La Fipac a convegno: le pari
opportunità al centro dell’incontro del sindacato dei pensionati delle
attività commerciali aderente a Confesercenti Emilia Romagna
Bologna, 28 Ottobre 2008
Si è tenuto oggi 28 ottobre al
Savoia Hotel Regency di Bologna, il convegno su “Pari opportunità:
proteggere la dignità delle persone anziane, lotta alla violenza ed alla
trascuratezza verso gli anziani e verso le donne”, che ha visto tra
gli altri la partecipazione di amministratori regionali e comunali e in
particolare di Maria Milli Virgilio - assessore Pari Opportunità
Comune di Bologna, Annamaria Dapporto – assessore regionale
Politiche sociali, Rosa Maria Amorevole – consigliera di parità
effettiva della Regione Emilia Romagna, Carlo Monaco – consigliere
regionale Partito “per l’Emilia Romagna, Gianluca Borghi –
consigliere regionale Partito Democratico. Ha concluso i lavori Massimo
Vivoli – Presidente nazionale FIPAC.
L’allungamento della
vita media delle persone (l’Italia è al 6° posto nel mondo per longevità:
85 anni per gli uomini e 89 anni di media per le donne) rende sempre più
necessari interventi per rendere la vita delle persone anziane il più
gradevole e soddisfacente possibile.
«Il sindacato
pensionati FIPAC della Confesercenti – ha dichiarato Paola Pisi,
Presidente Regionale FIPAC – ha sentito la necessità di affrontare
l’argomento delle “pari opportunità”, un argomento di ampio respiro e che
riguarda la dignità dell’essere umano, dignità degli anziani, siano essi
uomini o donne, dignità delle donne nelle varie espressioni (madri,
mogli, lavoratrici) e la dignità dei bambini e dei giovani. Con questo
convegno Fipac desidera dare il proprio contributo nella ricerca di
soluzioni ai tanti problemi relativi a questo vasto argomento.»
Un quadro demografico
a livello della provincia di Bologna mostra che su 968.000 residenti, nel
2008 il 23% del totale è ultra 65enne e le previsioni per il 2010 stimano
che si arriverà ad oltre il 25%; di questi ultrasessantacinquenni circa
il 60% sono donne, tra queste il 35% vive sola, contro il 14% degli
uomini. La Regione Emilia-Romagna ha indici di invecchiamento superiori
alla media nazionale ed europea.
A livello comunale, l’assessore
alle Politiche delle differenze Maria Virgilio, ha rilevato che anche
a Bologna gli anziani sono prevalentemente donne e più si alza l’età,
maggiore è la differenza fra maschi e femmine.
Nel comune di Bologna
ci sono circa 171.000 persone di sesso maschile e 195.000 di sesso
femminile, e considerando gli ultra 65enni, nella fascia 65-79 annii maschi sono 28.000, mentre le
donne 38.000, nella fascia over 80 i maschi sono 10.000 e le donne
22.000.
Per l’area
metropolitana bolognese i dati sulla differenza della popolazione si
riflettono:
261.000 la
popolazione maschile, contro 290.000 quella femminile.
Da qui deriva la
necessità di considerare le caratteristiche e le peculiarità della
popolazione quando si programmano i servizi, per una maggiore
integrazione fra fabbisogni reali e strumenti al servizio della popolazione.
«La
Regione Emilia Romagna – ha ricordato Annamaria Dapporto,
l’Assessore regionale alle Politiche Sociali- ha elaborato già nel 2004 il “Piano
di azione per la comunità regionale. Una società per tutte le età:
invecchiamento della popolazione e prospettive di sviluppo” con l
‘obiettivo di contribuire a realizzare una ´società per tutte le età´,
una società rispettosa degli anziani di oggi e di domani che riconosca
dignità e diritti di cittadinanza a tutti gli individui senza discriminazioni,
e a ciascun individuo lungo tutto l´arco della sua vita. A tal fine, il
Piano è stato pensato per promuovere e realizzare politiche ed interventi
innovativi ed integrati a favore della popolazione anziana, coinvolgendo
i diversi settori della programmazione regionale interessati ed
interpellati dal processo di invecchiamento.»
«Confesercenti
Emilia-Romagna – ha dichiarato Stefano Bollettinari, Segretario
Regionale Confesercenti Emilia Romagna - è, da sempre, attenta ai
problemi delle pari opportunità e al ruolo delle donne nelle imprese del
commercio e del turismo, oltre che ai temi del welfare e dell’assistenza
sociale.
In
Italia le imprese femminili sono circa 1 milione e 200 mila e
rappresentano il 24% del totale;
commercio
e turismo in particolare sono i settori dove la presenza delle donne con
ruoli da titolare o di socia è fra i più alti dei settori economici.
In
Emilia-Romagna, le donne titolari d’impresa nelle attività del commercio
sono 30.682 il 44,3% del totale e nel turismo sono 17.427, cioè il 43,5%
(Fonte: Cat Confesercenti Emilia-Romagna su dati Infocamere - anno 2006),
mentre nel complesso dell’economia regionale le imprese gestite da donne
rappresentano il 26% del totale.
Alla
luce di questi dati, Confesercenti Emilia-Romagna ha attuato progetti
concreti, come ad esempio “AlterEgo -Professione
Co-manager, Laboratorio per lo sviluppo di nuovi strumenti a sostegno
della donna in impresa”, promosso da Confesercenti Emilia-Romagna e
realizzato da Nuovo Cescot Regionale che è un servizio di sostituzione
della titolare d’impresa quando si presenta la necessità di allontanarsi
dall’azienda per motivi familiari o personali.»