Comunicati stampa

 

L’abusivismo commerciale aumenta e consolida la sua organizzazione anche nella stagione turistica 2004: Confesercenti Emilia-Romagna propone di programmare per tempo e intensificare le azioni di contrasto in previsione della stagione 2005

 

 

 

Bologna, 01 Settembre 2004

 

 


Secondo un’indagine effettuata dalla Confesercenti Emilia-Romagna presso le proprie associazioni territoriali, nella stagione turistica 2004 è stata stimata la presenza di oltre 3500 soggetti abusivi (1100 sul litorale ravennate, 1000 sul litorale riminese, 1000 ai Lidi di Comacchio e 450 a Cesenatico) con un incremento medio di circa il 10% rispetto al 2003, fatta eccezione per alcune località in cui un’azione di contrasto continuativa ha dato risultati soddisfacenti.

Il volume d’affari complessivo è stimato in circa 80 milioni di euro (in aumento rispetto ai 70 milioni di euro del 2003) e tale attività sta incidendo in maniera tangibile su diverse tipologie commerciali regolari già colpite fortemente dalla crisi dei consumi.

La gamma merceologica dell’abusivismo diventa sempre più variegata, con prodotti e servizi più diversi:

abbigliamento, borse e pelletteria, bigiotteria, orologi, Cd e DVD, occhiali, teli da mare, parei e costumi, biancheria per la casa, massaggi e tatuaggi.

Le postazioni fisse rappresentano ben il 75% del totale, mentre il restante 25% è rappresentato da abusivi “itineranti”.

L’incasso medio giornaliero per abusivo viene stimato in circa 250-300€ con punte più elevate per alcune postazioni fisse, dipendenti anche da tempo di permanenza e tipologia di merce venduta.

Il fenomeno purtroppo è sempre più organizzato e arriva addirittura a creare un sistema di sorveglianza e controllo che segnala tempestivamente (tramite cellulare) l’arrivo delle Forze dell’Ordine e una vera e propria gestione degli spazi di vendita sulla spiaggia occupando anche tratti di spiaggia libera a discapito della fruizione turistica.

«Sono ormai chiari – sostiene Sergio Ferrari, presidente regionale di Confesercenti Emilia-Romagna- i danni notevoli, sia economici che sociali, provocati dall’abusivismo commerciale e dalle vendite illegali. Queste, infatti, - prosegue Ferrari - finiscono per alimentare il circuito perverso della contraffazione, della produzione abusiva, dal lavoro nero e minorile, nonché dell’evasione fiscale e del riciclaggio dei proventi in altre attività illecite e socialmente dannose. È necessario, quindi, intensificare le azioni di controllo, repressione del fenomeno e sequestro e distruzione delle merci.»

In tal senso Confesercenti Emilia-Romagna formula le seguenti proposte:

·         Effettuare sin dall’inizio della prossima stagione un’azione di controllo e vigilanza costante su tutto il litorale con strumenti adeguati e con un presidio continuo del territorio;

·         Creare un più forte coordinamento tra le varie forze di polizia, aumentarne gli organici e utilizzare, se necessario, anche un sistema di vigilanza privata in accordo con le Istituzioni competenti, così com’è stato positivamente sperimentato nel periodo di Ferragosto in un tratto del litorale cervese e ravennate;

·         Effettuare controlli e intervenire su tutta la rete organizzativa a monte (centri di produzione e distribuzione, magazzini e locali di stoccaggio, etc…);

·         Applicare integralmente la nuova legge regionale e le leggi nazionali in materia di sequestro e distruzione delle merci abusive e contraffatte;

·         Indirizzare, previo corso di formazione, le persone che hanno davvero la volontà di svolgere un’attività regolare verso un lavoro stagionale nelle strutture ricettive e in attività legate al turismo o ad altri settori produttivi dove si riscontra richiesta di manodopera.

«Confesercenti Emilia-Romagna –dichiara Stefano Bollettinari, segretario regionale- ritiene che il rispetto della legalità sia uno dei più importanti valori sociali che garantisce una concorrenza leale nel settore commerciale e che come tale debba rappresentare un impegno prioritario comune di Istituzioni e associazioni economiche, anche perché è inconcepibile che attività di vendita illegali possano prosperare in maniera così palese e per così lungo tempo considerata la presenza di una normativa commerciale liberalizzata che lascia a tutti libertà d’impresa nel rispetto però delle regole basilari di natura amministrativa e fiscale