempio, con un meccanismo di compartecipazione
all’IVA, senza comunque aumentare la pressione fiscale complessiva”
“Sottolineamo – sostiene Filippo Donati Presidente nazionale Asshotel-Confesercenti
– che le imprese alberghiere
nonostante dal 2008 chiudano i bilanci con difficoltà, non hanno
aumentato i prezzi, anzi in certi casi li hanno abbassati erodendo
ulteriormente la loro scarsa redditività, visto il contestuale aumento di
costi e oneri. Se l’imposta di soggiorno venisse applicata
rappresenterebbe quindi un’ulteriore ostacolo al rilancio e allo sviluppo
del turismo”.
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