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Secondo
i dati Istat sui consumi delle famiglie italiane nel 2008 c'è stato un
aumento della quota di spesa destinata ai generi alimentari, circa lo
0,3%. Ma in un periodo di contrazione dei consumi, se il livello è quello
indicato e parimenti si riduce la spesa non alimentare il dato non è
purtroppo reale ma solo matematico. E le p.m.i
del commercio continuano a chiudere strette dalla crisi che produce una
evidente riduzione dei consumi non alimentari e dalla presenza sempre più
debordante della grande distribuzione nell'alimentare.
Secondo
la rilevazione dell'Istat in particolare nel 2008 le famiglie hanno spese
a livello nazionale il 19,1%del proprio reddito in alimenti, contro il
18,8% registrato nel 2007. L'aumento più significativo e' stato
registrato nella spesa per carne e continua a rappresentare il 4,3% della
spesa totale. Si tratta di un comportamento tipico dei periodi di
contrazione dei consumi, anche considerando l'aumento dell'utilizzo
dell'hard discount (cresciuto dal 9,7% del 2007,al 10,9% del 2008).
Per
quanto riguarda i consumi non alimentari, restano stabili le spese per
istruzione, comunicazione e tabacchi (che a fronte dell'aumento dei
prezzi registrano un calo dei consumi. Diminuisce la quota di reddito
spesa dalle famiglie in sanità, tempo libero e trasporti a causa
dell'aumento dei costi.
L'Istat
ricorda inoltre che nel 2008 il Pil si è attestato all'1,8% in forte
rallentamento rispetto al 2007.
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