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In merito al regolamento approvato
nei giorni scorsi dal Consiglio regionale sulla semplificazione delle
procedure a tutela della legalità del commercio, Confesercenti
Emilia-Romagna ribadisce la necessità del provvedimento, volto a
contrastare l’abusivismo commerciale, un’attività che non danneggia solo
gli operatori economici regolari, ma l’intera collettività.
Tale fenomeno è sovente collegato
ad una rete di illegalità che comprende produzioni contraffatte, evasione
fiscale, lavoro irregolare e minorile, sfruttamento delle persone,
riciclaggio dei proventi in altre attività illecite e socialmente
dannose.
Bene hanno fatto quindi la Giunta
regionale, a predisporre il provvedimento e successivamente il Consiglio
regionale ad approvarlo; è un atto di civiltà, di correttezza, di
ripristino della legalità, che non ha nulla a che fare con la
discriminazione.
Certo l’azione di contrasto va
indirizzata allo stesso modo verso chi produce e organizza la rete
logistica abusiva, ma ciò non autorizza per questo a tollerare il
fenomeno nelle sue varie manifestazioni.
Quindi ciò che occorre fare in
questo momento è un’azione incisiva e continuativa di controllo,
sequestro e distruzione delle merci abusive da parte di tutti gli Organi
di controllo per contrastare e ridurre il commercio abusivo in tutte le
sue forme.
Scambiare il ripristino
della legalità con la mancanza di solidarietà sociale è un grave errore,
in quanto le azioni di aiuto verso le persone deboli vanno senz’altro
realizzate e anzi moltiplicate, ma in direzione della ricerca di un
lavoro “vero” e regolare e verso il loro inserimento nel tessuto sociale.
Tollerare attività abusive significherebbe per molte di queste persone
rimanere in quell’area grigia dove rischierebbero di essere risucchiate
in altre attività illegali o
peggio contigue a quelle della criminalità.
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