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Fin dall’avvio del dibattito sulla revisione
della L.R. 7/98 la Confesercenti regionale ha espresso la convinzione che
tale Legge andasse certamente aggiornata ma che era necessario mantenere
inalterato l’impianto di base, in quanto si tratta di un provvedimento ancora valido e
innovativo che ha consentito la realizzazione di strategie promozionali
efficaci e una buona collaborazione pubblico-privato nel settore
turistico e finalizzata al raccordo tra promozione e commercializzazione.
Quindi Confesercenti Emilia Romagna condivide
sostanzialmente l’impostazione del P.d.L. della Giunta regionale che
punta all’adeguamento della L. 7 senza stravolgerne i contenuti, con
l’obiettivo di accentuare la valorizzazione e promozione integrata dei
territori e dell’offerta turistica.
L’elemento di novità più importante di questo
P.d.L. è la previsione dei “Sistemi turistici locali”, che rappresentano
anche uno degli elementi caratterizzanti della L. 135/2001 e che hanno
suscitato anche notevoli aspettative dopo l’approvazione della Legge
quadro nazionale, proprio per questa previsione di S.t.l. come contesti
turistici caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali ed
ambientali e di attrazione turistiche compresi i prodotti tipici
dell’agricoltura e dell’artigianato locale e dalla presenza diffusa di
imprese turistiche.
“E’ molto importante questa logica dei Sistemi
turistici locali di offerta turistica integrata e di valorizzazione dei
prodotti e dei territori – sostiene Stefano Bollettinari, Segretario
regionale della Confesercenti – in quanto per una Regione come
l’Emilia Romagna significa valorizzare le eccellenze e aumentare
ulteriormente la propria competitività intercettando una domanda
turistica sempre più alla ricerca di una molteplicità di motivazioni
quando sceglie una destinazione”.
“ Occorrono però due condizioni essenziali – continua
Bollettinari - per
realizzare gli obiettivi indicati nel P.d.L. di modica della Legge
regionale 7 per quanto riguarda i Sistemi turistici locali: la
disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive e la chiarezza nelle finalità,
che devono riguardare particolarmente: valorizzazione del territorio,
interventi infrastrutturali di riqualificazione dell’offerta, di sostegno all’aggregazione e
alla riqualificazione delle imprese turistiche e non diventare di fatto
strumenti di mera promozione per evitare sovrapposizioni con gli
strumenti esistenti”.
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