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La Giunta regionale della Confesercenti riunitasi oggi
a Bologna ritiene gravemente penalizzante per le imprese commerciali,
turistiche e dei servizi dell’Emilia Romagna il disegno di Legge
Finanziaria per il 2005 approvato dal Consiglio dei Ministri.
In particolare, la manovra presentata, diventa
insostenibile per le imprese e aggraverà oltremisura una situazione già
difficile, causata dai continui interventi fiscali “una tantum”, da un
andamento pessimo dei consumi e da una strumentale e inaccettabile criminalizzazione
dei commercianti sul tema dei prezzi.
L’ipotesi del nuovo concordato preventivo e
l’adeguamento automatico degli studi di settore vedono particolarmente
contraria la Confesercenti, perché diventano una minimum tax camuffata
che aumenta il prelievo fiscale sulle p.m.i. anziché ridurlo come più
volte promesso.
Il tetto di aumento delle spese agli
Enti locali del 2% e la contemporanea rimozione del blocco delle
addizionali IRPEF produrranno inevitabilmente un ulteriore aumento delle
pressione fiscale complessiva e una riduzione dei servizi ai cittadini.
Se questi provvedimenti verranno confermati e se
continuerà anche nel 2005 la tendenza al calo dei consumi, ci saranno
forti ripercussioni sulla realtà locale, stimata da Confesercenti in
un’ipotesi di possibile chiusura di circa 5.000 p.m.i. emiliano romagnole
nel settore del commercio, pari al 10% del numero complessivo.
La Finanziaria 2005, a
giudizio di Confesercenti, dovrebbe
invece utilizzare la leva fiscale per il rilancio dell’economia e
dei consumi e valorizzare il
sistema degli incentivi al commercio e delle politiche attive per lo sviluppo del sistema delle
p.m.i.
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