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L’abusivismo
commerciale continua a prosperare sulle spiagge della costa
emiliano-romagnola, secondo un’indagine effettuata dalla Confesercenti
regionale presso le proprie Associazioni territoriali, nella stagione
turistica 2003 è stata stimata la presenza di circa 3.200 soggetti
abusivi (1.450 sul litorale riminese, 1000 sul litorale ravennate, 500 ai
Lidi di Comacchio e 250 a Cesenatico), per un volume di affari
complessivo stimato in circa 70 milioni di euro.
“L’abusivismo è purtroppo diventato una vera e
propria rete distributiva illegale e parallela a quella regolare – afferma
il Presidente regionale della Confesercenti Sergio Ferrari – con
tutti i danni sociali ed economici che ne conseguono”.
“In questa stagione estiva bisogna riconoscere
che sono aumentati i controlli e i sequestri di merce abusiva da parte
delle varie forze di polizia – sostiene Stefano Bollettinari,
Segretario regionale della Confesercenti – ma ormai la dimensione del
fenomeno è tale che ciò non è più sufficiente a debellarlo, occorrono
misure più efficaci e continuative”.
La gamma merceologica dell’abusivismo si specializza
sempre più con prodotti e servizi più diversi come: abbigliamento,
pelletteria, bigiotteria, intimo, costumi, orologi, cd, occhiali, teli,
tappeti, ferramenta, biancheria per la casa, ma anche libri, calzature e
perfino giubbotti con barre rifrangenti. Le “postazioni fisse” hanno
raggiunto ben il 75% del totale, mentre per il restante 25% si tratta di
abusivi “itineranti”.
L’incasso medio giornaliero
per venditore abusivo viene stimato in circa 250 euro, con punte più
elevate per alcune postazioni fisse.
Confesercenti
ha evidenziato e denunciato da anni l’abusivismo commerciale e le vendite
illegali in quanto provocano distorsioni di mercato e finiscono per
alimentare il circuito perverso della contraffazione, della produzione abusiva,
del lavoro nero e minorile, nonché dell’evasione fiscale e ritiene che
vadano sia intensificate le azioni di controllo e repressione del
fenomeno, che adottati provvedimenti più efficaci, anche normativi, per
combattere la produzione e la vendita di merci abusive; l’ambito riguarda
sia le Istituzioni a livello nazionale che regionale. La Confesercenti
auspica quindi che nei prossimi incontri con l’Assessorato regionale al
Commercio si arrivino a formulare ipotesi di intervento concrete.
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