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Comunicati stampa
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Consiglio di stato condanna Mayor Discografiche: i rivenditori
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Bologna, 22 Febbraio 2001
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"La recente decisione del Consiglio di Stato che ha confermato la sanzione di 8 miliardi ad
alcune mayor discografiche (UNIVERSAL- BMG-TIME WARNER- SONY) ha confermato l'impossibilità
per gli esercenti dell'audiovisivo di praticare una autonoma politica dei prezzi sui dischi
e videocassette".
Questa è la forte denuncia scaturita dall'Assemblea dei negozianti di dischi e delle
videoteche della Regione Emilia-Romagna, promossa dal FISMED e ANVI Confesercenti il 22
febbraio u.s. a Bologna.
La discussione, che ha visto la presenza del Presidente nazionale della FISMED Norina Vieri e
del Presidente nazionale dell'ANVI Enrico Landini, ha permesso di approfondire i punti di
sofferenza all'attenzione della categoria, causati dalla concorrenza della grande distribuzione
che, pur avendo una presenza di punti vendita di circa il 5% su scala nazionale, si accaparra
il 30% del volume d'affari (circa 350 Mld.) del mercato audiovisivo.
Sempre su questo versante è emerso il peso dell'offerta a basso costo delle edicole e delle
stesse mayor che propongono gli stessi prodotti con i medesimi contenuti e la stessa confezione
a costi sensibilmente più bassi (anche del 30%) esponendo i negozianti ad una ingiusta critica
da parte dei consumatori.
Questo quadro di difficoltà, è stato sottolineato da molti operatori intervenuti alla riunione,
è prodotta da un rifiuto sistematico delle mayor a confrontarsi con le associazioni di categoria.
Norina Vieri - ha dichiarato che " fino ad oggi le possibilità di apertura, da parte
delle mayor, si sono dimostrate molto scarse, come emerge dalle dichiarazioni rilasciate dai
Presidenti delle singole aziende alla stampa di settore".
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Tale rifiuto ha determinato un rapporto a senso unico dove, viene denunciato, i negozianti
non hanno alcun potere contrattuale se non la scelta di "prendere o lasciare", in modo acritico,
prodotti e prezzi.
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Al termine dell'assemblea diversi operatori hanno dichiarato la disponibilità a
promuovere, tramite il sindacato, una azione legale volta a chiedere alle mayor il risarcimento
per la contrazione registrata nel loro volume di affari per effetto del "caro prezzi", che per
i 237 punti vendita dell'Emilia-Romagna, ammonta a circa 45 Mld.
Se non vi sarà possibilità di dialogo entro breve tempo, la categoria si vedrà costretta ad
avviare iniziative sindacali e legali finalizzate a conquistare un quadro di regole condiviso.
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