Comunicati stampa

 

Confesercenti Emilia Romagna: legge finanziaria deludente e insufficiente per rilanciare i consumi e l’economia

 

 

 

Bologna, 07 Ottobre 2005

 

 


“La proposta di legge finanziaria dello Stato è molto deludente per il mondo del commercio e del turismo e sicuramente non adeguata per un efficace rilancio dei consumi”.

E’ questo il commento di Sergio Ferrari, presidente della Confesercenti Emilia Romagna, alla manovra presentata in questi giorni dal Governo alle parti sociali.

''Siamo in una fase delicatissima per la nostra economia – continua Ferrari – e solo un forte incentivo alla ripresa della domanda interna può consentire al nostro sistema di avviarsi verso un periodo di sviluppo.

Con questo provvedimento, invece, soprattutto col taglio degli oneri impropri, si finisce col favorire solamente le grandi imprese, escludendo il 60% delle aziende che non hanno dipendenti; questo per l’economia dell’Emilia-Romagna, fatta in gran parte da piccole realtà produttive, è l’ennesima beffa. Le micro e piccole imprese, infatti, rischiano di dover subire solamente un nuovo incremento dei costi senza nessun beneficio reale; il taglio delle risorse al sistema degli enti locali (Regioni, Province e Comuni), inoltre, porterà con molta probabilità a un inasprimento dell’imposizione locale che si ripercuoterà sui bilanci delle imprese oltrechè dei cittadini.

E’ una finanziaria, in definitiva, che non porta nulla di buono per il commercio e il turismo che avrebbero bisogno, al contrario, di un provvedimento in grado di agevolare l’uscita di questi settori da un lungo periodo di difficoltà. Non capisco, ad esempio, perché si continui a incentivare esclusivamente i distretti industriali e non si cominci, invece, a puntare con decisione anche alla valorizzazione dei distretti turistici (stiamo parlando di uno dei settori più importanti dell’economia nazionale e regionale) e dei centri commerciali naturali rappresentati dai nostri centri storici.

Mi auguro che il confronto in corso possa portare significative modifiche a questa manovra, anche se i segnali che arrivano da Roma non promettono nulla di buono”.