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Istat: cresce peso spesa alimentare. Ma è…solo matematica

 

 

 

Roma, 14 Luglio 2009

 

 


Secondo i dati Istat sui consumi delle famiglie italiane nel 2008 c'è stato un aumento della quota di spesa destinata ai generi alimentari, circa lo 0,3%. Ma in un periodo di contrazione dei consumi, se il livello è quello indicato e parimenti si riduce la spesa non alimentare il dato non è purtroppo reale ma solo matematico. E le p.m.i del commercio continuano a chiudere strette dalla crisi che produce una evidente riduzione dei consumi non alimentari e dalla presenza sempre più debordante della grande distribuzione nell'alimentare.

Secondo la rilevazione dell'Istat in particolare nel 2008 le famiglie hanno spese a livello nazionale il 19,1%del proprio reddito in alimenti, contro il 18,8% registrato nel 2007. L'aumento più significativo e' stato registrato nella spesa per carne e continua a rappresentare il 4,3% della spesa totale. Si tratta di un comportamento tipico dei periodi di contrazione dei consumi, anche considerando l'aumento dell'utilizzo dell'hard discount (cresciuto dal 9,7% del 2007,al 10,9% del 2008).

Per quanto riguarda i consumi non alimentari, restano stabili le spese per istruzione, comunicazione e tabacchi (che a fronte dell'aumento dei prezzi registrano un calo dei consumi. Diminuisce la quota di reddito spesa dalle famiglie in sanità, tempo libero e trasporti a causa dell'aumento dei costi.

L'Istat ricorda inoltre che nel 2008 il Pil si è attestato all'1,8% in forte rallentamento rispetto al 2007.