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Confesercenti Emilia Romagna esprime la propria
contrarietā al provvedimento che sarebbe stato predisposto dal Governo
per modificare le superfici
degli esercizi commerciali per i quali non č necessaria
l’autorizzazione all’apertura, dagli attuali 150 a 800 metri quadrati per
i comuni con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti e da 250 a 1500 mq
per quelli con un numero di residenti superiore.
Una misura che determinerebbe un’ulteriore espansione
degli esercizi di grandi dimensioni a danno dei piccoli esercizi che
garantiscono un indispensabile servizio di vicinato.
Inoltre il Governo sarebbe orientato a liberalizzare
il regime delle vendite straordinarie (saldi e vendite promozionali) e a
favorire un’ulteriore deregulation in materia di orari di apertura e di
chiusura degli esercizi commerciali.
“Considerato che giā il saldo 2003 fra imprese
iscritte e cessate del commercio al dettaglio ha registrato un dato
negativo di oltre 500 aziende in Emilia Romagna, -afferma Sergio Ferrari
Presidente della Confesercenti regionale- temiamo che, con provvedimenti
di questo tipo le chiusure
delle piccole e medie imprese commerciali si incrementino
ulteriormente”.
Oltre a questo potrebbe esserci anche
un elemento di conflittualitā istituzionale ”la materia del commercio
infatti - afferma Stefano Bollettinari Segretario regionale Confesercenti-
č stata attribuita dalla riforma del titolo V della Costituzione alla
competenza esclusiva delle Regioni; senza contare che l’emanazione di
provvedimenti nazionali con questi contenuti, farebbe saltare l’impianto
programmatorio previsto dallo stesso Decreto di riforma del settore,
applicato compiutamente dalla nostra Regione”.
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