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Le piccole e medie imprese turistiche: a Bologna il convegno di Assoturismo-Confesercenti Emilia Romagna per approfondirne punti di forza, vitalità e opportunità di sviluppo

 

 

 

Bologna, 04 Novembre 2008

 

 


In Italia, nel turismo, si è da tempo consolidata una corrente di pensiero che attribuisce ingiustamente alle piccole e medie imprese turistiche, ed in particolare agli alberghi di piccola dimensione, gran parte delle responsabilità dei problemi del turismo italiano per la frammentazione e la conseguente debolezza del Sistema Turistico Nazionale.

Il convegno di Assoturismo-Confesercenti Emilia Romagna su “Le PMI del turismo, un’opportunità per lo sviluppo” che si svolge il 5 novembre a Bologna, vuole smentire la gran parte dei luoghi comuni e dei pregiudizi riguardanti le piccole e medie imprese turistiche, approfondire i punti di forza e metterne in luce la straordinaria vitalità e le opportunità di sviluppo.

Le piccole e medie imprese ricettive rappresentano l’asse portante del sistema turistico italiano, particolarmente in Emilia-Romagna e a ben guardare occupano posizioni di primaria importanza anche a livello europeo.

L’Italia, per quanto riguarda l’ospitalità alberghiera, è al primo posto a livello europeo (UE a 25) come numero di camere (1.017.000) pari al 25% del totale disponibile, seguita da Germania (16,2%), Spagna (14,5%), Francia (11,4%) e Regno Unito (11%), mentre si colloca al terzo posto come numero di esercizi (33.768) preceduta da Germania (52.877) e Regno Unito (44.624) e seguita da Francia e Spagna.

I 33.768 alberghi italiani (dati 2006) hanno una dimensione media di circa 31 camere per esercizio, più alta della media europea che è di 29 e vicina a quella della Francia (34), mentre presentano una dimensione media più ridotta dell’Italia gli alberghi della Germania (25 camere), e Regno Unito (15,3 camere); una dimensione media più elevata invece si registra in Grecia (40), Spagna (47,6) e Portogallo (58).

L’Italia è al primo posto a livello europeo anche come numero complessivo di strutture disponibili alberghiere ed extralberghiere con il 28,4% del totale, mentre per numero di posti letto si trova al secondo posto dopo la Francia.

Si sono quindi creati luoghi comuni intorno all’evoluzione del sistema ricettivo del nostro paese e  appare ormai chiaro che il tema della ridotta dimensione media degli alberghi, sovente citato come uno dei dati strutturali negativi del sistema di ospitalità italiano deve essere superato perché anche altri paesi hanno situazioni simili o addirittura un’offerta ancora più frazionata e ciò è dovuto a ragioni di evoluzione storica del settore.

Dunque l’offerta alberghiera dell’Italia turistica non è affatto una anomalia, e la presenza diffusa degli alberghi in tutto il paese è anzi una sua peculiarità storica, tradizionalmente molto apprezzata dalla domanda, perché permette di sperimentare lo stile di vita italiano e di “vivere” la cultura dei luoghi. La piccola dimensione, la gestione familiare e la territorialità che hanno caratterizzato la grandissima parte dell’offerta alberghiera italiana rappresentano ancora oggi un punto di forza dell’intero settore turistico.

La ricerca che verrà presentata al convegno, curata dal Prof. Giancarlo Dall’Ara e realizzata per conto di Assoturismo-Confesercenti Emilia Romagna,  mette in luce che:

- non esiste una dimensione aziendale positiva a priori, e sono molti i casi di successo tra gli alberghi di piccola dimensione,

-        - che non è corretto contrapporre alberghi di piccola a quelli di grande dimensione, perché i grandi alberghi e soprattutto le catene alberghiere esercitano un ruolo positivo e di stimolo all’innovazione nei confronti dei piccoli, esattamente come i piccoli sono un richiamo, per i grandi alberghi, ai valori del territorio e delle radici culturali dell’ospitalità italiana.

«La piccola e media impresa – sostiene Stefano Bollettinari, Segretario Confesercenti Regionale - rappresenta l’asse portante del sistema turistico dell’Emilia Romagna, una regione  che attribuisce al settore un peso determinante per l’intera economia del territorio.

Per Assoturismo-Confesercenti, la PMI non solo rappresenta la storia del turismo emiliano-romagnolo, ma una tipologia ancora estremamente valida per lo sviluppo turistico regionale e in grado di essere competitiva sul mercato.

Ciò che appare evidente esaminando i dati sulla composizione della struttura ricettiva regionale dell’ultimo decennio (1998-2007) è lo straordinario processo evolutivo di cui è stata oggetto, in modo anche più accentuato rispetto all’andamento nazionale, ma non ancora adeguatamente considerato e valorizzato.

Basti pensare che a fronte di una diminuzione complessiva del numero degli alberghi del 9,3% (da 5.138 a 4.660), gli alberghi a 4 e 5 stelle sono aumentati del 67% (da 231 a 387), i 3 stelle sono aumentati del 36%(da 1.784 a 2.422), mentre gli esercizi a 1 e 2 stelle si sono quasi dimezzati passando da 3.063 a 1.656.

Alla fine del 2007 le strutture ricettive avevano mediamente 33 camere e 62 posti letto, dato che per quanto riguarda il numero delle camere è migliore della media nazionale e corrisponde quasi esattamente alla media della Francia che viene sempre presa ad esempio per l’organizzazione turistica; difficilmente altri comparti produttivi in soli dieci anni avrebbero potuto affrontare un simile cambiamento.

Ma, dato il particolare momento di crisi finanziaria ed economica globale  - prosegue Bollettinari – occorrono provvedimenti antirecessivi, soprattutto a livello nazionale, per ricreare un clima di fiducia, sostenere gli investimenti e i consumi e dare un supporto alle imprese, soprattutto per quanto riguarda l’aumento delle risorse per la promozione all’estero, l’accesso al credito e interventi di natura fiscale come l’abbassamento dell’IVA sui servizi turistici per allinearci a quella dei principali competitori europei, la rateizzazione dell’acconto di novembre e l’adeguamento degli studi di settore.

Mentre a livello regionale, prendendo atto del già notevole impegno profuso dalla Regione sul turismo, chiediamo di non abbassare la guardia e continuare ad investire nel settore.»