Comunicati stampa

 

Gli orari della notte: prevenzione e vigilanza non proibizionismo

 

 

 

Ravenna, 23 febbraio 2009

 

 


I locali del divertimento della Romagna hanno incontrato lunedì mattina l’On.Pini della Lega Nord e il Sen. Mercatali del Partito Democratico, per discutere della normativa che dall’ottobre 2007 ha introdotto per le attività che svolgono intrattenimento il divieto di somministrazione dopo le ore due.

L’iniziativa promossa da Fiepet, sindacato dei pubblici esercizi aderente Confesercenti, e da Confesercenti Ravenna  è stata molto partecipata e con adesione diffusa: erano presenti imprenditori dell’Emilia, della Toscana, delle Marche.

“Questa discussione ci pone dinanzi un tema molto delicato, quello delle vittime della strada. Un problema serio e che da diversi anni torna a più riprese ad occupare le pagine della cronaca nera locale e nazionale e di fronte al quale gli operatori del settore non vogliono di certo chiudere gli occhi!” così nella sua introduzione il presidente della Confesercenti di Ravenna Gianluca Gasperoni entra subito nel cuore “ma non possiamo nemmeno fermarci a soluzioni che tali non sono e altro non fanno che criminalizzare una categoria. C’è poi discriminazione tra chi fa intrattenimento e chi no: assurdo ma vero si discrimina tra chi investe e chi non fa nulla e in alcuni casi anche in maniera parassitaria sfrutta una mancanza di cultura del nostro paese. Tutto questo si traduce in un indebolimento della nostra offerta turistica che del divertimento ha sempre fatto il valore aggiunto per l’intero sistema”.

Davanti ad un centinaio di professionisti presenti è l’on. Gianluca Pini a prendere la parola per primo ricordando che parte da lui dopo un confronto con le associazioni di categoria una proposta di emendamento molto serio. Un emendamento che non si ferma a togliere il limite delle 2 di notte ma che si propone di affrontare la questione investendo di più sul controllo e responsabilizzando maggiormente alcune categorie di guidatori in riferimento a mestieri  e soprattutto alla fascia di orario notturna abbassando il tasso alcolemico minimo ora fissato sullo 0,5. Pini sostiene che il limite delle due si sia dimostrato inefficace e discriminatorio, le statistiche infatti dimostrano che gli incidenti e i morti sono diminuiti i diretta relazione all’aumento dei controlli sulle strade. “Ci siamo resi conto che questo emendamento ha un appoggio ampio e trasversale tra i partiti, abbiamo coinvolto anche il ministro Maroni e torneremo sul tema in questi giorni. La strada più breve che proveremo a percorrere sarà quella della discussione in commissione. Se la proposta non dovesse passare in questa fase esiste una seconda strada con più probabilità di successo, ma anche più lunga. Non intendiamo comunque arretrare”.

Il Senatore Vidmer Mercatali allacciandosi alle statistiche richiamate da Pini, apre il suo intervento e rincalza la dose: “Gli incidenti mortali nonostante l’aumento esponenziale dei veicoli immatricolati, sono in diminuzione continua da oltre dieci anni. Questo lo si deve in primis ai miglioramenti tecnologici che il comparto dell’automobile ha fatto sulla sicurezza dei mezzi e in parte all’invecchiamento medio negli automobilisti, quindi più attenti e rispettosi del codice della strada” e aggiunge “Ogni vita persa sulla strada è comunque di troppo, un dramma per la persona e la famiglia, ma non devono essere strumentalizzate le statistiche mettendo tutti gli incidenti mortali sotto la causa dell’alcol perché non è vero e con questa normativa non si fa altro che mettere una foglia di fico d’avanti un problema grave che riguarda soprattutto le generazioni di più giovani: i dati dicono chiaramente che dai 13 ai 14 anni c’è il picco di chi comincia a consumare abitualmente alcolici e aver avuto addirittura la prima sbornia. Il problema è educativo e non si risolve col proibizionismo. Per questo non ho votato a favore di questa norma nel 2007 e ho lavorato sulla proposta dell’On. Pini per mettere insieme senatori di destra e di sinistra. Purtroppo, bisogna dirlo, la prima iniziativa di presentazione dell’emendamento è stata sabotata da chi nella maggioranza non gradisce che venga messa mano al provvedimento. Il percorso delineato da Pini può essere valido, ma senza creare movimento e dibattito attorno al tema, c’è il rischio che la proposta venga nuovamente affondata da chi nel centro destra su questo ha una posizione integralista. Le associazioni in questo devono darci una mano”.

A concludere gli interventi dei relatori il segretario nazionale FIEPET Tullio Galli, che ha sottolineato come le Confesercenti non si sia nascosta su questo tema, infatti nei diversi territori (Ravenna tra questi) si è impegnata anche finanziariamente in campagne di sensibilizzazione contro il consumo di alcol e anche a livello nazionale sta portando avanti un progetto che sembra aver trovato l’interesse del Ministro della gioventù Meloni: un progetto di educazione e sensibilizzazione con gli strumenti di comunicazione più adatti,  da implementare per gli studenti delle scuole medie inferiori e medie superiori.

Il dibattito conclusivo ha mostrato come dagli operatori tale divieto sia visto come inutile perché facilmente eludibile, discriminatorio e penalizzante. Diverse sono stati gli interventi con testimonianze di situazioni reali, dalle quali si è capito che i gestori dei locali non ci stanno a farsi criminalizzare per comportamenti irresponsabili di alcuni giovani e nemmeno a fare etichettare il loro locali a prescindere come luoghi dello sballo.  E’ stato sottolineato più volte come la loro professionalità non sia in discussione e come ubriacarsi nei loro bar e discoteche sia difficile sia per l’alto costo della singola consumazione  sia perché i baristi non somministrano a chi si presenta ubriaco al banco. Da altri interventi si è sottolineato come  l’aspetto artistico sta perdendo e perderà investimenti per nuove proposte e denaro: dentro le discoteche e pub si esibiscono artisti musicali e non, che difficilmente d’ora in poi troveranno spazio. Rimanendo su questo punto la preoccupazione più grande sorge pensando  alla prossima stagione estiva, sulla quale non sappiamo che effetti potrà avere la forte crisi che stiamo vivendo, dove sicuramente i divieti peseranno in termini di perdita di competitività del nostro prodotto turistico confronto agli altri competitori.

E qui in conclusione della mattinata che si è inserita un’altra importante proposta per il settore descritta e già portata avanti dal Senatore del PD Mercatali, una proposta tra l’altro congruente con quelle che  Confesercenti da anni  avanza in fase di stesura della legge Finanziaria, senza aver mai trovato finora un impegno da nessuna parte politica: l’abbattimento dell’IVA per tutto il settore turismo. Una manovra costosa ma che aiuterebbe questo settore chiave della nostra economia a rilanciarsi, grazie ad un abbassamento al 7% dell’IVA.

Confesercenti continuerà a mettere in campo tutte le azioni possibili affinché tale norma venga sostituita.