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In riferimento alle polemiche
sui prezzi dei carburanti e alla conseguente convocazione dei petrolieri
al ministero sviluppo economico, la Faib Confesercenti manifesta al
ministro Bersani grande attenzione allo svolgersi del confronto
dichiarando la propria disponibilita’ a fornire, ove richiesta, elementi
utili alla comprensione del complesso meccanismo di formazione dei prezzi
e a dare indicazioni per l’abbassamento dei prezzi alla pompa.
L’innalzarsi dei prezzi e’ conseguenza da un lato dei meccanismi
strutturali e logistici del sistema, dall’altro dell’intensificarsi della
pressione della domanda in alcuni periodi dell’anno; dall’altra ancora di
un mercato sostanzialmente bloccato, inchiodato su otto compagnie
verticalmente integrate che controllano la raffinazione, lo stoccaggio,
la logistica e la rete vendita. L’unica uscita possibile da questo
sistema petrolifero oligopolistico e’ quella della scomposizione del
comparto, separando lo stoccaggio dalla logistica e dalla rete vendita.
Condividiamo l’azione di moral suasion del ministro Bersani ma accanto a
questo, secondo la Faib, occorre un intervento che ridefinisca i ruoli
dei protagonisti, dando la possibilita’ agli operatori del mercato al
dettaglio di approvvigionarsi non in regime di monopolio ma sul libero
mercato, in modo che possano rifornirsi alle migliori condizioni
economiche. E’ l’unico presupposto per favorire la competizione e la
concorrenza tra operatori. Il governo pensi a misure che favoriscano il
pluralismo economico tra gli operatori del mercato petrolifero e a
strumenti capaci di far crescere l’associazionismo tra gestori per
rendere indipendenti quote crescenti della rete e per ammodernare le
strutture delle stazioni di servizio. La polemica dei petrolieri che
imputano il maggior costo dei carburanti in Italia all’arretratezza degli
impianti va respinta al mittente giacche’, oltre il 60% degli impianti
stessi, sono di proprieta’ delle compagnie: nessuno pertanto vieta loro
di ammodernare la rete.
La Faib ricorda che quando ci sono ricavi gli
unici a giovarne sono le casse dello stato, per il meccanismo
moltiplicatore delle accise, e le compagnie petrolifere, mentre i gestori
ricevono un margine fisso che e’ immutabile, assolutamente irrisorio e in
costante erosione.
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