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Pochi giorni mancano ormai all’emanazione del decreto
interministeriale che dovrebbe, secondo quanto richiesto dalla
Finanziaria 2004, stabilire l’aumento dei canoni demaniali marittimi.
Oggi, nel primo pomeriggio il tavolo tecnico della Conferenza Stato
Regioni ha cercato di far luce sul da farsi, senza però giungere ad un
risultato concreto.
Alla notizia di un possibile aumento pari al 250% dei
canoni demaniali, il Presidente della Federazione Italiana delle Imprese
Balneari- F.I.B.A. Confesercenti, Renato Papagni, d’intesa con il Presidente
Nazionale Oasi Confartigianato, Giorgio Mussoni, ha inviato una
comunicazione al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro
Lunardi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti ed a
tutti i Presidenti di Regioni per ribadire con fermezza la propria
posizione.
“Un aumento pari al 250% dei canoni - ha sottolineato
Papagni - rappresenterebbe per tutta la categoria dei balneari una
sperequazione difficile da sostenere. Una misura iniqua che, se
confermata, metterebbe realmente in grave crisi un settore sicuramente
trainante dell’economia del Paese”.
“Quella dei due Ministeri – ha aggiunto - è una presa
di posizione che vanifica la proposta da noi presentata, peraltro
totalmente in linea con quanto richiesto dalla Finanziaria. E’ impensabile
l’aver speso sei mesi di tempo in analisi, confronti e dibattiti per
giungere ad una risoluzione che non si allontana minimamente da quella
paventata al termine dello scorso anno: tra il 300% e il 250% di aumento,
a ben vedere, la differenza è minima!”
“Proprio per questo - ha ribadito Papagni- ai Ministri
Lunardi e Tremonti abbiamo nuovamente chiesto di sospendere, per il
momento, qualsiasi tipo di decisione in merito all’aumento dei canoni
demaniali marittimi, riservandoci così, nell’arco di ulteriori tre mesi
di tempo, di riflettere e condividere, se necessario, ulteriori ipotesi
di gettito che siano, da una parte sostenibili per gli imprenditori
balneari, dall’altra rispondenti alle esigenze dello Stato”.
“Speriamo vivamente - ha
concluso il presidente della Fiba-Confesercenti - che la nostra richiesta
venga accettata. In caso contrario saremo pronti a mettere in atto tutte
le forme necessarie di protesta contro una risoluzione che non va
certamente a vantaggio di nessuno.”
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