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Per il terzo anno consecutivo la categoria degli operatori
balneari ha iniziato l’anno all’insegna della incertezza e della
preoccupazione rispetto alla questione della quadruplicazione dei canoni
demaniali.
Infatti l’ennesima e inizialmente assicurata
proroga (sarebbe la quinta), questa volta al 30 giugno del 2006, diretta
alla determinazione degli aumenti per i canoni di concessione demaniale,
non è stata inserita ieri (diversamente da tante altre) nel decreto
“mille proroghe”, senza alcuna giustificazione, dopo che peraltro diverse
proposte di emendamenti di proroga non sono stati presi in
considerazione.
La Fiba – Confesercenti nel farsi carico delle
preoccupazioni della categoria denuncia l’atteggiamento del Governo e la
sua insensibilità dimostrata da 3 anni di non confronto con il mondo
associativo.
Ancora una volta il Governo nazionale, evita di
pronunciarsi e, ciò che è più grave, di rivedere la decisione di
quadruplicare i canoni, assunta ormai più di due anni fa e da allora
continuamente non applicata, grazie anche all’intervento del nostro sindacato,
Fiba-Confesercenti, che da subito mise in guardia il Governo stesso e
l’opinione pubblica sugli effetti devastanti che tale provvedimento
avrebbe provocato su una categoria, già provata da diverse problematiche,
e, conseguentemente, sull’intero comparto turistico attraverso un
inevitabile aumento del costo vacanza.
Nessuna categoria ha avuto e subito trattamenti del
genere dal Governo. Non si può tenere nell’incertezza e nella continua
preoccupazione una categoria così importante per l’offerta turistica (che
peraltro potrebbe essere chiamata a pagare oggi gli aumenti arretrati di
tre anni) senza alcuna certezza per il proprio futuro di imprenditori;
senza la possibilità di poter prevedere degli investimenti diretti alla
riqualificazione della propria offerta; senza la sicurezza di poter
determinare i prezzi per la prossima stagione estiva.
A questo punto visto che addirittura il Governo ha
sfilato un proprio emendamento dal testo presentato in Senato, la
categoria sarà costretta alla mobilitazione e alla protesta che nei
prossimi giorni sarà organizzata.
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