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"Nessuna risposta alle richieste di misure per il
rilancio dei consumi. Nessun intervento fiscale significativo che consenta
alle famiglie di recuperare potere d'acquisto ed alle imprese di
recuperare competitività, permettendo all'economia italiana di ripartire:
per questo nel 2004, secondo le nostre previsioni, non riusciremo a
spingere il prodotto interno lordo oltre un risicato 1,1%".
E' quanto afferma il presidente della Confesercenti,
Marco Venturi, secondo il quale "con questa manovra, impostata su
condoni e concordati, si raschia il fondo del barile per fare cassa.
Soltanto dal concordato, infatti, l'esecutivo si aspetta entrate per tre
miliardi di euro".
"Ma il nostro
giudizio negativo riguarda soprattutto la decisione di mettere sotto
vigilanza i commercianti per combattere l'aumento dei prezzi. Spetta al
mercato ed alla concorrenza decidere le punizioni e non allo Stato che
invece, attraverso l'antitrust, deve impedire il formarsi di cartelli tra
imprese. La libertà di scegliere - precisa il presidente di Confesercenti
- rappresenta la migliore garanzia per i consumatori. D'altra parte, come
si controllano e sanciscono gli aumenti dei prezzi alla produzione? Come
si controllano e sanciscono gli aumenti delle tariffe, delle tasse e
delle imposte locali e statali? Eppure si tratta di elementi che agiscono
in varia misura sulla composizione finale dei prezzi. Lo stesso
concordato fiscale - conclude Venturi - dal quale il Governo si aspetta
un incremento delle entrate del 9% rispetto al 2001 rappresenta un
ulteriore drenaggio a carico delle imprese che inevitabilmente si
riverbererà sui prezzi".
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