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Si svolge
oggi, a Cesenatico, un convegno, promosso da Assoturismo-Confesercenti
dal titolo “La sfida competitiva
dell’offerta turistica dell’Emilia-Romagna”.
Ai lavori,
presieduti dal Presidente regionale Confesercenti, Sergio Ferrari,
porteranno il loro saluto il Sindaco di Cesenatico Damiano Zoffoli e il
Presidente della Confesercenti Cesenatico Armando Casabianca.
Interverranno
numerosi rappresentanti di categorie professionali e del mondo
istituzionale: Stefano Bollettinari, Segretario regionale della
Confesercenti, Alessandro Tortelli, Direttore del Centro Studi Turistici
di Firenze, Filippo Donati, Vice-Presidente regionale di Asshotel,
Gianmarco Rossi, Presidente nazionale AICEB (Associazione centri
benessere), Ermes Anigoni, Presidente nazionale FIEPET (Federazione dei
pubblici esercizi) e Riccardo Vincenzi Vice-Presidente nazionale della
FIBA (Federazione stabilimenti balneari); l’Assessore al turismo della
Provincia di Forlì-Cesena Luciana Garbuglia, il Presidente dell’APT
Servizi, Sergio Mazzi e Guido Pasi, Assessore regionale al turismo.
Concluderà
i lavori il Presidente nazionale Assoturismo Claudio Albonetti.
Durante il
convegno verranno presentati i risultati di un’indagine effettuata dal
Centro Studi Turistici per conto di Assoturismo-Confesercenti, sulle
imprese emiliano-romagnole che ha messo in evidenza le difficoltà della
stagione 2004 in tutti i settori del comparto turistico anche in
Emilia-Romagna. Secondo quanto emerso dalla ricerca, gli operatori del
settore stimano che il movimento turistico estivo abbia segnato una
diminuzione del 3% circa rispetto all’anno precedente. Il ribasso avrebbe
interessato soprattutto il comparto alberghiero (-4.7%) mentre
l’extra-alberghiero dovrebbe attestarsi su valori di stabilità. Andamenti
negativi sarebbero stati registrati anche per i pubblici esercizi (bar
-4.1%, ristorazione -0.6%) e per gli stabilimenti balneari (-4.5%).
La stagione
passata ha messo in luce, dunque, problematiche che, a giudizio di
Assoturismo-Confesercenti, occorre analizzare per affrontare la sfida
competitiva e dell’innovazione, attraverso percorsi di aggiornamento e
riqualificazione che mirino sempre più ad accrescere la qualità del
sistema.
Il convegno
sarà l’occasione per esplicitare ancora una volta la posizione di
Assoturismo-Confesercenti:
« Noi crediamo che il turismo sia un
settore economico capace di creare ricchezza e sviluppo, – sostiene
Sergio Ferrari, Presidente Regionale Confesercenti - per questo riteniamo che il turismo debba sempre più essere
considerato centrale nelle politiche regionali e nazionali ed avere un
ruolo prioritario in quanto volano di sviluppo anche per gli altri
settori produttivi, in particolare per il territorio dell’Emilia
Romagna.»
La
Confesercenti ritiene preoccupante l’assenza di un coordinamento
nazionale delle politiche del turismo e lo scarso impegno finanziario del
Governo per il rilancio del settore, per il sostegno alle imprese e per
la promozione dell’Italia sui mercati esteri nonostante gli impegni presi
che si ripercuotono inevitabilmente anche sulla nostra Regione.
Stefano
Bollettinari, Segretario regionale della Confesercenti afferma la
necessità di un rilancio dell’offerta turistica emiliano-romagnola «che dipende da molteplici fattori
determinanti:
·
la qualità ambientale (intesa
in senso ampio), dal mare, alla difesa della Costa, al risanamento del
Po, alla qualità del territorio, delle città, dell’ambiente urbano, dei
servizi, delle imprese ricettive, dell’ospitalità. La salvaguardia del
territorio e dell’ambiente è ormai una necessità imprescindibile, sia per
evitare la perdita di qualità e di identità dei luoghi, che per
rispondere a una domanda turistica internazionale giustamente sempre più
attenta a queste esigenze.
·
la indifferibilità della
soluzione di alcuni problemi infrastrutturali, in modo particolare
viabilità, trasporti, accessibilità alle aree turistiche, che devono far
fronte ad esigenze di mobilità turistica ben maggiori rispetto al passato
per la tendenza ad effettuare periodi di vacanza sempre più brevi e
all’incremento del turismo del week-end;
·
le politiche di sostegno alle
imprese: è, infatti, necessaria un’ulteriore spinta alla riqualificazione
delle strutture ricettive assicurando i fondi necessari e con incentivi
urbanistici destinati al miglioramento dei servizi per le strutture
alberghiere;
·
la fiscalità, che penalizza
le imprese turistiche. Proprio in un momento di forte competizione i
paesi europei turisticamente principali competitors dell’Italia praticano
aliquote più basse di quella del 10% dell’Italia: la Francia è al 5.5%,
la Spagna al 7%, la Grecia all’8%, il Portogallo al 5%, la Svizzera al
3.5% e il Lussemburgo 3%. In proposito Confesercenti ha proposto
l’abbassamento dell’aliquota IVA al 4% per le attività turistiche e
dell’indotto. È inoltre ancora irrisolta la questione dell’aumento
spropositato dei canoni demaniali che così come originariamente formulato
sarebbe una maxi-stangata certamente non favorevole per il rilancio della
nostra economia turistica.
La nostra visione –conclude
Bollettinari- è quella di un
“turismo collocato al centro dell’economia regionale” e come elemento
prioritario del Patto per lo Sviluppo tra Regione e parti sociali; di un
“turismo che crea ricchezza, indotto, posti di lavoro”, dove l’impresa turistica è un valore
così come lo è la qualità dell’ambiente e del territorio.»
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