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Sono stati
approvati dalla Giunta Regionale dell’Emilia Romagna i criteri per
l’ammissione in appositi Albi comunali delle botteghe storiche e dei
mercati storici.
Confesercenti Emilia Romagna ritiene importante
questa iniziativa perché punta a qualificare sempre più la rete
commerciale della regione e insieme alle proprie associazioni
territoriali segnalerà ai Comuni gli esercizi e i mercati idonei a far
parte di questo Albo.
L’atto della Giunta deriva dalla L.R.
5/2008 approvata dall’Assemblea
legislativa nel marzo scorso e riguardante la “Promozione e la
valorizzazione delle botteghe storiche ”, cioè quelle attività
commerciali ed artigianali che non hanno solo un ruolo puramente
economico ma che, qualificando ed arricchendo il tessuto urbano,
costituiscono un importante elemento di memoria storica, di preziosa
testimonianza di cultura e sono parte integrante del patrimonio culturale
delle città perché sanno raccontare al cittadino e al turista aspetti
spesso inediti della storia e della cultura della città che le ospita.
Per il riconoscimento di status di Bottega storica o Mercato
storico occorre:
1)
lo svolgimento della stessa attività nello
stesso locale o nella stessa area da almeno 50 anni, 25 per le “osterie”:
2)
collegamento funzionale e strutturale dei
locali e degli arredi con l’attività svolta, al fine di dare il senso di
un’evidente radicamento nel tempo dell’attività svolta;
3)
presenza nelle aree, nei locali, negli arredi,
sia interni che esterni, di elementi, strumenti , attrezzature e
documenti di particolare interesse storico, artistico, architettonico,
ambientale e culturale o particolarmente significativi per la tradizione
e la cultura del luogo, visibili al pubblico.
Sarà previsto anche un marchio “bottega storica” o
“mercato storico” che prevede l’intestazione della bottega o mercato, lo
stemma della Regione Emilia-Romagna e lo stemma del Comune.
«È fondamentale – dichiara Stefano
Bollettinari, Segretario Confesercenti Emilia Romagna - valorizzare le
attività commerciali di carattere storico per il contributo che
forniscono all’attività turistica e commerciale delle nostre città e del
territorio migliorandone il mix di offerta; è quindi necessario dare
l’opportunità a queste realtà economiche di essere riconosciute, tutelate
e auspicabilmente sostenute anche economicamente per farle sopravvivere e
fronteggiare la sfida di un mercato in cui prevale sempre più la grande
distribuzione e la massificazione dei consumi, contro la qualità e la
particolarità del prodotto, contribuendo così ad uno sviluppo più
armonico della rete economica e commerciale della nostra Regione.»
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