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L’approvazione,
da parte dell’Assemblea legislativa della Regione, del nuovo Programma
triennale sull’energia e delle Linee guida per la localizzazione degli
impianti da fonti rinnovabili mette
in luce forti contraddizioni tra i due atti ed incoerenze negli indirizzi
regionali in campo energetico.
“Sul rinnovo del Piano Energetico
Regionale – dichiarano il coordinatore del Tavolo regionale dell’Imprenditoria
Roberto Manzoni e il
Presidente di Confindustria
Emilia-Romagna Gaetano Maccaferri – esprimiamo un giudizio
positivo. Questo provvedimento,
fortemente concertato con le parti sociali attraverso un iter di
discussione e confronto, presenta obiettivi ambiziosi e condivisi in
termini di produzione di energia da fonti rinnovabili e strumenti di
sostegno agli interventi utili a stimolare la nascita di una reale green economy regionale”.
Viceversa, la valutazione diventa
critica sulle Linee guida che, affermano i rappresentanti del Tavolo Regionale dell’Imprenditoria e
Confindustria Emilia-Romagna, “hanno avuto un percorso
di approvazione rapido nei tempi, ma soprattutto privo di forme adeguate
di consultazione e concertazione.
Diversi contributi preparati dalle nostre organizzazioni – che
hanno provveduto, costrette nei tempi strettissimi di approvazione, a
proporre numerose modifiche migliorative – non sono stati recepiti. Sui contenuti
del provvedimento, pur prendendo atto che le ultime proposte emendative
approvate in Assemblea legislativa presentano aspetti migliorativi
rispetto alle precedenti stesure,
ribadiamo il nostro giudizio negativo in considerazione del fatto
che ci troviamo di fronte ad un atto che inciderà in modo significativo
sullo sviluppo delle fonti rinnovabili nella nostra regione, e più in
generale sull’economia del sistema regione.
La buona programmazione, a giudizio
delle organizzazioni imprenditoriali, si misura nella capacità concreta
di creare condizioni per lo sviluppo. Diversamente, anche un buon Piano
Energetico resta un libro dei sogni, qual è diventato oggi dopo il
provvedimento delle linee guida.
Le linee approvate – ribadiscono i
rappresentanti di Confindustria
Emilia-Romagna e del Tavolo regionale dell’Imprenditoria
– rendono praticamente impossibile
l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile e
vanificano la possibilità di raggiungere gli obiettivi del Piano Energetico, creando una
situazione di difficoltà alle imprese che operano nel settore e che
avevano già preventivato investimenti importanti che, oltre a tutto, sono
in grado di creare sviluppo, nuova
occupazione ed innovazione”.
Questo provvedimento, che avrebbe
dovuto limitarsi ad indicare le aree non idonee e le modalità di sviluppo
di questi impianti, è invece caratterizzato meramente da astratte logiche
di programmazione urbanistico-ambientale, con
soluzioni contrarie al concetto di efficienza e chiarezza delle norme ed
ai principi della semplificazione. Inoltre appaiono del tutto singolari i
meccanismi di delega agli Enti Locali, che generano incertezza e
differenze di trattamento, spostando sul livello locale responsabilità
decisionali proprie della Regione.
“Si è creata una delicata situazione
– osservano i rappresentanti del Tavolo regionale dell’Imprenditoria
e di Confindustria
Emilia-Romagna – da cui sarà possibile uscire solo con
una iniziativa della Regione di ripensamento e modifica del provvedimento
(oltreché di apertura del confronto sui diversi provvedimenti attuativi
che dovranno essere emanati nei prossimi mesi), al fine di recuperare un
dialogo costruttivo con il mondo imprenditoriale, che rischia di
deteriorarsi in un momento particolarmente delicato per il futuro
dell’economia regionale”.
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