Comunicati stampa

 

Canoni demaniali marittimi: Papagni, aumento del 250% insostenibile ed iniquo. Ministri Lunardi e Tremonti sospendano decisione

 

 

 

Roma, 08 Giugno 2004

 

 


Pochi giorni mancano ormai all’emanazione del decreto interministeriale che dovrebbe, secondo quanto richiesto dalla Finanziaria 2004, stabilire l’aumento dei canoni demaniali marittimi. Oggi, nel primo pomeriggio il tavolo tecnico della Conferenza Stato Regioni ha cercato di far luce sul da farsi, senza però giungere ad un risultato concreto.

Alla notizia di un possibile aumento pari al 250% dei canoni demaniali, il Presidente della Federazione Italiana delle Imprese Balneari- F.I.B.A. Confesercenti, Renato Papagni, d’intesa con il Presidente Nazionale Oasi Confartigianato, Giorgio Mussoni, ha inviato una comunicazione al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti ed a tutti i Presidenti di Regioni per ribadire con fermezza la propria posizione.

“Un aumento pari al 250% dei canoni - ha sottolineato Papagni - rappresenterebbe per tutta la categoria dei balneari una sperequazione difficile da sostenere. Una misura iniqua che, se confermata, metterebbe realmente in grave crisi un settore sicuramente trainante dell’economia del Paese”.

“Quella dei due Ministeri – ha aggiunto - è una presa di posizione che vanifica la proposta da noi presentata, peraltro totalmente in linea con quanto richiesto dalla Finanziaria. E’ impensabile l’aver speso sei mesi di tempo in analisi, confronti e dibattiti per giungere ad una risoluzione che non si allontana minimamente da quella paventata al termine dello scorso anno: tra il 300% e il 250% di aumento, a ben vedere, la differenza è minima!”

“Proprio per questo - ha ribadito Papagni- ai Ministri Lunardi e Tremonti abbiamo nuovamente chiesto di sospendere, per il momento, qualsiasi tipo di decisione in merito all’aumento dei canoni demaniali marittimi, riservandoci così, nell’arco di ulteriori tre mesi di tempo, di riflettere e condividere, se necessario, ulteriori ipotesi di gettito che siano, da una parte sostenibili per gli imprenditori balneari, dall’altra rispondenti alle esigenze dello Stato”.

“Speriamo vivamente - ha concluso il presidente della Fiba-Confesercenti - che la nostra richiesta venga accettata. In caso contrario saremo pronti a mettere in atto tutte le forme necessarie di protesta contro una risoluzione che non va certamente a vantaggio di nessuno.”