Comunicati stampa

 

Convegno a Cesenatico di Confesercenti Emilia-Romagna: il turismo al centro delle politiche economiche regionali

 

 

 

Cesenatico, 23 Novembre 2004

 

 


Si svolge oggi, a Cesenatico, un convegno, promosso da Assoturismo-Confesercenti dal titolo “La sfida competitiva dell’offerta turistica dell’Emilia-Romagna”.

Ai lavori, presieduti dal Presidente regionale Confesercenti, Sergio Ferrari, porteranno il loro saluto il Sindaco di Cesenatico Damiano Zoffoli e il Presidente della Confesercenti Cesenatico Armando Casabianca.

Interverranno numerosi rappresentanti di categorie professionali e del mondo istituzionale: Stefano Bollettinari, Segretario regionale della Confesercenti, Alessandro Tortelli, Direttore del Centro Studi Turistici di Firenze, Filippo Donati, Vice-Presidente regionale di Asshotel, Gianmarco Rossi, Presidente nazionale AICEB (Associazione centri benessere), Ermes Anigoni, Presidente nazionale FIEPET (Federazione dei pubblici esercizi) e Riccardo Vincenzi Vice-Presidente nazionale della FIBA (Federazione stabilimenti balneari); l’Assessore al turismo della Provincia di Forlì-Cesena Luciana Garbuglia, il Presidente dell’APT Servizi, Sergio Mazzi e Guido Pasi, Assessore regionale al turismo.

Concluderà i lavori il Presidente nazionale Assoturismo Claudio Albonetti.

Durante il convegno verranno presentati i risultati di un’indagine effettuata dal Centro Studi Turistici per conto di Assoturismo-Confesercenti, sulle imprese emiliano-romagnole che ha messo in evidenza le difficoltà della stagione 2004 in tutti i settori del comparto turistico anche in Emilia-Romagna. Secondo quanto emerso dalla ricerca, gli operatori del settore stimano che il movimento turistico estivo abbia segnato una diminuzione del 3% circa rispetto all’anno precedente. Il ribasso avrebbe interessato soprattutto il comparto alberghiero (-4.7%) mentre l’extra-alberghiero dovrebbe attestarsi su valori di stabilità. Andamenti negativi sarebbero stati registrati anche per i pubblici esercizi (bar -4.1%, ristorazione -0.6%) e per gli stabilimenti balneari (-4.5%).

La stagione passata ha messo in luce, dunque, problematiche che, a giudizio di Assoturismo-Confesercenti, occorre analizzare per affrontare la sfida competitiva e dell’innovazione, attraverso percorsi di aggiornamento e riqualificazione che mirino sempre più ad accrescere la qualità del sistema.

Il convegno sarà l’occasione per esplicitare ancora una volta la posizione di Assoturismo-Confesercenti:

« Noi crediamo che il turismo sia un settore economico capace di creare ricchezza e sviluppo, – sostiene Sergio Ferrari, Presidente Regionale Confesercenti - per questo riteniamo che il turismo debba sempre più essere considerato centrale nelle politiche regionali e nazionali ed avere un ruolo prioritario in quanto volano di sviluppo anche per gli altri settori produttivi, in particolare per il territorio dell’Emilia Romagna.»

 

La Confesercenti ritiene preoccupante l’assenza di un coordinamento nazionale delle politiche del turismo e lo scarso impegno finanziario del Governo per il rilancio del settore, per il sostegno alle imprese e per la promozione dell’Italia sui mercati esteri nonostante gli impegni presi che si ripercuotono inevitabilmente anche sulla nostra Regione.

 

Stefano Bollettinari, Segretario regionale della Confesercenti afferma la necessità di un rilancio dell’offerta turistica emiliano-romagnola «che dipende da molteplici fattori determinanti:

·         la qualità ambientale (intesa in senso ampio), dal mare, alla difesa della Costa, al risanamento del Po, alla qualità del territorio, delle città, dell’ambiente urbano, dei servizi, delle imprese ricettive, dell’ospitalità. La salvaguardia del territorio e dell’ambiente è ormai una necessità imprescindibile, sia per evitare la perdita di qualità e di identità dei luoghi, che per rispondere a una domanda turistica internazionale giustamente sempre più attenta a queste esigenze.

·         la indifferibilità della soluzione di alcuni problemi infrastrutturali, in modo particolare viabilità, trasporti, accessibilità alle aree turistiche, che devono far fronte ad esigenze di mobilità turistica ben maggiori rispetto al passato per la tendenza ad effettuare periodi di vacanza sempre più brevi e all’incremento del turismo del week-end;

·         le politiche di sostegno alle imprese: è, infatti, necessaria un’ulteriore spinta alla riqualificazione delle strutture ricettive assicurando i fondi necessari e con incentivi urbanistici destinati al miglioramento dei servizi per le strutture alberghiere;

·         la fiscalità, che penalizza le imprese turistiche. Proprio in un momento di forte competizione i paesi europei turisticamente principali competitors dell’Italia praticano aliquote più basse di quella del 10% dell’Italia: la Francia è al 5.5%, la Spagna al 7%, la Grecia all’8%, il Portogallo al 5%, la Svizzera al 3.5% e il Lussemburgo 3%. In proposito Confesercenti ha proposto l’abbassamento dell’aliquota IVA al 4% per le attività turistiche e dell’indotto. È inoltre ancora irrisolta la questione dell’aumento spropositato dei canoni demaniali che così come originariamente formulato sarebbe una maxi-stangata certamente non favorevole per il rilancio della nostra economia turistica.

La nostra visione –conclude Bollettinari- è quella di un “turismo collocato al centro dell’economia regionale” e come elemento prioritario del Patto per lo Sviluppo tra Regione e parti sociali; di un “turismo che crea ricchezza, indotto, posti di lavoro”, dove  l’impresa turistica è un valore così come lo è la qualità dell’ambiente e del territorio.»