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Dall’indagine ASSOTURISMO CONFESERCENTI
dell’Emilia-Romagna presso le proprie associazioni territoriali emerge
una stagione turistica caratterizzata da un trend negativo in tutti i
settori, confermando i timori e le preoccupazioni degli operatori
economici segnalati già all’inizio della stagione.
Questi
risultati mettono in evidenza il nesso sempre più diretto tra la perdita
di competitività dell’economia italiana e di alcuni paesi europei e
l’attuale momento di difficoltà del turismo.
Per
la maggior parte delle imprese turistiche e commerciali della Costa, si
stima una perdita di fatturato che oscilla tra il 5% ed il 15%, in forma
differenziata.
In
particolare per le imprese alberghiere si riscontrano flessioni significative
nel mese di giugno, mentre
luglio si riconferma un mese debole e agosto non riuscirà a confermare i
risultati dell’anno scorso.
Si
conferma anche quest’anno per tutta la stagione la prevalenza di turismo
nei week-end.
Nell’ambito
di questo trend generale hanno avuto risultati migliori gli alberghi che
hanno puntato sulla riqualificazione e sulla qualità dell’offerta.
Anche
per i campeggi, dopo anni di risultati soddisfacenti, si registra
quest’anno una lieve flessione.
Nel
comparto appartamenti si è verificato un calo generalizzato in tutte le
località della costa.
Oltre
a risentire dei problemi generali, gli stabilimenti balneari hanno
particolarmente subito le conseguenze della situazione metereologica,
soprattutto ad inizio stagione, facendo segnare un dato complessivo
negativo, cui si aggiunge l’incertezza degli operatori per la ben nota
vicenda dell’ipotizzato aumento spropositato dei canoni demaniali.
La
ridotta capacità di spesa si riflette anche nel comparto ristoranti-bar e
nelle attività commerciali in genere; queste ultime ulteriormente
penalizzate da un abusivismo commerciale sempre più aggressivo.
Invariato,
rispetto agli ultimi anni, il trend delle località termali che pur
nell’ambito di una contrazione delle presenze, ad eccezione di alcune
località, vedono un calo di richieste per le cure termali classiche, ma
una crescita dei trattamenti legati al benessere.
A
questo punto della stagione le città d’arte dell’Emilia-Romagna
evidenziano, secondo le prime stime, un dato di sostanziale tenuta, ma
con qualche problema in più rispetto agli anni precedenti; solo a fine
anno si potrà effettivamente verificare se proseguirà la tendenza
positiva registrata negli anni precedenti.
Certamente
neanche l’Appennino riuscirà a ripetere i risultati dell’anno scorso e
dovrà affrontare i consueti problemi legati all’identità e al rilancio
dell’offerta.
L’andamento
negativo della stagione turistica 2004 è stato pesantemente influenzato
dalla fase di stagnazione dell’economia italiana che ormai perdura da tempo
e da quella di alcuni importanti Paesi Europei come la Germania,
principale mercato estero di riferimento per il turismo dell’Emilia
Romagna, con la conseguente riduzione della capacità di spesa dei clienti
e la diminuzione dei flussi di turisti, in particolare dall’area tedesca.
Si
conferma e si accentua anche quest’anno la tendenza a diminuire sempre
più il periodo di vacanza con l’incremento dei weekend e il frazionamento
della fruizione delle vacanze su tutto l’arco dell’anno e su differenti
destinazioni, con l’aumento della concorrenza nel mercato turistico e
l’affermarsi dei voli low cost.
“Occorre
evidenziare che i problemi attuali derivano soprattutto dalla notevole
crisi economica – afferma Claudio Della Pasqua, Presidente regionale
Asshotel-Confesercenti – e quindi non sono riconducibili al nostro
modello turistico che invece conferma una grande capacità e volontà di
investire da parte degli imprenditori”.
“Nonostante
le difficoltà della situazione, ma anzi proprio per questo, occorra reagire,
guardare avanti, accettare la sfida competitiva, innovare e investire
nelle attività turistiche – sostiene Stefano Bollettinari, Segretario
regionale Confesercenti -
puntando sulla qualità con l’obiettivo di soddisfare meglio le
esigenze della clientela, nell’ambito di un buon rapporto
qualità/prezzo”.
Occorre
accentuare l’integrazione fra i prodotti turistici di cui è ricca la
nostra Regione, dal balneare, alle città d’arte, al termale, al turismo
verde, al congressuale, all’enogastronomia, allo sportivo, per fornire al
turista un’offerta diversificata e con molteplici motivazioni,
implementando l’offerta di pacchetti turistici.
Nell’ottica
della qualità dell’offerta, ASSOTURISMO CONFESERCENTI ritiene essenziale
una sempre maggiore attenzione alla qualità ambientale, sia in
riferimento al mare che al territorio (che non è un costo, ma un
investimento per il presente e per il futuro), e alla efficienza delle
infrastrutture, in modo particolare per viabilità e trasporti, che devono
far fronte ad esigenze di mobilità turistica ben maggiori rispetto al
passato e su cui si riscontrano problemi sempre più forti.
E’
necessaria un’ulteriore spinta alla riqualificazione delle strutture
ricettive incrementando i fondi disponibili e con incentivi urbanistici
destinati al miglioramento dei servizi per le strutture alberghiere.
Nel
rimarcare queste importanti priorità ASSOTURISMO CONFESERCENTI ritiene
inutili sterili contrapposizioni pubblico/privato ma anzi ritiene
necessaria proprio in questo momento una grande unità d’intenti tra la
componente privata e le Amministrazioni pubbliche per lavorare assieme
per migliorare la competitività della nostra offerta e rilanciare il
turismo emiliano-romagnolo.
Un’occasione
può essere, secondo ASSOTURISMO CONFESERCENTI, la fase di attuazione del
“Patto per lo Sviluppo” sottoscritto tra Regione e Parti sociali
nel cui ambito il rilancio del turismo, dovrebbe avere un ruolo
prioritario come grande risorsa economica dell’Emilia Romagna e, per la
sua funzione di volano di sviluppo anche per gli altri settori
produttivi.
Lascia molto perplessi
invece la forte carenza di risorse statali per la promozione all’estero
del prodotto Italia, molto inferiori a quelle dei nostri principali
concorrenti e la permanenza di aliquote IVA più elevate rispetto ai Paesi
turisticamente più importanti; tutto ciò mentre è sempre più determinante
investire per affrontare la competizione internazionale, ed è l’intero
sistema Italia che avrebbe invece bisogno di puntare di più sul turismo
per uscire da questa fase economica così difficile.
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