|
|
"Voglio ringraziare il Presidente per
l’attenzione che ha voluto prestarci e per il contenuto del messaggio,
non rituale e pieno di importanti riferimenti. Gli accostamenti tra
“regole e responsabilità dirette” e tra “tradizione ed innovazione”
indicano una via, un percorso da noi pienamente condiviso. Grazie
Presidente, Le assicuro che, come da Lei auspicato, Confesercenti
collaborerà con le istituzioni per far sì che il nostro Paese riprenda il
suo cammino assicurando crescita economica, lavoro ed equità..." Il
Presidente Confesercenti Marco Venturi, introducendo la sua relazione all'assemblea
annuale Confesercenti ha cosi’ ringraziato il Capo dello Stato per il
messaggio rivolto all'assemblea della confederazione.
Il
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in
occasione dell'Assemblea annuale della Confesercenti, ha infatti inviato
a Marco Venturi, Presidente della Confederazione, un messaggio in cui
definisce il Congresso "occasione di riflessione e analisi su realtà
che continuano a registrare positivi livelli di crescita qualitativa e
occupazionali". Il sistema produttivo italiano, sottolinea il Capo
dello Stato, "è oggi impegnato ad affrontare le sfide ed anche a
perseguire i vantaggi di un'economia aperta e di un mercato globalizzato
all'interno di un complesso di regole e di responsabilità dirette a
garantirne la trasparenza". A questo fine "è necessario
promuovere nuove progettualità e aprire nuovi spazi per favorire il ciclo
della ripresa economica e raccogliere e interpretare il patrimonio di
esperienze maturate coniugando tradizione e innovazione, concorrenza ed
equità, secondo un modello di sviluppo equilibrato in cui tutti i
cittadini possano riconoscersi nel segno di una società più giusta e
solidale". In questo quadro, conclude il Presidente della
Repubblica, "la Confesercenti, assolvendo la sua funzione di rappresentanza
associativa e di collaborazione con le istituzioni, può contribuire ad
esaltare la vitalità delle molteplici realtà del commercio, del turismo e
dei servizi."
Nella
sua relazione il presidente Marco Venturi ha posto
l'accento sulla necessità di affrontare le questioni decisive per le
imprese e per i cittadini, come il risanamento ed il rilancio
dell'economia. L'obbligo di combattere gli sprechi nella spesa pubblica
ed il bisogno di puntare sull'equità e sullo sviluppo, con un occhio di
riguardo alle piccole e medie imprese che "rappresentano la chiave
di volta del nostro rilancio". Infine l'attenzione sul turismo come
priorità su cui investire importanti risorse.
"L'avvio
del confronto impostato dal governo – ha affermato Venturi - e'
apprezzabile, nonostante il preoccupante quadro economico che ci e' stato
esposto"."Ora dobbiamo continuare con incontri piu' ristretti e
specifici, in modo da approfondire le questioni decisive per l'economia,
per le imprese e per i cittadini. "Ancora c'e' spazio di discussione
ed in Parlamento mi aspetto che venga data maggiore attenzione alle
esigenze dei pubblici esercizi".
Il
capo del Governo Romano Prodi, ringraziando la
Confesercenti e il suo presidente Venturi, ha esordito all'assemblea di
Confesercenti cercando di spiegare i numeri della manovra economica
annunciata dal ministro dell'Economia: 40/45 miliardi di euro, pari al 3%
del Pil, che andranno per due terzi al risanamento e per un terzo allo
sviluppo. Per puntualizzare l'idea del governo, il premier ricorre a una
metafora: "L'Italia deve perdere 10 chili di grasso, la spesa
improduttiva e mettere su 5 chili di muscoli". Insomma "meno
grasso e piu' muscoli per affrontare la competizione mondiale".
"Il Paese - ha affermato poi Prodi - non puo' tollerare differenze
di costi che ci fanno diversi dagli altri paesi europei". E' questo
il motivo per cui il governo ha voluto inserire una dozzina di
provvedimenti di liberalizzazione e apertura dei mercati nella manovrino
per il 2006. e non e' finita qui: "Su questo vi assicuro che andremo
avanti e quindi - afferma il premier - dovremo dialogare a fondo".
Prodi torna poi sui provvedimenti di liberalizzazione: non abbiamo voluto
colpire alcuno - ha ribadito - ne' tanto meno le categorie non vicine al
governo", peraltro "non capisco come si faccia una distinzione
di questo genere".
"Stiamo
lavorando – ha affermato all’inizio del suo intervento il ministro dello
Sviluppo economico - Pierluigi Bersani per aiutare le
piccole imprese alla semplificazione burocratica, alla lotta alla
contraffazione e anche all'evasione e all'elusione fiscale che sono
pesanti cause di concorrenza sleale. “Gli interventi del decreto - ha
spiegato il ministro - si preoccupano soprattutto della fedelta' alla
riforma. Non abbiamo disturbato oltre il settore del commercio perche'
credo che ora tocchi ad altri'. Energia, banche, assicurazioni e
immobiliare sono del resto, secondo Bersani, anche i principali
responsabili degli aumenti dei prezzi che si sono verificati dopo
l'introduzione dell'euro. Mettere sul banco degli imputati i
commercianti, ha detto, e' stato 'troppo facile' e in un certo senso 'una
manovra diversiva'. 'Dopo l'euro e' successo di tutto, ma la colpa e' di
chi non ha dato un'occhiata', ha proseguito. Ora e' la volta di 'dare un'occhiata
molto seria”. “Io oggi – ha concluso Bersani - ho fatto qui un'agenda
sommaria degli impegni del governo per il commercio e la piccola e media
impresa, quella vera la faremo insieme. Possiamo riprendere a
lavorare- ha concluso - con grande spirito di
collaborazione".
|
|