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Stagione turistica 2004: per Assoturismo Confesercenti Emilia-Romagna l’andamento è stato negativo, ma occorre reagire, guardare avanti e accettare la sfida competitiva e dell’innovazione

 

 

 

Bologna, 27 Agosto 2004

 

 


Dall’indagine ASSOTURISMO CONFESERCENTI dell’Emilia-Romagna presso le proprie associazioni territoriali emerge una stagione turistica caratterizzata da un trend negativo in tutti i settori, confermando i timori e le preoccupazioni degli operatori economici segnalati già all’inizio della stagione.

Questi risultati mettono in evidenza il nesso sempre più diretto tra la perdita di competitività dell’economia italiana e di alcuni paesi europei e l’attuale momento di difficoltà del turismo.

Per la maggior parte delle imprese turistiche e commerciali della Costa, si stima una perdita di fatturato che oscilla tra il 5% ed il 15%, in forma differenziata.

In particolare per le imprese alberghiere si riscontrano flessioni significative nel mese di giugno,  mentre luglio si riconferma un mese debole e agosto non riuscirà a confermare i risultati dell’anno scorso.

Si conferma anche quest’anno per tutta la stagione la prevalenza di turismo nei week-end.

Nell’ambito di questo trend generale hanno avuto risultati migliori gli alberghi che hanno puntato sulla riqualificazione e sulla qualità dell’offerta.

Anche per i campeggi, dopo anni di risultati soddisfacenti, si registra quest’anno una lieve flessione.

Nel comparto appartamenti si è verificato un calo generalizzato in tutte le località della costa.

Oltre a risentire dei problemi generali, gli stabilimenti balneari hanno particolarmente subito le conseguenze della situazione metereologica, soprattutto ad inizio stagione, facendo segnare un dato complessivo negativo, cui si aggiunge l’incertezza degli operatori per la ben nota vicenda dell’ipotizzato aumento spropositato dei canoni demaniali.

La ridotta capacità di spesa si riflette anche nel comparto ristoranti-bar e nelle attività commerciali in genere; queste ultime ulteriormente penalizzate da un abusivismo commerciale sempre più aggressivo.

Invariato, rispetto agli ultimi anni, il trend delle località termali che pur nell’ambito di una contrazione delle presenze, ad eccezione di alcune località, vedono un calo di richieste per le cure termali classiche, ma una crescita dei trattamenti legati al benessere.

A questo punto della stagione le città d’arte dell’Emilia-Romagna evidenziano, secondo le prime stime, un dato di sostanziale tenuta, ma con qualche problema in più rispetto agli anni precedenti; solo a fine anno si potrà effettivamente verificare se proseguirà la tendenza positiva registrata negli anni precedenti.

Certamente neanche l’Appennino riuscirà a ripetere i risultati dell’anno scorso e dovrà affrontare i consueti problemi legati all’identità e al rilancio dell’offerta.

L’andamento negativo della stagione turistica 2004 è stato pesantemente influenzato dalla fase di stagnazione dell’economia italiana che ormai perdura da tempo e da quella di alcuni importanti Paesi Europei come la Germania, principale mercato estero di riferimento per il turismo dell’Emilia Romagna, con la conseguente riduzione della capacità di spesa dei clienti e la diminuzione dei flussi di turisti, in particolare dall’area tedesca.

Si conferma e si accentua anche quest’anno la tendenza a diminuire sempre più il periodo di vacanza con l’incremento dei weekend e il frazionamento della fruizione delle vacanze su tutto l’arco dell’anno e su differenti destinazioni, con l’aumento della concorrenza nel mercato turistico e l’affermarsi dei voli low cost.

“Occorre evidenziare che i problemi attuali derivano soprattutto dalla notevole crisi economica – afferma Claudio Della Pasqua, Presidente regionale Asshotel-Confesercenti – e quindi non sono riconducibili al nostro modello turistico che invece conferma una grande capacità e volontà di investire da parte degli imprenditori”.

“Nonostante le difficoltà della situazione, ma anzi proprio per questo, occorra reagire, guardare avanti, accettare la sfida competitiva, innovare e investire nelle attività turistiche – sostiene Stefano Bollettinari, Segretario regionale Confesercenti -  puntando sulla qualità con l’obiettivo di soddisfare meglio le esigenze della clientela, nell’ambito di un buon rapporto qualità/prezzo”.

Occorre accentuare l’integrazione fra i prodotti turistici di cui è ricca la nostra Regione, dal balneare, alle città d’arte, al termale, al turismo verde, al congressuale, all’enogastronomia, allo sportivo, per fornire al turista un’offerta diversificata e con molteplici motivazioni, implementando l’offerta di pacchetti turistici.

Nell’ottica della qualità dell’offerta, ASSOTURISMO CONFESERCENTI ritiene essenziale una sempre maggiore attenzione alla qualità ambientale, sia in riferimento al mare che al territorio (che non è un costo, ma un investimento per il presente e per il futuro), e alla efficienza delle infrastrutture, in modo particolare per viabilità e trasporti, che devono far fronte ad esigenze di mobilità turistica ben maggiori rispetto al passato e su cui si riscontrano problemi sempre più forti.

E’ necessaria un’ulteriore spinta alla riqualificazione delle strutture ricettive incrementando i fondi disponibili e con incentivi urbanistici destinati al miglioramento dei servizi per le strutture alberghiere.

Nel rimarcare queste importanti priorità ASSOTURISMO CONFESERCENTI ritiene inutili sterili contrapposizioni pubblico/privato ma anzi ritiene necessaria proprio in questo momento una grande unità d’intenti tra la componente privata e le Amministrazioni pubbliche per lavorare assieme per migliorare la competitività della nostra offerta e rilanciare il turismo emiliano-romagnolo.

Un’occasione può essere, secondo ASSOTURISMO CONFESERCENTI, la fase di attuazione del “Patto per lo Sviluppo” sottoscritto tra Regione e Parti sociali nel cui ambito il rilancio del turismo, dovrebbe avere un ruolo prioritario come grande risorsa economica dell’Emilia Romagna e, per la sua funzione di volano di sviluppo anche per gli altri settori produttivi.

Lascia molto perplessi invece la forte carenza di risorse statali per la promozione all’estero del prodotto Italia, molto inferiori a quelle dei nostri principali concorrenti e la permanenza di aliquote IVA più elevate rispetto ai Paesi turisticamente più importanti; tutto ciò mentre è sempre più determinante investire per affrontare la competizione internazionale, ed è l’intero sistema Italia che avrebbe invece bisogno di puntare di più sul turismo per uscire da questa fase economica così difficile.