Si tiene oggi a Bologna l’Assemblea
Elettiva della Confesercenti Regionale Emilia-Romagna alla
quale partecipano 200 dirigenti e invitati delle 11
associazioni provinciali e territoriali della regione, in
rappresentanza dei 40.000 associati, che provvederanno ad
eleggere gli organismi dirigenti regionali.
Al centro del dibattito, al quale
parteciperanno gli Assessori regionali Guido Pasi e Mariangela
Bastico e il Presidente nazionale della Confesercenti Marco
Venturi, i temi del commercio (a tre anni dall’approvazione
della legge di riforma) e del turismo (a pochi mesi
dell’approvazione della legge quadro). Su entrambi i settori
incombono le incognite derivanti dal momento di grave
incertezza internazionale seguita ai tragici eventi dell’11
settembre scorso, per i quali Confesercenti ha chiesto
ripetutamente interventi di politica economica e fiscale in
favore delle imprese da parte del Governo e della Regione per
quanto di competenza.
Il commercio, dopo un decennio di
forte ristrutturazione della rete distributiva, per la prima
volta ha visto, nel 2000, un notevole ridimensionamento del
numero di chiusure delle attività, segno di un assestamento
della rete che rischia però di essere di nuovo messo in crisi
dalle preoccupazioni sulle dinamiche dei consumi e sullo
sviluppo ulteriore che la grande distribuzione potrebbe avere
dopo il blocco seguito all’approvazione della riforma del
settore.
Occorrono dunque politiche
incentivanti per il rilancio dei consumi e il mantenimento
dell’equilibrio tra le diverse tipologie di vendita, tenendo
conto che fino ad oggi gli Enti locali hanno applicato la
riforma soprattutto per quel che riguarda la possibilità di
insediamento di grandi strutture e non invece per lo sviluppo
delle p.m.i..
La Confesercenti Emilia-Romagna
chiede a tal proposito:
§
piena attuazione della riforma per
quel che riguarda l’individuazione dei meccanismi di
programmazione territoriale che garantiscano il rapporto
equilibrato fra le diverse tipologie;
§
forte strategia di investimenti per
la riqualificazione territoriale e il potenziamento
infrastrutturale nei centri urbani e nelle altre aree a
vocazione commerciale per un rilancio concreto dei centri
commerciali naturali;
§
definizione in tutti i Comuni della
Regione dei progetti di valorizzazione commerciale e degli
altri strumenti previsti dalle leggi regionali di attuazione
della riforma (ci risulta purtroppo che i fondi regionali
stanziati al riguardo siano praticamente
inutilizzati);
§
rafforzamento del ruolo dei Confidi
e delle Coop. di Garanzia come strumento per l’innovazione
imprenditoriale;
§
sostegno ai programmi dei Centri di
Assistenza Tecnica alle imprese e loro finanziamento in una
logica di “rete” regionale;
§
rifinanziamento della L.R. 41/97
con un nuovo programma pluriennale e allargando la legge al
settore dei servizi con nuove risorse;
§
rafforzamento della collaborazione
pubblico/privato e programmazione
negoziata;
§
utilizzo del recente trasferimento
alle Regioni di competenze più ampie in materia di credito e
agevolazione alle imprese;
§
garantire alle imprese del settore
l’accesso ai finanziamenti regionali previsti per
l’adeguamento dei sistemi di sicurezza;
§
contrastare più efficacemente il
commercio e le attività economiche abusive e
illegali.
Per quel che riguarda il settore
del turismo esiste un problema immediato che riguarda alcune
categorie come le agenzie di viaggio, particolarmente colpite
dal calo di attività anche nella nostra regione. Per queste si
impongono misure straordinarie e contingenti che potrebbero
concretizzarsi in un’agevolazione finanziaria straordinaria,
da parte della Regione, tramite i Consorzi Fidi per l’accesso
al credito e in altre misure di agevolazione fiscale, cercando
nel contempo di sostenere con azioni di promozione mirate,
adeguatamente finanziate, il riposizionamento del prodotto
turistico regionale sui mercati di
riferimento.
Per tutto il settore è necessaria
la piena applicazione e un finanziamento più significativo
della legge quadro e, a livello regionale, che la revisione in
atto della legge 3 del 1993 preveda e rafforzi il
finanziamento all’innovazione imprenditoriale con un forte
ruolo dei Confidi.
Accanto a questo
occorre:
§
potenziare il ruolo delle Unioni di
Prodotto con un sostegno tecnico e organizzativo anche da
parte dell’APT;
§
attuare una politica delle
infrastrutture che consenta un livello efficace di
collegamenti autostradali/ferroviari e
aeroportuali;
§
attivare strategie e politiche per
la certificazione ambientale e di qualità del
territorio.
COMMERCIO
Serie
storica del movimento delle imprese del commercio al
dettaglio
Regione
Emilia-Romagna – Periodo 1995-2000
Periodo
Imprese registrate
Imprese attive
Anno
1995
59.296
53.635
Anno
1996
55.827
52.562
Anno
1997
54.456
51.248
Anno
1998
53.348
50.104
Anno
1999
52.798
49.512
Anno
2000
52.712
49.460
*
Elaborazione Cat Confesercenti E.R. su dati
Infocamere
COMMERCIO
AL DETTAGLIO FISSO
Saldo
fra le imprese iscritte e cancellate nei registri camerali
per
le province dell’Emilia-Romagna– ANNO
2000
Sede
U.Locale
Totale
BOLOGNA
-73
111
38
FERRARA
-70
25
-45
FORLI’
-71
36
-35
MODENA
-34
44
10
PIACENZA
-28
41
13
PARMA
9
139
148
RAVENNA
-65
3
-62
REGGIO
EMILIA
-32
38
6
RIMINI
-45
24
-21
Tot.
Emilia-Romagna
-409
461
52
*
Fonte MICA-Infocamere
TURISMO
Consistenza
degli esercizi alberghieri e non alberghieri per zona
turistica
Anno
2000 – Tutta la Regione (valori
assoluti)
Esercizi
Riviera Città
Terme Appennino Altro
Totale
Alberghi
3.644
245
279
418
489
5.075
Esercizi
extra-alberghieri
1.812
148
94
235
229
2.518
*
Fonte Regione Emilia-Romagna. Servizio Turismo e qualità aree
turistiche
EMILIA-ROMAGNA
Presenze
turistiche 1999-2001
Presenze
regionali 1999
2000
2001
% 01/00
+/- 01/00
Costa
38.606.000
39.475.000
40.690.000
+3,1%
+1.216.000
Appennino
e Verde
2.873.000
2.812.000
2.835.000
+0,8%
+23.000
Città
3.238.000
3.403.000
3.480.000
+2,3%
+77.000
Terme
1.943.000
1.994.000
2.025.000
+1,6%
+31.000
Tot.
Complessivo
46.660.000
47.684.000
49.030.000
+2,8%
+1.346.000
*
Fonte Osservatorio turistico regionale – Trademark
Italia
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