Comunicati stampa

 

Balneari: una beffa da parte del Governo, niente nel Milleproroghe

 

 

 

Ravenna, 03 Febbraio 2006

 

 


Per il terzo anno consecutivo la categoria degli operatori balneari ha iniziato l’anno all’insegna della incertezza e della preoccupazione rispetto alla questione della quadruplicazione dei canoni demaniali.

Infatti l’ennesima e inizialmente assicurata proroga (sarebbe la quinta), questa volta al 30 giugno del 2006, diretta alla determinazione degli aumenti per i canoni di concessione demaniale, non è stata inserita ieri (diversamente da tante altre) nel decreto “mille proroghe”, senza alcuna giustificazione, dopo che peraltro diverse proposte di emendamenti di proroga non sono stati presi in considerazione.

La Fiba – Confesercenti nel farsi carico delle preoccupazioni della categoria denuncia l’atteggiamento del Governo e la sua insensibilità dimostrata da 3 anni di non confronto con il mondo associativo.

Ancora una volta il Governo nazionale, evita di pronunciarsi e, ciò che è più grave, di rivedere la decisione di quadruplicare i canoni, assunta ormai più di due anni fa e da allora continuamente non applicata, grazie anche all’intervento del nostro sindacato, Fiba-Confesercenti, che da subito mise in guardia il Governo stesso e l’opinione pubblica sugli effetti devastanti che tale provvedimento avrebbe provocato su una categoria, già provata da diverse problematiche, e, conseguentemente, sull’intero comparto turistico attraverso un inevitabile aumento del costo vacanza.

Nessuna categoria ha avuto e subito trattamenti del genere dal Governo. Non si può tenere nell’incertezza e nella continua preoccupazione una categoria così importante per l’offerta turistica (che peraltro potrebbe essere chiamata a pagare oggi gli aumenti arretrati di tre anni) senza alcuna certezza per il proprio futuro di imprenditori; senza la possibilità di poter prevedere degli investimenti diretti alla riqualificazione della propria offerta; senza la sicurezza di poter determinare i prezzi per la prossima stagione estiva.

A questo punto visto che addirittura il Governo ha sfilato un proprio emendamento dal testo presentato in Senato, la categoria sarà costretta alla mobilitazione e alla protesta che nei prossimi giorni sarà organizzata.