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La Confesercenti dell’Emilia-Romagna vede con
preoccupazione il via libera al referendum per l’estensione alle imprese
con meno di 15 dipendenti dell’art. 18 sul reintegro e non condivide
l’ipotesi di soluzioni legislative confuse che non risolverebbero il
problema.
Il rischio, se dovesse passare il “sì” al referendum, è quello di
introdurre ulteriori vincoli alla crescita e allo sviluppo delle p.m.i.,
che costituiscono l’asse portante del sistema imprenditoriale
emiliano-romagnolo, spingendole sempre più verso una dimensione
esclusivamente familiare.
La perdita di competitività che ne deriverebbe si
tradurrebbe quindi in un danno per le imprese e per gli stessi
lavoratori, in termini di occupazione e di aumento del lavoro sommerso.
“E’ da rilevare che anche nel 2002 in Emilia-Romagna
sono state soprattutto le piccole imprese, da 1 a 9 dipendenti, a creare
nuova occupazione, con un incremento del 7,5% - sostiene il Segretario
regionale Confesercenti, Stefano Bollettinari – per cui non è
opportuno diminuirne la flessibilità ed estendere l’applicazione
dell’art. 18”.
Anche
in Emilia-Romagna Confesercenti si impegnerà per la costituzione dei
Comitati per il “no” al
referendum sull’art. 18 e si raccorderà a tal fine con le altre
organizzazioni della p.m.i., convinta di sostenere lo sviluppo economico
regionale e senza alcuna intenzione di creare contrapposizione con i
lavoratori che sono una grande risorsa per le nostre imprese.
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