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“Siamo
soddisfatti per il lavoro svolto di concerto con la Regione – spiega Marco Savini,
Presidente FIPE Emilia Romagna. La Delibera salvaguarda i pubblici
esercizi dal pericolo di una liberalizzazione senza regole, orientando le
programmazioni comunali a criteri di ordine qualitativo per una maggiore
vivibilità delle città”. Il giudizio è condiviso anche dai pubblici
esercizi della FIEPET Emilia
Romagna: “Il provvedimento – dice infatti il Presidente Andrea
Cavallina - mette fine a
un periodo di confusione normativa che ha creato diversi problemi sul
territorio della Regione, adesso sarà importante verificarne la puntuale
applicazione da parte dei Comuni e cercare di avere percorsi formativi
più stringenti e qualificanti per chi si avvia alla professione a tutela
dei consumatori e delle stesse imprese”.
“La Delibera – prosegue Davide Urban, Direttore Confcommercio Emilia Romagna –
risponde alle esigenze delle nostre imprese, introducendo una
programmazione qualitativa fondata sullo sviluppo sostenibile dei pubblici
esercizi e dell’economia urbana in cui operano. Il provvedimento –
continua Urban – prevede per le nostre Associazioni la possibilità di
utilizzare i Centri di Assistenza Tecnica nella fase di definizione della
programmazione con gli Enti locali.”
“Dopo la sentenza del Consiglio di
Stato della scorsa primavera – afferma infine Stefano Bollettinari, Direttore
di Confesercenti Emilia Romagna – si era determinata una situazione
di incertezza che aveva spinto alcune amministrazioni ad adottare
provvedimenti di liberalizzazione con conseguenti disagi per le imprese
del settore. La situazione poteva addirittura peggiorare con il
recepimento della Direttiva comunitaria in materia di liberalizzazione
dei servizi (la cosiddetta Bolkestein che
l’Italia deve adottare entro la fine del 2009). Il provvedimento adottato
dall’Emilia-Romagna, pur superando l'impostazione della pianificazione
numerica, va nella direzione di perseguire obiettivi di promozione della
concorrenza ma anche di utilità sociale da rendere al consumatore e
riconosce che gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande
ricoprono un ruolo fondamentale per il mantenimento della vivibilità e
della qualità delle relazioni per la loro funzione di aggregazione e
socialità.”
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