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Commercio in Emilia-Romagna: per Confesercenti la vera sfida comincia adesso

 

 


Bologna, 5 Aprile 2002

 

 


I dati diffusi dall’Osservatorio regionale del commercio riguardanti il trend del biennio 1998/2000 della distribuzione regionale, che indicano una sostanziale stabilità del numero dei punti vendita (da 52.289 a 52.371) presi in sé sono senz’altro positivi perché denotano una “tenuta” del settore nonostante le difficoltà che le p.m.i. devono affrontare quotidianamente per la competizione di mercato, ma secondo Confesercenti Emilia-Romagna è prematuro parlare di inversione di tendenza.

“Occorre fare un’attenta valutazione se questo dato – afferma il Presidente regionale Sergio Ferrari -  sia il frutto di un raggiunto “equilibrio” tra le tipologie distributive in termini di quote di mercato o invece un effetto temporaneo del blocco della grande distribuzione, derivato alla riforma Bersani”.

E’ necessario essere prudenti su queste analisi, tanto più che il dato consuntivo del 2001 a livello regionale, secondo dati Infocamere, fa registrare un calo di oltre 200 imprese commerciali.

Inoltre vi è da rilevare che sono state rilasciate in Regione autorizzazioni per grandi strutture di vendita, su domande presentate prevalentemente prima del 24 aprile 1998, per 134.842 mq., pari al 28,2% della superficie esistente.

“Quindi la vera sfida per lo sviluppo della p.m.i. commerciale comincia adesso – afferma il Segretario della Confesercenti regionale Stefano Bollettinari – occorre rafforzare tutte le politiche attive che possono favorire la crescita della piccola e media impresa come lo sviluppo dei centri commerciali naturali, l’assistenza tecnica, il credito e incentivare ulteriormente i progetti di valorizzazione commerciale dei Comuni che stentano ancora a decollare”.

Tali strumenti sono oltremodo necessari proprio in questa fase di calo dei consumi in termini reali e in previsione degli effetti preoccupanti della nuova programmazione di grandi strutture nel territorio regionale.