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21 dicembre 2004. Scaduto da sei giorni il termine
fissato lo scorso 30 ottobre dal Governo per la rideterminazione dei
canoni demaniali marittimi e continua ancora il silenzio. Al momento, né
la Camera né il Senato si sono occupati della materia e la Federazione
Italiana dei Balneari FIBA - Confesercenti alza la voce attraverso le
parole del suo Presidente, Renato Papagni e di tutta la Giunta nazionale,
riunitasi oggi a Roma.
“E’ incredibile- dichiara Papagni- dopo un anno di
attesa ci ritroviamo a pochi giorni da Natale e ancora non sappiamo
niente su quello che dovrà essere il destino delle nostre aziende. Dopo
innumerevoli proroghe, dopo tante promesse circa la convocazione della
categoria al tavolo tecnico, dopo tanti bei discorsi sulla volontà di
questo Governo di trovare insieme alle parti interessate un provvedimento
giusto, equo per le aziende balneari, continuiamo a rimanere appesi ad un
filo senza sapere cosa fare la prossima stagione estiva. Ormai da tutte
le Regioni si alzano cori di protesta e conferme di grande preoccupazione
ai limiti della sopportazione.
Eppure- continua il Presidente della Federazione-
credo che da parte nostra ci sia stata tutta la collaborazione possibile
e immaginabile! Abbiamo avuto più di un incontro con la Presidenza del
Consiglio dei Ministri, ci siamo adoperati per mettere in piedi una
proposta di lavoro che fosse coerente e soprattutto soddisfacente sia per
le casse dello Stato che per le economie delle nostre aziende, abbiamo
dimostrato ampia disponibilità a rivedere le nostre posizioni purchè
comunque vi fosse da parte del Governo la volontà di rilanciare- e non di
mettere in ginocchio- un comparto che è sicuramente vitale per l’economia
del Paese. E dopo tutto questo? Ancora silenzio.
Non ne possiamo più!- tuona Renato Papagni- E’
inammissibile! Se dovesse rimanere questo lo stato di cose e si dovesse
arrivare davvero ad un aumento del 300% dei canoni demaniali marittimi
siamo pronti a ritornare in piazza con una nuova manifestazione,
chiamando a raccolta tutti i 6.000 balneari che erano presenti anche a
ottobre dello scorso anno. Vediamo se così riusciremo ad avere un po’ di
attenzione! E lo faremo insieme alle associazioni dei consumatori questa
volta, perché tutti i nostri clienti sappiano che con un aumento del 300%
dei canoni i primi a rimetterci saranno proprio loro!!!
Forse nell’ambito della Finanziaria quella dei canoni
demaniali non appare come una questione di primaria importanza- conclude
Papagni- ma è ora che questo Governo capisca che tenere sospesa ad un
filo, così a lungo, una categoria che è vitale per il Paese intero è solo
una grossa mancanza di rispetto e di responsabilità!”
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