Comunicati stampa

  Basta con l’illegalità sulla spiaggia Un appello denuncia della Confesercenti al Ministro degli Interni  
 
Ravenna, 17 Agosto 2001
 
L’illegalità diffusa rappresentata e alimentata dall’abusivismo commerciale nell’arenile demaniale della costa ravennate e cervese è stata portata dalla Confesercenti nei giorni scorsi all’attenzione del Ministro degli Interni Claudio Scajola attraverso una nota contenente anche i diversi monitoraggi svolti dall’Associazione sul fenomeno.

La Confesercenti Provinciale, che ha interessato sul problema più volte in tutti questi anni il Ministero e i diversi Ministri e Sottosegretari succedutisi, ha invitato anche il Ministro a verificare di persona la situazione in primo luogo nei punti più critici del litorale, Cervia e i Lidi Sud del ravennate.

Anche il giorno di Ferragosto interessato dai servizi di prevenzione della giornata, la Confesercenti ha operato nuovamente il proprio monitoraggio a Lido di Classe, Lido di Savio e Cervia: non è stato rilevato nessun servizio di controllo. In spiaggia in questi tratti è stata attiva per tutto il giorno una lunga chilometrica e fiorente fila di posteggi illegali che hanno reso centinaia di milioni “franchi”.

A seconda delle concessioni, davanti a bagni nei tratti rilevati erano presenti mediamente dalle 4 alle 15 postazioni fisse abusive e fino alle 43 della ex colonia Dante. In alcuni posteggi allestiti da cittadini cinesi, russi ed asiatici erano in vendita anche coltelli e giochi pericolosi, oltre alle merci con marchi contraffatti. Sono giunti in spiaggia anche altri arrivi con parenti e amici degli abusivi che occupano l’arenile. A Lido di Classe sono state rilevate gruppi di persone dedite all’accattonaggio.

La Confesercenti nella lettera al Ministro nel rilevare la necessità anche di nuovi provvedimenti normativi per limitare il fenomeno, in parte anche sollevati alla “solita maniera” dai Sindaci della realtà riminese, sottolinea in ogni caso che in primo luogo occorre la volontà politica e operativa di contrastare l’abusivismo e di impegnare conseguentemente tutte le forze dell’ordine.

Ogni normativa, anche la più ferrea (e già esiste, per quanto con lungaggini burocratiche, il sequestro delle merci a chi esercita abusivamente cioè tutti: italiani,europei ed extracomunitari) se non è poi controllata costantemente fa ricordare una vecchia, ma emblematica affermazione del Card. Richelieau “fare una legge e non applicarla è come legittimare ciò che si vuol proibire”.

Dal momento che non ci sono ora le condizioni temporali per cambiare le normative e senza alibi, noi insistiamo: servono i controlli diffusi e permanenti a mare (quando ci sono i servizi di prevenzione fin dalla prima mattina in quei tratti ci sono solo abusivi itineranti) e a monte per individuare e colpire le reti e i fornitori.

Chiediamo ancora un piano organico in tal senso utile anche per la prossima stagione, da mettere in atto nei prossimi giorni.

Prefettura, Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza e Comuni, con ruoli e situazioni diverse, non possono continuare a tollerare una situazione di illegalità che stravolge le regole e le normative in essere nello Stato di diritto.